La “leva” descrive il rapporto tra mezzi propri ed indebitamento nell’ambito di un investimento di qualche tipo. In pratica, l’investitore, oltre a investire il proprio capitale, ottiene in prestito una certa somma (multipla del capitale) per investirla allo stesso modo.  Ad esempio, si parla di “leva 10” se l’investimento è effettuato con 1 di capitale proprio e 9 di capitale ricevuto in prestito: (1+9)/1 = 10.

La leva consente di moltiplicare il ritorno sull’investimento, rispetto al capitale proprio investito: sempre con l’esempio precedente (1 di capitale proprio e 9 di capitale in prestito), se l’investimento avesse complessivamente avuto un rendimento dell’1% (quindi 0,1), questo avrebbe portato ad un guadagno del 10% per l’investitore: 0,1 su 1 di capitale proprio investito (trascurando i costi del finanziamento per ottenere l’effetto leva).

Chiaramente, la leva funziona anche in negativo, quindi anche eventuali perdite sarebbero state moltiplicate. Da questo punto di vista la leva espone al rischio di perdere più di quanto si è investito: se, nell’esempio precedente, la perdita fosse stata dell’11% (1,1), l’investitore avrebbe appunto perso più di quanto investito (1).

La leva va dunque usata con cautela, valutando attentamente le opportunità ed i rischi che comporta.

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