la storia dei pagamenti
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Agli albori del genere umano, ciascun gruppo di individui era completamente autonomo, e ciascuno viveva solo di quello che era in grado di produrre o di procacciarsi.

Il bisogno di scambiare nacque ben presto (di pari passo con la specializzazione degli individui), e così iniziarono le prime forme di baratto. Il baratto però presenta un problema. Supponiamo che io abbia dei beni (ad esempio delle mele), e voglia qualcosa da qualcun altro (ad esempio delle pere): cosa succede se chi ha le pere non è interessato alle pere? Lo scambio diventa impossibile. Ecco quindi la necessità di un qualche tipo di intermediario per gli scambi: la moneta.

il baratto

In antichità, Egizi, Cretesi e Greci usavano “beni neutri” (più correttamente, commodity) bestiame, legno, sale e metalli come moneta. La prima moneta vera e propria stata creata in Asia Minore, nel VII secolo a.C.. Le prime monete erano barre di ferro: le monete di metalli “preziosi” sono nate solo successivamente, per superare il problema di dover pesare le barre di ferro, e dei rischi di falsificazione. I metalli preziosi infatti non sono altro che materiali più rari (cosa che rendeva quindi le monete meno facili da falsificare) e che non si deteriorano nel tempo (indispensabile per la conservazione del valore). Anche le finiture e le “decorazioni” delle monete hanno lo scopo di rendere più difficile la falsificazione delle monete ma anche la loro alterazione.

La carta moneta è nata invece in Cina nel IX secolo d.C.: è stato Marco Polo a portare notizie sul loro uso in Europa, ma la loro diffusione si ha avuto solo epoca napoleonica. Il vantaggio era quello di poter pagare importi elevati in modo più agevole.

banconote - portate da Marco Polo

La prima carta di pagamento è nata nel 1950 negli USA, introdotta da Diners Club Inc. Non si trattava ancora al tempo carte elettroniche, ma i dati venivano trasferiti su moduli cartacei. Qualcuno di voi potrebbe ricordare ancora la “macchinetta” usata per portare i dati su carta copiativa, che è rimasta in uso anche negli anni ’90. Per quanto questi sistema oggi faccia quasi sorridere, il denaro “contante” era però ormai superato.

In Italia le carte di debito si sono diffuse a partire dal 1983, grazie alle carte del Circuito BANCOMAT®, un nome che nel nostro paese è diventato sinonimo di pagamento elettronico (tanto che forse non tutti sanno che è il nome di una società)

L’evoluzione dei sistemi di pagamento non è però finita: dalla banda magnetica si sta passando al microchip, più sicuro, e i pagamenti “contactless” sono una realtà. Il prossimo passo è la virtualizzazione della carta di debito, destinata a trasformarsi in un app all’interno dello smartphone, che diventerà così lo strumento di pagamento del futuro.

Questa evoluzione porta indubbi vantaggi, ma anche qualche rischio, legato ad un possibile uso poco consapevole dei nuovi strumenti di pagamento (ad esempio, per qualcuno potrebbe essere più difficile monitorare le proprie uscite). E’ bene notare che non si tratta di rischi maggiori di quelli dei “vecchi” contanti (che ad esempio potevano essere facilmente rubati o persi), ma di rischi diversi, che è importante comprendere per poterli minimizzare. In quest’ottica, il ruolo dell’educazione finanziaria è fondamentale, come abbiamo evidenziato più volte in passato.

carte di pagamento in Italia

In questa infografica, realizzata dalla società BANCOMAT®, in collaborazione con Feduf (Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio), è ripercorsa l’evoluzione dei metodi di pagamento nella storia.