L’equivoco sull’austerità: “se” ripagare i propri debiti, o “come” ripagarli?

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C’è una sorta di “curioso equivoco” sull’enusiasmo che qualcuno mostra di fronte al proposito della nuova maggioranza greca di recedere dalle politiche di austerità, e magari (neanche troppo velatamente) di non ripagare i prestiti ottenuti in cambio di esse.

Il punto è che il prestito glie lo abbiamo fatto noi: l’Italia è esposta per 40 miliardi, terza dopo solo Francia e Germania, in questo prestito di “salvataggio” per i conti greci. Una cifra importante: “una manovra fiscale”, direbbe qualcuno.

Già, perché è bene non dimenticare che le rigide imposizioni sull’austerità e sui conti pubblici non sono state un capriccio sadico dei tedeschi, ma una condizione di garanzia perché i soldi prestati alla Grecia avessero buone probabilità di essere restituiti a quanti li hanno prestati. Anche a noi.