Accordo 4w MarketPlace (partecipata di Digital Magics) e DADA

4w MarketPlace, il principale adnetwork italiano che opera nell’advertising online con i più importanti editori e agenzie media, e DADA, leader internazionale nei servizi professionali per la presenza in rete (domini, hosting, server, protezione del brand in rete) e in alcune soluzioni avanzate di pubblicità online, hanno siglato unaccordo strategico per aggregare ProAdv/Simply, il ramo d’azienda di DADA specializzato nel Programmatic Advertising, con la scaleup digitale – nata all’interno di Digital Magics, incubatore quotato in Borsa – che offre soluzioni pubblicitarie innovative su PC, smartphone e Tablet.

L’operazione avverrà tramite un conferimento in natura da parte di Register.it – società controllata da DADA – del proprio ramo d’azienda ProAdv/Simply in favore di 4w MarketPlace, a fronte di un aumento di capitale pari al 25% dell’assetto azionario, per un valore di circa 2,1 milioni di Euro. Il Gruppo DADA diventerà il secondo principale socio di 4w MarketPlace.

4w MarketPlace, fondata nel 2009, è attualmente partecipata da Digital Magicsventure incubator certificato di startup innovative digitali quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM) che ne detiene il 43% del capitale sociale – e Principia SGR (31%) – una delle maggiori realtà operanti nel settore del venture capital italiano – oltre che dal top management/fondatori (16%) e da altri investitori privati. A seguito dell’ingresso di DADA nel capitale di 4w MarketPlace la partecipazione di Digital Magics si ridurrà al 32%.

5 nuove aperture previste per CheBanca! entro settembre

CheBanca!, la banca retail del Gruppo Mediobanca, continua il suo percorso di crescita e consolida la sua presenza in tutta Italia con 5 nuove filiali. Una scelta strategica che segue l’evoluzione del modello di servizio della banca sempre più incentrato sulla consulenza.

Prima succursale di nuova generazione, la sede di Milano Porta Nuova a cui seguiranno Salerno, Napoli, Bologna e Roma. Le filiali avranno un nuovo format con aree riservate alla consulenza dove opereranno i gestori di CheBanca! dedicati ai servizi di investimento (gli Yellow Advisor) e  postazioni self dove i clienti potranno operare in autonomia o richiedere l’assistenza di operatori del customer care che li assisteranno da ‘remoto’ nelle operazioni.

“La vera innovazione riguarderà proprio il percorso che il cliente sceglie di fare in filiale: self o helpcommenta Roberto Ferrari, Direttore Generale di CheBanca! – il nostro obiettivo è di accompagnare i clienti durante la loro visita in banca insegnando a gestire le operazioni più semplici in autonomia oppure affidandoli ad un advisor  esperto per le scelte più complesse. E per fare questo abbiamo creato una figura ad hoc, un operatore dedicato esclusivamente ad aiutare, indirizzare ed ‘educare’ i clienti”.

Fin dalla loro nascita nel 2008 le filiali CheBanca! hanno reinterpretato il modello tradizionale di sportello bancario, introducendo per primi orari d’apertura estesi (dalle 9.30 alle 19.00 dal lunedì al venerdi e fino alle 13.00 il sabato mattina) e l’eliminazione di tutte le barriere fisiche come bussole all’entrata e banconi, sostituite da porte scorrevoli e postazioni di lavoro dove il personale e il cliente si siedono l’uno a fianco dell’altro e operano insieme guardando lo stesso monitor.

CheBanca! conta oggi 47 filiali nelle principali città italiane. Ogni filiale attrae in media ogni 3 anni circa 5.000 clienti, di cui il 20% mediamente nel portafogli premium.

Egomnia.com lancia la versione internazionale, in 100 mila ad attenderla

Sono passati solo trentasei mesi da quando l’appena ventenne Matteo Achilli ha fondato Egomnia, il primo social network italiano per far incontrare domanda e offerta di lavoro, chiedendo in prestito alla sua famiglia 10.000 euro. L’obiettivo di Egomnia è quello di aiutare i giovani a trovare lavoro secondo criteri meritocratici. L’azienda ha infatti ideato un algoritmo in grado di elaborare dei ranking con i curricula degli iscritti, con il vantaggio di facilitare l’individuazione da parte delle aziende dei giovani talenti più adatti alle proprie esigenze.

In Italia, nella sola fase Beta, Egomnia ha registrato più di 400.000 utenti e l’adesione di circa 1.000 aziende. Nel 2014 le aziende iscritte hanno reclutato più di 14 mila giovani ragazzi per mezzo di egomnia.com.

La BBC nel luglio del 2014 ha inserito lo “Zuckerberg italiano” – soprannome che Panorama Economy ha dato a Matteo Achilli nella sua ultima copertina – nel documentario “The Next Billionaires”, suscitando un elevato interesse mediatico a livello internazionale.

Nei mesi successivi i maggiori Venture Capitalist sono sono dimostrati interessati al potenziale di Egomnia, valutato come possibile portale leader a livello mondiale per il recruiting focalizzato sui profili junior, settore del mercato del lavoro che in questo momento presenta un grande gap. A catturare l’attenzione dei responsabili delle risorse umane del panorama globale sono stati proprio il target di riferimento ed il concetto di ranking.

Le maggiori testate nazionali si sono interessate alla piattaforma e più di 100,000 persone hanno espresso entusiasmo per il lancio internazionale iscrivendosi alla newsletter. Questo hype ha portato la rivista americana Business Insider a inserire Matteo Achilli al terzo posto tra le persone più potenti del mondo con meno di trent’anni di età, con notevole ritorno sulla visibilità dell’azienda.

Tra i principali clienti della piattaforma aziende come Vodafone Italia, Assicurazioni Generali e Microsoft Italia, e organizzazioni no-profit come il prestigioso World Economic Forum. Quest’ultimo rappresenta il primo contratto internazionale di Egomnia e utilizzerà la piattaforma, selezionata insieme a LinkedIn e Taleo, per reclutare i giovani talenti. La partnership ha come obiettivo l’implementazione di una soluzione B2B che permetterà al World Economic Forum di rankizzare le oltre 27.000 applications che esso riceve ogni anno tramite i diversi canali di recruiting utilizzando l’algoritmo ideato da Matteo Achilli.

Forte di questi primi risultati internazionali il team di Egomnia ha deciso di lanciare oggi, 15 Aprile 2015, la nuona versione internazionale di egomnia.com. Oltre alla community italiana di Egomnia sono stati selezionati 10.000 users internazionali tra gli iscritti alla newsletter per attività di Beta testing. L’accesso alla piattaforma verrà gradualmente aperto alla community internazionale e sarà fruibile senza limiti entro dieci giorni dal lancio di oggi.

Fin dalla nascita dell’azienda ci siamo impegnati per promuovere valori ed obiettivi che hanno rilievo a livello personale e costituiscono la mission di Egomnia: l’importanza della meritocrazia e la necessità di nuovi mezzi per affrontare la disoccupazione giovanile. Questo ha permesso al brand di ottenere l’interesse mediatico, della community ed il supporto di importanti attori economici. In quest’ultimo anno il team ha lavorato moltissimo per potenziare la parte tecnica del prodotto, adattandolo alle esigenze del mercato internazionale. Da questo momento in poi la strategia di comunicazione di Egomnia sarà incentrata soprattutto sul servizio, senza mai dimenticarne la mission. Puntiamo ad un aumento significativo del traffico di utenti e ad un utilizzo del sistema sempre più diffuso a livello aziendale, da parte dei nostri attuali e futuri clienti. L’obiettivo è quello di diventare il portale di recruiting di riferimento per i giovani talenti.

Levento del lancio è avvenuto sullo stile di quelli di grandi realtà hi-tech americane, con stakeholder dellambito business e della community invitati. L’evento si e’ tenuto al Vodafone Village di Milano. La campagna di marketing online che abbiamo avviato, la prima della nostra storia, ha la finalità di sensibilizzare su temi fondamentali: i giovani, il lavoro e la meritocrazia. Il nostro hashtag ufficale è #YoungPower” ha dichiarato il fondatore.

Da hot a chic, quanto costa oggi vivere nelle vie a luci rosse d’Italia

Proprio nei giorni del dibattito sulla proposta bipartisan di cancellazione della Legge Merlin, Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), il primo portale di annunci immobiliari in Italia, si è chiesto quanto valgano gli immobili siti nelle vie che prima dell’abolizione delle case chiuse erano luogo di ritrovo per prostitute e clienti; se in molti casi si è assistito a delle vere e proprie riqualificazioni, altrove queste rimangono zone povere e disagiate.

L’immobile tipo usato per lo studio del portale è un trilocale da 80 metri quadri, in buono stato, sito al secondo piano di un edificio residenziale. Con questi parametri l’analisi si è concentrata su otto delle principali città italiane: Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Al Nord

A Torino le vie più conosciute per la presenza delle dame disposte o costrette a concedersi dietro compenso (non sempre lauto) si trovavano nel cuore della città. Forse non molti sanno che Via Conte Verde era detta proprio Via dei bordelli: oggi un trilocale in questa strada, in pieno centro, costa mediamente 248.000 euro, poco meno rispetto alla media della zona. Nello stesso quartiere sono ancora più bassi i prezzi in Via Principe Amedeo, dove la spesa media è di 220.000 euro. In questa strada, vicina all’Università degli Studi, erano concentrati anche i bordelli low cost con tariffe da una lira che aprivano le porte anche agli studenti. Nella zona residenziale di Crocetta si trova Corso Raffaello, dove un immobile oggi costa mediamente 244.000 euro: al numero 7 di questa strada si trovava un bordello che deliziava gli occhi dei suoi frequentatori più esteti con una curiosa collezione di falli di cristallo.

A Milano la zona a luci rosse riqualificata in maniera più evidente è Brera: da quartiere bohèmienne e luogo di perdizione, oggi è diventata una delle più ricche della città. Via Marco Formentini, in onore delle signorine che dalle finestre esponevano le loro grazie per attirare i clienti, era conosciuta come Contrada di Tett: oggi affacciarsi a quelle finestre dal proprio trilocale costerebbe mediamente 540.000 euro.

La stessa cifra servirebbe per comprare casa in via San Carpoforo, il cui nome in dialetto (Sancarpofer) era un tempo sinonimo di casa chiusa, visto che il vicolo ne ospitava ben tre, per tutti i gusti e tutte le tasche. Altro esempio di riqualificazione è quello della zona di Missori, a pochi passi dal Duomo, dove un tempo si concentravano i bordelli più squallidi e a basso prezzo di tutta Milano. Oggi in Piazza Velasca, dove svolgeva il suo lavoro Ninetta del Verzee, maitresse decantata dal poeta Carlo Porta, un trilocale costa mediamente 620.000 euro, cifra molto lontana dagli standard delle prostitute che vi esercitavano.

Anche il centro di Genova offre delle interessanti storie di bordelli: in via delle Carabaghe, dove oggi un trilocale costa in media 174.000 euro, si trovava la casa chiusa dalle pareti viola che si dice abbia ispirato Gino Paoli per la composizione della sua celebre Il Cielo in una Stanza. Come dimenticare poi, parlando sempre di canzoni, la Via del Campo resa nota da Fabrizio De Andrè? Un luogo simbolo di loschi affari e meretricio, oggi ha perso molto del suo fascino antico, facendo scendere i prezzi degli immobili ben sotto la media cittadina: 154.000 euro per un appartamento in zona.

I vicoli di Bologna, stretti e riservati, si prestavano benissimo per accogliere con discrezione i clienti delle case chiuse ed è per questo che le viuzze – dove oggi vivono per lo più gli studenti che affollano l’ateneo bolognese – erano tutte un pullulare di bordelli e dame dai facili costumi. Tra le vie più famose per le case chiuse a basso costo c’erano via delle Oche, dove oggi un trilocale costa mediamente 272.000 euro, via del Falcone, dove le quotazioni scendono a 248.000 euro, e via Valdonica con prezzi medi pari a 268.000 euro.

Al Centro

Sono innumerevoli le storie che si narrano sui bordelli un tempo concentrati nel centro storico di Firenze e, in molti casi, alcune vie conservano ancora nei loro nomi quello che è stato il loro passato. I prezzi superano i 300.000 euro per un trilocale in Via dell’Amorino, che fu teatro degli intrighi passionali che ispirarono La Mandragola di Machiavelli. Stessi costi (312.000 euro) per via Tornabuoni, nel cuore della vecchia Firenze, dove operava Madame Saffo – da cui amavano essere accolti personaggi del calibro di Carlo Bo, Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda.

A Roma, dove oggi il sindaco Marino propone il ripristino dei quartieri a luci rosse, la zona più a buon mercato per chi cercava “compagnia” era Borgo Pio, via che confina niente meno che con lo Stato del Vaticano: oggi un immobile qui costa mediamente 528.000 euro e la zona ha recuperato anche in termini di fama, visto che si tratta di una delle più centrali della città. Ancora più cari gli immobili di Via Mario dè Fiori, a pochi passi da Via Condotti: qui la media è pari a 748.000 euro per una strada che fino al 1958 era costellata di case chiuse. Sempre in centro si trova Via del Traforo, molto nota tra i frequentatori di bordelli, oggi integrata nell’esclusività delle vie del centro storico della Capitale: qui un trilocale costerebbe mediamente 604.000 euro.

Al Sud

A Napoli se Via Chiaia era protagonista delle avventure sessuali di intellettuali e politici, i più abbienti della città, chi non poteva permettersi certe tariffe si rifugiava nei bordelli di Largo Baracche, nei Quartieri Spagnoli. Questo divario è confermato tutt’oggi: nella prima strada le quotazioni di un trilocale che risponde ai parametri dello studio ammontano a 272.000 euro, mentre ne servono molti meno, 190.000, per abitare in una delle zone più famose della città.

A Palermo le “zone calde” si concentravano in quelli che oggi sono i luoghi più chic ed esclusivi della città, tra il Politeama e Via Roma. Oggi acquistare una casa in Via Gioacchino Ventura, proprio alle spalle del teatro, costa mediamente 166.000 euro: un tempo in questa strada c’erano la Pensione delle Rose e la Pensione Jolanda, luoghi di incontri sessuali a pagamento. Più basse le quotazioni per Via Antonio Gagini (144.000 euro), sede del bordello frequentato perfino dal celebre bandito Giuliano.