(Carlo Maria Cipolla )”

Il concetto di prestito è apparentemente scontato: la cessione di una somma con il vincolo (o la promessa)  della sua restituzione, in un’unica soluzione o in più rate.

In realtà, quello che è spesso poco chiaro, specie per chi si trova a chiedere un prestito è quello che è lo scopo del prestito. Non ci riferiamo con questo al “che cosa acquistare” con il denaro ricevuto in prestito, anche perché molti prestiti sono legati all’acquisto di un bene specifico (si pensi al mutuo per la casa, per fare un esempio lampante).

La questione è che molto spesso, l’idea alla base della richiesta di un prestito è:

“Non ho abbastanza soldi, quindi me ne faccio prestare” 

In realtà, però, lo scopo di un prestito non è quello di colmare le “carenze” in termini di reddito (o ricchezza) disponibile di chi lo richiede, ma di anticipare il consumo di un reddito futuro.

Questo concetto è molto importante, per una corretta gestione dei prestiti ed evitare di ritrovarsi in una situazione finanziaria potenzialmente spiacevole: quando si chiede un prestito, lo ripetiamo, si stanno consumando ora delle risorse che si produrranno successivamente. La richiesta di prestiti deve essere dunque in linea con le proprie (realistiche) aspettative in termini di reddito futuro, o in generale di disponibilità economica futura.

Fatta questa doverosa precisazione, lo “spostamento delle risorse nel tempo” ha un costo, che è dato dal tasso di interesse. Questo costo può essere immaginato come la somma di tre principali componenti:

  • Il costo del capitale prestato per chi concede il prestito, che può essere inteso come il tasso a cui il prestatore riceve a sua volta il capitale in prestito (che è quello che fanno di solito le banche), o anche il costo-opportunità dovuto al fatto che il capitale che viene prestato non può essere impiegato in altre attività.
  • Il costo del rischio, cioè quello destinato a compensare il fatto che in media una certa percentuale di quanti ricevono il prestito non saranno in grado di rimborsarlo o non lo rimborseranno secondo gli accordi stabiliti.
  • L’utile di chi presta il denaro, dato che in generale chi presta denaro lo fa allo scopo di averne un guadagno.
A livello di tipologia di prestiti, si può distinguere tra:
  • prestiti finalizzati e non finalizzati, a seconda che siano legati all’acquisto di uno specifico bene o servizio, oppure che siano genericamente orientati a fornire liquidità a chi chiede il prestito.
  • prestiti garantiti e non garantiti, a seconda che la concessione del prestito sia stata subordinata ad una garanzia reale o personale.

 

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