Quanto costa all’economia italiana il tentativo di censurare Internet?

marzo 04, 10 by Mark75

Si è discusso molto sui pericoli per la libertà che derivano dai continui “tentativi” in Italia di censurare Internet — sotto le varie vesti di tutela della privacy, di tutela del diritto d’autore o di tutela dei minori. Infatti, è bene ricordare che la sentenza “contro Google” è solo una delle ultime azioni che (più o meno coscientemente) tentano o rischiano di limitare Internet.

Ma la questione non è solo politica o culturale. La questione ha risvolti economici non trascurabili. E non solo per quanto riguarda la questione del diritto d’autore — che tra l’altro, “spacciare” per diritto d’autore è fuorviante, perché in realtà l’interesse è attorno al diritto di edizione e di distribuzione — ma in generale riguarda tutto il tema della produzione e fruizione di contenuti digitali e multimediali.

La “rigidità” (eufemisticametne parlando) nell’approccio legislativo/giudiziario ad Internet però ha un effetto collaterale non trascurabile, cioè quello di limitare lo sviluppo del web come mercato e di tutto l’indotto che genera. Il che vuol dire non solo limitare le imprese italiane, ma anche (e forse soprattutto) scoraggiare gli investimenti esteri in Italia legati al settore: non sono poche le società straniere che hanno paventato la possibilità di uscire dal mercato Italiano. E il danno non sarebbe trascurabile: infatti secondo alcune stime, il mercato dei contenuti digitali e multimediali varrebbe a livello mondiale circa il 10% del valore complessivo degli scambi commerciali. Diventa quindi evidente che l’Italia, con l’approccio alle nuove tecnologie che sembra andare affermandosi, rischia di tarpare le ali a quello che potrebbe essere un importante fattore di crescita.

Basti considerare i dati relativi al settore ICT (che non coincide esattamente, ma riteniamo dia una buona approssimazione): secondo i dati presentati al CeBIT di Hannover, in Spagna questo settore peserebbe ormai per il 10% del PIL, e soprattutto sembrerebbe sia stato uno di quelli che ha sofferto meno la crisi. In Italia il peso del settore è sostanzialmente inferiore (indicativamente, dovrebbe essere sotto al 5%), e soprattutto è costituito per la maggior parte dal settore delle telecomunicazioni.
Anche se stiamo facendo conti altamente spannometrici, è chiaro che sulla base di questi valori, il gap di sviluppo del settore ICT implica un “mancato PIL” pari a circa il 5% del suo valore. Che non sono perdite che possono essere ignorate ed accettate a cuor leggero.

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A MPS Advice il “Cerchio d’Oro” per l’innovazione finanziaria

marzo 03, 10 by Mark75

MPS Advice è stato premiato con il Cerchio d’Oro dell’innovazione finanziaria, il premio assegnato annualmente dall’AIFIn – Associazione Italiana Financial Innovation. Il premio è relativo alla categoria “Nuovi Servizi”.

MPS Advice è il servizio di consulenza avanzata sugli investimenti, ed è interessante perché sposta la focalizzazione delle attività in materia di investimenti di MPS sulla distribuzione, proponoendosi come consulente “di qualità” sul tema. Il successo sembra sia stato molto buono, se nel 2009 sono state erogate circa 140.000 proposte di consulenza (superando abbondantemente l’obiettivo di 100.000 che la banca si era proposta).

Il metodo applicato da MPS Advice merita è basato su alcune fasi fondamentali, e merita di essere evidenziato dato che si tratta di buone prassi che possono essere concettualmente applicate in generale:

  • analisi finanziaria degli investimenti già in corso
  • elaborazione di un progetto di investimento
  • monitoraggio continuo del portafoglio

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Etica SGR cresce nonostante la crisi

marzo 02, 10 by Mark75

Nonostante la crisi finanziaria, e le difficoltà generali del settore del risparmio gestito, Etica SGR ha annunciato risultati ottimi (anche se però si è avuta una contrazione dell’utile netto) con il patrimonio che ha segnato +28,5%. Non solo, ma i rendimenti dei Fondi Valori Responsabili risultano tra i migliori nelle rispettive categorie (hanno brillato particolarmente nelle performance ad un anno i fondi Azionario, che ha registrato un +35,45%, e Bilanciato, +24,60%).

Dati interessanti che dimostrano ancora una volta come da parte degli investitori ci sia una crescente “voglia di etica” negli investimenti, ma anche come etica e business siano tutt’altro che incompatibili, dato che una crescita solida, che guardi anche al lungo periodo e non solo al breve o brevissimo termine, è di fatto una crescita che rispetta i principi dell’etica, e proprio questo fattore spiega le buone performance dei fondi etici soprattutto nei periodi più difficili.

Alessandra Viscovi, direttrice generale di Etica sgr, è piuttosto dura nel dipingere il quadro attuale della finanza: “Non siamo ancora usciti dalla crisi internazionale, scatenata nel 2008 da operatori della finanza senza scrupoli che non hanno mai smesso di “giocare” coi derivati, esattamente come prima del grande tracollo. In questo contesto per  noi è ancora più importante dimostrare ogni giorno con fatti concreti che è invece possibile operare sui mercati finanziari in modo corretto e trasparente in un’ottica di sostegno all’economia reale e a quelle imprese che sono rispettose dell’ambiante e dei diritti delle persone”.

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Gruppo Banco Popolare cede Factorit Spa alla Banca Popolare di Sondrio e alla Banca Popolare di Milano

marzo 02, 10 by Mark75

Banco Popolare, Banca Popolare di Sondrio e alla Banca Popolare di Milano hanno raggiunto un accordo per la compravendita di Factorit S.p.a, società finanziaria (attualmente di proprietà di Banco Poplare) che opera nell’anticipazione e nell’incasso di crediti commerciali e nei servizi connessi, ed è il quarto maggiore operatore del settore in Italia.

Con questo accordo, le banche vogliono dotarsi di competenze specifiche per offrire alle imprese servizi di finanziamento e di incasso di crediti domestici e internazionali, anche a beneficio delle altre banche con esse convenzionate.

L’accordo prevede l’acquisto da parte di Banca Popolare di Sondrio del 60,5% del capitale (e quindi, del controllo di Factorit), e Banca Popolare di Milano il 30%, mentre il rimanente 9,5% rimarrà a  Gruppo Banco Popolare.

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Giornali, telegiornali, e notizie distorte: dolo o colpa?

marzo 01, 10 by Mark75

Sta facendo un discreto clamore le polemiche intorno ad un servizio del TG1 che, dando la notizia della stentenza sul noto “caso Millis”, parlava di sentenza di assoluzione – quando in realtà  la sentenza è stata di prescrizione (che è una cosa ben diversa). Dato il “valore politico” della sentenza, le polemiche non sorpendono.

Ma non è certo la prima distorsione dei fatti che il TG1 effettua: solo pochi giorni fa, dava la notizia che i dirigenti di Goolgle erano stati condannati “per aver pubblicato” il video delle violenze sul ragazzo Down: in questo caso, una distorsione più sottile, dato che sarebbe stato più giusto dire “per non aver impedito la pubblicazione” (o “per non aver censurato preventivamente”…). Ma resta il fatto che quel “per aver pubblicato“, trasmette al telespettatore medio la convinzione di un gesto attivo di una compartecipazione “fisica” dei dirigenti di Google al pestaggio, alla ripresa e al caricamento su YouTube, o quantomeno del fatto che i dirigenti di Google abbiano “scelto” il video per la pubblicazione (a tal proposito: ma se viola la privacy del ragazzo, perché i telegiornali possono trasmetterlo fino alla nausea?).

La domanda che quindi viene spontanea è: perché avvengono queste distorsioni? In molti ritengono che la ragione è il tentativo di difendere interessi politici o economici. A mio parere, però, le cause potrebbero essere in realtà diverse, o almeno “anche” diverse, e riguardano una sorta di involuzione che la professione giornalistica sembra avere.

Il punto, a mio parere, l’abitiudine sempre più diffusa a semplificare le notizie all’estremo, per trasformarle in “pillole” che possono essere raccontate in qualche secondo o qualche riga in meno, in modo da essere più “comprensibili” per il telespettatore medio: e allora ecco che siccome il telespettatore medio probabilmente non sa che differenza ci sia tra assoluzione e prescrizione, è inutile distinguere. Ma i fatti difficilmente possono essere qualificati solo come bianco o nero, e avrebbero bisogno di essere articolati per contestualizzarli, e evidenziare i dettagli — che poi sono ciò che definiscono realmente i fatti.

A questo si aggiunge un atteggiamento diffusamente distorto (non solo da parte dei giornalisti) verso la giustizia nel suo complesso, con una confusione apparente tra avvio di un indagine (che viene spesso presentata come una condanna a priori) e la sentenza (che diventa in questo quadro qualcosa di irrilevante o secondario).

Una “semplificazione” e un abbassamento del livello di “intelligenza” che è diffuso in tutta la tv italiana (troppo facile fare riferimento all’affollamento di reality show), ma il problema è, come una volta ha detto un mio amico, che “se parli in modo da farti capire dagli stupidi, finisci col dire cose stupide“. Non solo: gli “stupidi” non si troveranno mai a dover fare uno sforzo per cercare di capire qualcosa in più, e quindi continueranno ad essere tali.

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IWBank raggiunge i 100.000 clienti

marzo 01, 10 by Mark75

IWBank ha raggiunto pochi giorni fa il traguardo dei 100.000 clienti. Un risultato che certamente premia i servizi di IWBank, ma si presta ad essere letto anche come un indicatore più generale dell’evoluzione del mercato, dato che IWBank è una banca online “pura”.

Infatti, questi numeri indicano indubbiamente un’evoluzione generale dell’utenza, che è sempre più interessata a servizi che consentano di gestire in autonomia attraverso il web il proprio conto corrente, così come soluzioni di risparmio e investimento o di trading online.

Clienti IWBank (da IWBank)

Clienti IWBank (da IWBank)

Guardando l’andamento della crescita della clientela di IWBank, la sensazione è che alla spinta della crescita tra 2006 e 2008 abbia contributo molto IWPower, il conto di deposito proposto da IWBank, che (stiamo però andandando a memoria) presentava tassi di interesse tra i più elevati del mercato, grazie anche al collegamento con i tassi della Banca Centrale Europea, che però potrebbe essere diventato un freno negli ultimi mesi, in cui IWPower si trova ad offrire tassi che non sono più così entusiasmanti (ed infatti, la crescita della clientela nel 2009 è stata minore, pur con il “fattore crisi economica” che non è trascurabile).

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ANP e PattiChiari: accordo per l’educazione finanziaria nelle scuole

febbraio 25, 10 by Mark75

L’Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola (ANP) e il Consorzio PattiChiari hanno siglato un accordo per promuovere l’educazione finanziaria nelle scuole. L’accordo nasce dal riconoscimento di un fatto che anche qui abbiamo più volte evidenziato, e cioè che “L’educazione finanziaria contribuisce a costruire le competenze di cittadinanza e diffonderne la conoscenza significa favorire la democrazia economica del Paese.”

Da sondaggi effettuati, è emerso in modo netto come gli insegnanti condividano l’esigenza di introdurre l’educazione finanziaria nelle materie scolastiche (e una buona percentuale ritiene che dovrebbe essere già trattata nella scuola primaria), ma gli insegnanti stessi non sembrano sentirsi adeguatamente preparati sulla materia. Per questo, il primo frutto dell’accordo tra ANP e PattiChiari è un portale web, www.EconomiAscuola.it, che si rivolge agli insegnanti proprio per avvicinarli all’economia e alla finanza, offrendo anche proposte di percorsi didattici da sviluppare con gli studenti.

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Webank lancia l’iniziativa “Online dal 1999″

febbraio 25, 10 by Mark75

Webank ha lanciato l’iniziativa Online dal 1999, che si propone di ripercorrere la storia di Internet dal 1999, cioè da quando Webank è attiva online. Gli utenti possono creare una propria “timeline” con i propri eventi più importanti degli ultimi 10 anni, creando così un percorso personale e parallelo rispetto alla “storia di Internet”. Nella migliore “tradizione” del Web 2.0, questa timeline può essere poi condivisa su Facebook con i propri amici.

Ma l’aspetto forse più interessante è Webank prevede di effettuare un test che coinvolgerà 30 tester selezionati, che potranno collaudare l’offerta di Webank e inviare commenti e suggerimenti per miglioramenti (che saranno esaminati e, se tecnicametne fattibile, implementati): i feedback saranno pubblicati online, dato che Webank vuole che il test sia svolto nella massima trasparenza. Un’iniziativa di cui dunque sarà interessante vedere i frutti, per vedere il risultato di questa nuova interazione con gli utenti: i test con utenti pilota non sono di per sé una novità, ma è certamente innovativo che queste prove vengano svolte pubblicamente.

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Intesa Sanpaolo ha deciso la quotazione di Banca Fideuram

febbraio 25, 10 by Mark75

Intesa Sanpaolo ha deciso di iniziare il processo di quotazione in borsa di Banca Fideuram, controllata dal gruppo. I dettagli dell’operazione al momento non sono stati ancora definiti.

La decisione rientra nell’ambito delle azioni di capital management che Intesa Sanpaolo sta portando avanti da qualche tempo (come la cessione di Findomestic a BNP Paribas o quella di Securities Services a State Street) che punta a riorganizzare le attività “non strategiche” del gruppo, allo scopo di rafforzare i coefficienti patrimoniale.

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Dirigenti di Google condanati per il video del ragazzo down: un passo avanti verso la censura

febbraio 24, 10 by Mark75

La condanna dei dirigenti di Google per il video del ragazzo Down pestato è un fatto estremamente grave, perché parte dal principio che servizi quali YouTube abbiano non solo il diritto, ma addirittura il dovere di controllare preventivamente i contenuti. Peraltro, in contrasto a quanto prevedono le Direttive Europee secondo le quali il fornitore di servizi è responsabile solo della “mere conduit”, del solo trasporto delle informazioni, e non ha il dovere (né il diritto) di entrare nel merito delle informazioni che trasporta.

Personalmente, non capisco come si possa considerare Google colpevole, mentre contro i ragazzi che fisicamente hanno picchiato il compagno di scuola è stata ritirata la querela. Cercando di dirla in parole semplici viene il dubbio che il punto non sia quello che bisogna “comportarsi bene”, ma quello di non far vedere che “c’è chi si comporta male”. Come ho già avuto modo di osservare, non è assurdo pensare che probabilmente se YouTube non avesse pubbblicato il video, nessuno sarebbe venuto a conoscenza del problema, che sarebbe quindi continuato.

Un controllo preventivo sui contenuti non è tecnicamente possibile, dato che richiederebbe migliaia di persone che controllino i video. Insomma, confondere YouTube con un canale televisivo dimostra a nostro parere un’estrema ignoranza della natura di Internet.

Ma questo è l’aspetto relativamente meno grave: il punto è che, chiaramente, seguendo il principio della “complicità” del fornitore di servizi si rischia di spingere tali soggetti a impedire la pubblicazione o diffusione di qualsiasi contenuto potenzialmente dubbio, oltre che di quelli illegali, con grossi rischi per la libertà di espressione. Un fatto, ripetiamo, estremamente grave: e il problema è che  “la colpa” forse non è neppure dalla volontà di censurare, ma forse solo dall’ignoranza.

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Blocco del traffico nel Nord Italia: illegittimo?

febbraio 23, 10 by Mark75

Sicuramente avete già sentito e/o letto della proposta di bloccare il traffico in molte città del nord domenica 28 dicembre, come misura contro l’inquinamento. Un provvedimento che non è stato esente da critiche dato che molti lo considerano inutile, ritenendo invece necessario uscire da una “mentalità di emergenza”, e che sarebbe invece ora di iniziare interventi strutturali che cerchino di risolvere il problema.

E la cosa interessante è che anche tra gli stessi sindaci aderenti all’iniziativa c’è chi ammette che si tratta di un provvedimento sostanzialmente inutile nell’affrontare il problema dell’inquinamento, ma che serve a sensibilizzare i cittadini al problema.

Ma se le cose stanno così, bisogna dire che il blocco del traffico è allora probabilmente illegittimo. La questione infatti è molto semplice: un’amministrazione può limitare la libertà (in questo caso, di muoversi sul territorio) dei cittadini solo per gravi motivi. In questo caso, i gravi motivi non ci sono, dato che il blocco è, secondo chi lo propone, inutile a risolvere il problema. Quindi il provvedimento è illegittimo.

Certo, è giustocercare di sensibilizzare i cittadini su temi importanti, ma non sanzionarli: in altre parole se si vuole fare la “giornata senz’auto” e suggerire ai cittadini di non prendere la macchina, si tratta di un’iniziativa lodevole, ma se si vuole sanzionare-multare senza motivo (perché a questo punto, è di questo che stiamo parlando) se domenica prendono l’automobile, allora si sta forse commettendo un abuso.

In effetti, sarebbe ora di iniziare a pensare a soluzioni strutturali: se tanti prendono l’auto anziché i mezzi pubblici, è perché non hanno alternative, dato che spesso i mezzi pubblici funzionano in modo inadeguato (sia in termini di percorsi che orari).

UPDATE 24/02/02 08:48: Aggiungo un piccolo esempio per chiarire meglio il concetto, dato che ho notato che qualcuno non lo ha ben compreso. Fare un’ordinanza di blocco del traffico ritenendo a priori che non serva a risolvere nulla, ha la stessa logica di prendere una persona a caso per strada e arrestarla per omicidio, dicendogli “sappiamo che non sei tu il colpevole, ma vogliamo dare un segnale alla criminalità…

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L’area del Mediterraneo come bacino per il rilancio dell’export italiano?

febbraio 23, 10 by Mark75

L’area del Mediterraneo è considerata un’area estramamente promettente per lo sviluppo dell’export italiano (della cui importanza sull’economia italiana nel suo complesso abbiamo già più volte detto), ed in particolare per quello del Sud Italia, per ovvie ragioni geografiche: valorizzato adeguatamente, però, potrebbe dare una grande spinta all’economia delle regioni meridionali.

Nei prossimi giorni si svolgerà a Roma il II Forum Economico del Mediterraneo, che coinvolgerà 13 paesi del mediterraneo (Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Malta, Marocco, Territori Palestinesi, Siria, Tunisia e Turchia), che stanno vivendo uno sviluppo economico significativo, sia grazie allo sviluppo dei consumi che ad investimenti infrastrutturali. Non ultimo, anche grazie ad una distensione della situazione politica in molti di questi Paesi, rispetto a un po’ di anni fa (anche se alcuni soffrono tensioni politiche non trascurabili).

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, ha spiegato che “il Forum si propone l’obiettivo di contribuire a rilanciare l’Italia, e il Sud in particolare, come asse strategico dei traffici del bacino del Mediterraneo, un’area dalle grandi potenzialità di sviluppo che negli ultimi dieci anni ha rappresentato uno dei territori più dinamici, insieme all’Europa centro-orientale, in termini di export e di investimenti italiani”.

Va detto però anche detto che al momento in valore assoluto il peso è ancora ridotto: nel triennio 2007-2009 l’andamento medio dell’export italiano complessivo verso i 13 Paesi è stato di circa 22,5 miliardi di euro, che vuol dire la metà delle esportazioni nella sola Germania.

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Banca Mediolanum porta sul web Mediolanum Channel

febbraio 22, 10 by Mark75

L’interesse delle banche italiane verso nuove forme di comunicazione con i clienti (attuali e potenziali), basate su internet,  è sempre crescente. Banca Mediolanum sposterà dal 1° di aprile “Mediolanum Channel”, il canale tematico dedicato che attualmente è trasmesso su SKY, per portarlo sul web in un sito dedicato: mediolanumchannel.tv.

La decisione parte dalla considerazione che l’accesso al web è molto più diffuso della parabola e permette dunque di raggiungere un pubblico più vasto. Anche se viene da vedere l’operazione anche come una razionalizzazione dei costi, dato che in questo modo viene anche risparmiato l’affitto di una frequenza satellitare

Con il passaggio esclusivo su internet, dove il Mediolanum Channel è già presente da parecchi anni con un numero di contatti molto elevato, — dichiara Banca Medilanum — si coglierà l’occasione per abbandonare la parte più generalista della programmazione e dare maggior spazio ad argomenti economici e bancari con particolare focus al risparmio delle famiglie, concentrando su questa piattaforma la nostra attenzione e gli investimenti futuri.

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Perché la Fed ha alzato i tassi?

febbraio 22, 10 by Mark75

Il rialzo dei tassi della Fed, giunto abbastanza a sorpresa, ha lasciato molti ad interrogarsi sulle reali motivazioni della decisione. Soprattutto considerato che gli USA sembrano ancora lontani da una ripresa dell’inflazione, che dovrebbe essere la molla che fa scattare un aumento del costo del denaro — anzi gli ultimi dati lascerebbero intendere una leggera deflazione.

La volontà dichiarata è quella di iniziare a “chiudere l’emergenza”, e ripristinare la normalità delle condizioni di prestito della Fed: in questo senso sarebbe significativa la chiusura di linee di credito straordinarie attivate nel pieno della crisi.

Ma resta il fatto che l’economia USA è ancora debole, e la ripresa deve ancora dimostrarsi solida. Per questo non manca chi “sospetta” che la decisione sia figlia di pressioni politiche (il crollo di popolarità di Obama imporrebbe “nuove strategie”) e/o voglia essere un messaggio psicologico per gli investitori e i consumatori, indicando (un po’ prima del tempo) che la crisi è finita.

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Intesa Sanpaolo-Crédit Agricole: accordo per la cessione di una rete di filiali

febbraio 22, 10 by Mark75

Intesa Sanpaolo e Crédit Agricole hanno siglato un accordo preliminare, che prevede la cessione di una rete di filiali da Intesa a Crédit Agricole. L’accordo definitivo, comprendente l’individuaizione delle filiali che saranno cedute, sarà stilato entro fine giugno 2010: dovrebbe in ogni caso riguardare tra i 150 e i 200 sportelli, in zone limitrofe a quelle dove Crédit Agricole è già presente, allo scopo di consentire un consolidamento della sua presenza.

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