uomo e robot
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Il lavoro è uno dei temi più discussi in politica ed economia, e con ottime ragioni dato che fattori come il reddito e il livello di disoccupazione hanno a livello sistemico. La discussione però parte nella stragrande maggioranza dei casi da un presupposto errato, e cioè che il mondo del lavoro sia sostanzialmente statico. Così non è: il mondo del lavoro è destinato a cambiare radicalmente già entro i prossimi 10-15 anni, con molti lavori destinati a non esistere più. Secondo alcune stime, il 38% dei lavori negli USA sparirà entro il 2030, con i lavoratori umani sostituiti da macchine. Stiamo parlando quindi di un fenomeno che avrà un impatto enorme su molte persone, ma nonostante questo non si sente quasi nessun politico parlare del problema e di come possa essere affrontato.

I lavori più a rischio sono quelli caratterizzati da operazioni ripetitive (anche se complesse), specie se a “bassa intelligenza”, in quanto sono i più facili da automatizzare. Va detto che questo vale non solo per operazioni fisiche, ma può includere anche operazioni astratte. Sono invece destinati a rimanere agli esseri umani i lavori che hanno componenti di creatività, o che richiedono capacità di relazioni sociali.

Ecco una lista di 10 lavori che è destinata a sparire (o quasi) entro il 2030, secondo alcune ricerche (tra cui quella realizzata da PwC):

  1. Agricoltori e allevatori. Molte operazioni potranno essere automatizzate: pensate alla concimazione, alla distribuzione di erbicidi e al raccolto, che potranno essere sempre più robotizzate.
  2. Postini e impiegati postali. La posta fisica è destinata a essere usata sempre meno, e nelle consegne si farà sentire anche la concorrenza dei droni.
  3. Operatori delle macchine per cucire. Non manca molto perché le macchine per cucire siano completamente robotizzate, e che quelle “di vecchia generazione” spariscano del tutto.
  4. Cuochi di fast food. Diciamocelo: al cuoco di un fast food non sono richieste competenze di chissé che tipo, e quindi non stupisce che sia destinato ad essere sostituito da robot. Non dovrebbero essere a rischio immediato i cuochi “stellati”, dove invece la creatività del cuoco ha un ruolo importante.
  5. Addetti data entry. È il lavoro a basso valore aggiunto per definizione: è da anni che si cerca di automatizzare il data entry (ad esempio con sistemi OCR), e nel giro di quindici anni potrebbe succedere veramente.
  6. Addetti all’assemblaggio di materiale elettronico. Oggi molti prodotti elettronici sono prodotti con un importante intervento di operai umani, che sono destinati ad essere sostituiti da robot. I prodotti elettronici sono particolarmente a rischio perché l’assemblaggio richiede molta precisione e spesso sono prodotti in grandi lotti.
  7. Autisti e corrieri. Gli esseri umani che lavorano nelle consegne rischiano di essere scalzati non solo dai già citati droni, ma anche dall’auto che si guida da sola.
  8. Tassisti. Forse ancor più di autisti e corrieri, i tassisti potrebbero essere destinati presto a sparire, sostituiti dalle auto senza pilota.
  9. Agenti di viaggio. I siti per prenotare online ci sono già, ma oggi l’agente di viaggio umano vince quando serve capire le esigenze dei clienti o suggerirgli delle mete. Con l’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale nei servizi online, però, il ruolo degli umani potrebbe diventare obsoleto.
  10. Contabile. Molto spesso i contabili fanno operazioni ripetitive, ma oggi sono troppo complesse perché un computer possa già sostituirli: questo è destinato probabilmente a cambiare nel prossimo futuro, con l’aumento della potenza di calcolo e lo sviluppo di nuovi sistemi di intelligenza artificiale.