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La cronaca finanziaria si mescola alla cronaca nera in questi giorni, tra molti che hanno perso tutti i loro risparmi al crollo del valore delle obbligazioni e delle azioni delle loro banche.

E’ giusto che azionisti e obbligazionisti “paghino” la cattiva gestione della banca? In linea di principio certamente sì, dato che non è certo ipotizzabile che gli azionisti prendano gli utili quando ci sono e invece qualcun altro ripaghi le perdite.

Il problema qui però è un altro, e cioè il sistematico abuso che è stato fatto continuamente da molte banche (non solo quelle oggetto delle vicende di questi giorni) del rapporto con i clienti, per presentare come forme di risparmio quelle che in realtà sono invesitmenti a rischio. E guidando quindi verso l’acquisto di azioni e obbligazioni, peraltro con logiche totalmente fuori dalla logica di buona gestione finanziaria: un investimento in azioni, come abbiamo avuto modo di discutere più volte in passato, dovrebbe essere organizzato in un portafoglio diversificato. In questo caso invece abbiamo persone che apparentemente  erano state indotte ad investire tutti i propri risparmi o quasi in una singola azione.  Non dovrebbe servire essere grandi guru della finanza per capire come questo sia un fatto estremamente grave.