(Italiano) Le carte prepagate CartaSi ora si possono ricarciare nelle ricevitorie Sisal
July 23, 10 by Mark75(Italiano) Le prospettive del mercato immobiliare e dei mutui
July 21, 10 by Mark75(Italiano) I consumatori diventano “infedeli”
July 15, 10 by Mark75(Italiano) Anche la casa si cerca online
July 14, 10 by Mark75(Italiano) ANIA: Istat sbaglia, i prezzi dell’RC auto sono calati del 12% negli ultimi 5 anni
July 09, 10 by Mark75(Italiano) Investire nell’assicurazione sulla vita: si ma attenzione al tipo misto
July 09, 10 by Mark75Le nuove tariffe dell’energia sono realmente convenienti?
July 06, 10 by Mark75Il 1° di luglio sono entrate in vigore le nuove tariffe “bi-orarie” per l’energia, che — con la differenziazione di tariffe tra orari di “fascia alta” e orari di “fascia bassa” — sono state inevitabilmente accompagnate da alcune polemiche. Infatti, non è così automatico che queste nuove tariffe siano convenienti per i consumatori, anzi: il Centro Studi Supermoney stima che chi non cambia abitudini per tenere conto delle nuove tariffe, ci rimetta 40 Euro all’anno. La strada è dunque quella di cercare di “spostare” i consumi elettrici in orario serale e notturno, ma si tratta di uno spostamento possibile fino ad un certo punto: elettrodomestici come frigo e congelatore devono rimanere sempre in funzione, il condizionatore serve certamente più nelle ore calde che in quelle più fresche, e non è pensabile cucinare “in notturna” per risparmiare sul costo dell’energia.
Ecco allora che i risparmi rischiano di essere esclusiva di una nicchia relativamente limitata di consumatori (tipicamente, i single che “lasciano la casa vuota” durante il giorno), e il rischio è che si crei una sorta di “media del pollo” in cui pochi risparmieranno molto, ma molti pagheranno un po’ di più. Sicuramente anche noi ci troviamo d’accordo con le parole di Andrea Manfredi, amministratore delegato di Supermoney: “La nostra sensazione è che la limitazione delle scelte a disposizione dell’utente sia un fatto negativo: l’introduzione delle tariffe biorarie era stato un passo in avanti importante; l’obbligatorietà delle biorarie è di fatto un passo indietro. [...] In effetti, il vero problema del mercato dell’energia in Italia sembra essere la mancanza di concorrenza tra gli operatori“.
Insomma, anche in questo caso si vede come la concorrenza possa essere un fattore chiave per la soddisfazione dei consumatori, anche perché un mercato inevitabilmente vasto e complesso non si può trascurare che gli utenti hanno esigenze diverse e pertanto devono poter disporre di proposte diverse. A patto però di non usare ciò come una scusa per ridurre la trasparenza, come è a volte avvenuto in passato in vari settori.
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(Italiano) Microcredito in Italia quintuplicato negli ultimi due anni
July 02, 10 by Mark75Secondo una ricerca realizzata da RITMI (Rete Italiana di Microfinanza), i microcrediti erogati in Italia sono quintuplicati negli ultimi 2 anni, una dimostrazione di come il microcredito abbia molte potenzialità come strumento di inclusione sociale e di lotta alla povertà, anche se fino ad oggi si è sviluppato senza una normativa di riferimento adeguata (solo la proposta di riforma del TUB ontiene anche una norma sul microcredito).
Banca Etica, attraverso la sua Fondazione Culturale, aderisce a RITMI (Rete Italiana MIcro finanza) e in relazione alleconsultazioni indette dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla bozza del decreto legislativo, Ugo Biggeri (presidente di Banca Popolare Etica) spiega: «In quel contesto abbiamo sostenuto, sulla base della nostra esperienza, l’importanza di riconoscere i due tipi di microcredito: quello finalizzato all’occupazione e allo start-up di piccole imprese individuali, ma anche quello socio-assistenziale per far fronte alle difficoltà economiche delle fasce sociali deboli. Vediamo però che il testo del governo – pur riconoscendo l’esistenza del microcredito assistenziale – lo ritiene residuale e di minore impatto: una scelta che ci appare poco lungimirante nell’attuale fase di perdita di potere di acquisto delle famiglie, e di crescente disoccupazione».
Ma la stessa Banca Etica considera positivamente la scelta di inserire nel testo del Governo il riconoscimento dell’importanza dei “servizi ausiliari di assistenza”, che caratterizzano le attività del microcredito, quali l’ascolto delle persone in difficoltà per aiutarle a uscire dalla crisi ed entrare in una condizione economica sostenibile e dignitosa e l’accompagnamento nella nascita di nuove attività economiche.
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(Italiano) SuperMoney: classifica delle carte di credito prepagate
June 30, 10 by Mark75SuperMoney ha redatto una classifica delle carte di credito prepagate, anche in ottica delle vacanze estive, durante le quali è atteso un aumento dell’uso di questi strumenti, che evitano tutti i fastidi di doversi portare addosso del contante (magari all’estero) durante le ferie, e sono meno costose di molte carte di credito, cui si aggiunge una maggiore sicurezza dato che, nel peggiore dei casi, si può perdere solo quello che è stato “caricato” sulla carta.
Secondo la classifica di SuperMoney, la carta prepagata più conveniente è carta IW Bag di IWBank: la carta (collegata al circuito internazionale VISA Electron) è ricaricabile fino ad un importo massimo di 3.000 euro, ed offre la massima sicurezza in quanto non è collegata al conto corrente e quindi il rischio di frode è limitato alla somma caricata, senza contare chein caso di furto o smarrimento della carta è possibile ottenere il rimborso. La commissione ricarica tramite sito IWBank è di 0,75 euro, si possono prelevare fino a 500 euro al giorno, non ha canoni annuali né spese di emissione. La limitazione è però che è IW Bag disponibile solo per chi ha un conto corrente IWBank.
La seconda carta prepagata in ordine di convenienza è Carta Flash di Intesa Sanpaolo. Carta Flash è emessa al costo di 4,90 euro, e può essere ricaricata (anche da terzi, utile quando magari si è all’estero e si deve affrontare una spesa inattesa) fino a un massimo di 5.000 euro. Il limite di prelievo giornaliero presso sportelli automatici è di 500 euro. La carta può essere utilizzata in Italia e all’estero sia per fare acquisti presso i negozi convenzionati con i circuiti Maestro e Cirrus che per prelevare denaro contante presso gli sportelli automatici, non prevede canoni annuali e le spese di ricarica variano a seconda del sistema utilizzato: da 1 euro per ricariche in una filiale del gruppo Sanpaolo con versamento in contanti, ai 2 euro per ricariche online con carte di credito emesse da altre banche, fino a un massimo di 2,50 euro per ricariche in filiale con addebito corrente.
La terza “classificata” è Postepay Standard di BancoPosta, la carta prepagata più utilizzata in Italia. PostePay Standard è particolarmente adatta a chi non ha un conto corrente, e permette di acquistare online e in tutto il mondo negli esercizi commerciali che espongono il marchio VISA e VISA Electron. La carta può esere ricaricata fino a un massimo di 3.000 euro prevede un canone di attivazione di 5 euro, e costi di ricarica di 1 euro.
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(Italiano) Mutui: banche locali più costose di quelle grandi
June 28, 10 by Mark75Una ricerca di Supermoney “boccia” le piccole banche locali sul fronte dei costi dei mutui, con costi maggiori che potrebbero arrivare a ltre 180 euro in più al mese e il 30% in più sul rimborso complessivo.La “palma d’oro” della convenienza dei mutui va alle banche online, grazie alla loro struttura snella, e la consapevolezza di competere in un mercato dove i clienti sono molto attenti e sono in grado di confrontare rapidamente offerte diverse.
Ma se i punti di forza delle banche online non sono certo una novità, la competitività delle banche più grandi può essere una sorpresa. La motivazione dovrebbe stare nella capacità di sfruttare economie di scala di cui le banche più piccole non godono. E’ vero che nelle banche più piccole è spesso possibile ”trattare” le proprio condizioni, ma gli autori della ricerca evidenziano come questo in realtà costituisca una forma di mancanza di trasparenza, che non è detto alla fine avvantaggi il cliente, soprattutto quello meno preparato.
Certamente, non va però dimenticato che il prezzo è in ogni caso uno solo degli elementi che possono interessare a chi apre un mutuo, che può essere indirizzato verso una decisione anche da elementi di servizio, che vanno dunque valutati caso per caso.
Nel suo studio Supermoney ha simulato un profilo medio: un trentenne con contratto a tempo indeterminato che vuole acquistare una casa dal valore di 180 mila euro, con un mutuo di 120 mila euro da rimborsare in 20 anni. Nella ricerca sono state prese in considerazione prima le offerte a mutuo a tasso fisso e poi quelle a tasso variabile.
Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso è emersa una differenza di oltre 47 mila euro sul capitale da rimborsare tra l’offerta migliore, in questo caso Unicredit, e quella peggiore. Si va così da un minimo di 170 mila euro, con Taeg al 3,81%, fino a un massimo di 207 mila euro da rimborsare, con Taeg al 6,90 %. La rata mensile finisce così per oscillare dai 700 agli 880 euro, con una differenza di ben 180 euro al mese, che in un anno fanno oltre duemila euro.
La situazione cambia poco con i mutui a tasso variabile, mediamente più convenienti ma con oscillazioni interne ancora più sensibili. Tra l’offerta migliore, in questo caso Ing Direct, e quella peggiore ci sono 37 mila euro di differenza sul capitale da rimborsare. Si va così da un minimo di 142 mila euro, con Taeg al 1,75%, fino a un massimo di 179 mila euro da rimborsare, con Taeg al 4,41%. La rata mensile finisce così per oscillare dai 592 ai 727 euro, con una differenza di circa 140 euro al mese, che in un anno fanno oltre 1500 euro.
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