Banca Sella e Digital Magics: finanziamento di 1 milione di Euro per incubazione di startup innovative

Il Gruppo Banca Sella e Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato sul mercato AIM di Borsa Italiana (simbolo: DM), hanno siglato un accordo per il finanziamento a medio termine di 1 milione di Euro, assistito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Con questa operazione Digital Magics rafforza i servizi di incubazione e accelerazione rivolti alle startup del proprio portafoglio, in particolare quelle attive nel settore dei servizi innovativi per la finanza (ad oggi 6 su 40).

Il Gruppo Banca Sella è un membro attivo del Digital Magics Angel Network, e collabora con il venture incubator e gli oltre 100 partner del Network (investitori privati, fondi istituzionali e operatori industriali) per selezionare, fornire attività di mentorship e co-investire in startup digitali, in
particolare nel settore del FinTech.

In occasione della quotazione all’AIM di Digital Magics, il Gruppo Banca Sella era entrato nell’assetto azionario dell’incubatore.

Crisi e consumi: sempre più negozi in vendita, prezzi in calo fino al 20%

Da una parte la crisi che continua a flagellare il settore dei consumi, dall’altra l’evoluzione verso la multicanalità dello shopping e delle vendite: questo il panorama in cui si inquadra il mercato immobiliare dei negozi. Secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), l’offerta di spazi commerciali in vendita nelle città italiane negli ultimi due anni è arrivata a crescere, in alcuni centri, di oltre l’8%, mentre i prezzi hanno seguito la direzione opposta, vale a dire quella del calo che, in città come Torino e Bologna, ha superato addirittura il 20%.

«Esigenze di risparmio, soprattutto in termini economici ma anche in termini di tempo, hanno portato i consumatori italiani a un’ottimizzazione della scelta dei luoghi in cui comprare – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. Si predilige il negozio di quartiere per i piccoli acquisti di tutti i giorni e il centro commerciale per cercare offerte e promozioni. Questo cambiamento di abitudini non poteva non modificare il panorama immobiliare dei negozi in Italia, che da due anni a questa parte ha cominciato a cambiare nettamente profilo».  

empty cart, crisis of home finance - charting in decrease

Secondo lo studio del portale l’aumento dell’offerta ha riguardato, per la prima volta negli ultimi dieci anni, anche le grandi e famose vie dello shopping. A livello nazionale, nell’ultimo anno, si è assistito a un calo dei prezzi di vendita pari al 4,3%; diminuzione maggiore quella dei canoni di locazione che scendono dell’8,6%. Focalizzando la ricerca sulle grandi città, le cifre richieste per la vendita di un negozio sono diminuite in maniera meno netta (-3,7% rispetto al 2013); stesso discorso per gli affitti di spazi commerciali che sono scesi del 7,6%.

Se si guarda la numero di annunci presenti sul sito si notano alcune tendenze che contraddistinguono le grandi città italiane: a Milano, per esempio, la metà dei negozi in vendita è concentrata nel centro storico; a Roma, invece, soltanto il 26% degli annunci riguarda immobili centrali, dato che rispecchia la maggior tenuta della vita di quartiere tipica della Capitale.

Tra le grandi città Bologna e Torino sono quelle che hanno fatto registrare l’aumento dell’offerta di vendite più elevato (rispettivamente +4,4 e +4,7% in un anno). Parallelamente anche i prezzi sono quelli che hanno subito i cali maggiori, arrivando a scendere fino all’8,5%. Per le locazioni, la città che è riuscita a contenere maggiormente il calo dei prezzi è stata Venezia (-1,4%) anche per una disponibilità di spazi decisamente contenuta rispetto ad altri centri. In termini di offerta, l’aumento dei negozi proposti in locazione ha raggiunto spesso la doppia cifra: a Torino, ad esempio, si registra un +12,6% di annunci in più in un anno nelle retail streets.

ING e UNICEF di nuovo insieme con “LUNA”: una campagna interattiva per garantire l’istruzione a migliaia di bambini nel mondo

Continua l’impegno sociale di ING a favore dell’UNICEF per assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni nei Paesi in via di sviluppo. Parte oggi, infatti, “LUNA, una storia interattiva che puoi cambiare quando vuoi”, il video finalizzato alla raccolta fondi che potrà contribuire all’istruzione di base in Zambia, Etiopia e Nepal, dove ancora oggi milioni di bambini non hanno accesso ai programmi scolastici o ricevono un’istruzione discontinua e non adeguata.

Consapevole del fatto che sia necessario lavorare ancora molto affinché il diritto all’istruzione di qualità sia garantito in ogni Paese del mondo, questo Natale ING chiede il sostegno dei propri dipendenti, clienti, fornitori e di tutti gli utenti del web attraverso un’originale campagna di sensibilizzazione.

“LUNA” è un video innovativo che racconta la storia di un bambino che vive due realtà completamente differenti in base alla possibilità o meno di andare a scuola: con questa iniziativa ING si propone di diffondere i risultati raggiunti fino a oggi in collaborazione con l’UNICEF e soprattutto di far riflettere sull’importanza dell’istruzione per cambiare la vita e il futuro dei più piccoli. Sul sito www.giralastoria.it è possibile visualizzare “LUNA” dal proprio tablet oppure da pc, sincronizzando il proprio smartphone che diventerà un telecomando.Tutti potranno così interagire con la clip, cambiando direzione e finale al racconto.

Al termine del video è possibile condividere la campagna natalizia sui social network e contribuire a dare una svolta positiva alla vita di tanti bambini, sostenendo il progetto di raccolta fondi di ING per l’UNICEF tramite il canale digitale di UNICEF dedicato all’iniziativa, a cui si accede al seguente link http://unicef.it/ingdirect Donando 30 euro sarà possibile garantire un anno di scuola a un bambino di Etiopia, Nepal e Zambia.

Il Gruppo ING collabora con l’UNICEF da 9 anni sostenendone la mission e le iniziative. Con il progetto internazionale “Chances for Children” dal 2005 la banca sta garantendo un futuro migliore ai più piccoli attraverso la fornitura di materiale educativo, la creazione di ambienti e programmi scolastici a misura delle esigenze dei bambini, soprattutto i più svantaggiati, e la formazione dei professori. Anche ING Bank Italia è impegnata per fornire un importante contributo in questo senso: grazie al programma Coltiva il tuo sogno, per esempio, dal 2008 a oggi, 5.500 bambini in India, Brasile, Etiopia, Zambia e Nepal hanno potuto accedere all’istruzione primaria; con Accendi il futuro, invece, nel 2011 sono state realizzate 50 scuole mobili per la formazione di 7.500 bambini nomadi della regione di Afar in Etiopia. Anche in questa occasione la collaborazione con l’UNICEF dimostra l’attenzione di ING al ruolo dell’istruzione inteso come lo strumento più potente per sconfiggere la povertà e la discriminazione offrendo ai più giovani l’opportunità di contribuire in maniera positiva allo sviluppo della propria comunità e del proprio Paese.

2015, un anno che sarà determinato da Liquidità, Domanda e Politica

Non cessa il rischio di mancati pagamenti fra le imprese e la cautela è d’obbligo mentre il mondo continua a soffrire di una crescita fiacca e limitate prospettive commerciali, secondo l’ultimo Studio Economico intitolato “Una mela marcia fa marcire tutto il cesto” di Euler Hermes, il leader mondiale dell’assicurazione crediti.

“Liquidità, domanda e politica sono i tre principali elementi da tenere sotto osservazione nel 2015,” ha spiegato Ludovic Subran, capo economista del Gruppo Euler Hermes. “Quale consumatore salverà il mondo? Sarà ancora ottimistico finanziare il commercio con un dollaro più caro? E come impatterà il rischio politico sulle decisioni di investimento delle imprese? Questi tre temi sottolineano come il vecchio detto “spera per il meglio ma preparati al peggio” sia più adatto che mai. Nonostante una diminuzione del 12% delle insolvenze globali nel 2014 e una previsione di appena il 3% in meno nel 2015, permane un forte rischio nel futuro del commercio B2B.”

L’Indice Globale delle Insolvenze di Euler Hermes resta del 12% superiore ai livelli ante-crisi, con timidi macrosviluppi a pesare sui conti economici delle imprese e restrizioni finanziarie in diversi paesi. La minaccia dei mancati pagamenti è destinata ad aumentare di oltre il 23% entro la fine del 2014, largamente dovuta alle difficoltà delle economie cinese e russa, dove la crescita relativamente bassa della Cina è diventata la nuova “norma”. Anche i giorni medi di incasso (DSO) aumentano di un giorno all’anno dall’inizio della crisi, per toccare i 73 giorni nel 2014.

Lo studio di Euler Hermes sottolinea in particolare la fragilità economica dell’Eurozona e cita la debolezza della domanda, il grave sottoinvestimento in infrastrutture, le pressioni al ribasso sui prezzi ed i persistenti problemi di finanziamento delle imprese come le sfide fondamentali alla base delle attività commerciali del continente.

 

2014: un anno di Delusione, Disordine e Diversità

  • Il mondo ha guardato con molto ottimismo l’inizio del  2014, che alla fine si è rivelato un anno di persistente delusione. Fra le 80 principali economie analizzate da Euler Hermes, solo la Spagna e l’India hanno superato – di modesta misura – le aspettative al di sotto del consenso.
  • La mancata aggressività della ripresa nell’Eurozona resta fondamentalmente un problema di domanda, sia a livello di imprese che di consumatori. Più che altro, il commercio intra-Eurozona ha lottato per riprendersi, ostacolando ulteriormente la crescita. Il finanziamento delle imprese resta un problema che limita le opportunità di espansione quando si presentano.
  •  L’escalation di tensioni e sanzioni in Russia e in Ucraina ha visto un incremento parallelo del rischio associato agli scambi commerciali per le imprese che operano nell’area.
  • La visibilità e le proporzioni dello spettro rappresentato dallo Stato Islamico (IS) sono cresciute durante tutto il 2014, costituendo una minaccia esistenziale nel Medio Oriente, specialmente per quanto riguarda investimenti e finanziamenti.
  • La Cina ha continuato il cammino in discesa verso una crescita più lenta e guidata dall’economia interna, spostando l’accento dal percorso intrapreso, in cui dominavano gli investimenti.
  • Il Brasile continua a ristagnare, con un’attesa di crescita dello 0,3% nel 2014, probabilmente inferiore a quella di molti paesi dell’Eurozona. L’aver fatto affidamento sui consumi insieme alla mancanza di investimenti pubblici e privati durante gli anni in cui le materie prime godevano di prezzi elevati ha lasciato il paese gravemente esposto al recente rallentamento dei prezzi delle commodity. Il Messico invece ha assistito al consolidamento della crescita come beneficiario della leva finanziaria legata alla ripresa degli USA. Le riforme strutturali hanno sostenuto la fiducia degli investitori, mentre le pressioni inflazionistiche sono state tenute nascoste.

 

 

2015: un anno determinato da Liquidità, Domanda e Politica

Secondo Euler Hermes, l’economia dell’Eurozona crescerà di appena l’1,0% nel 2015, mentre il PIL mondiale aumenterà del 2,8%, restando per il quarto anno consecutivo al di sotto del 3%, spinto solo lievemente dalla crescita dei mercati emergenti per un possibile 4,3%. L’analisi suggerisce che gli esportatori troveranno migliori opportunità rivolgendo l’attenzione verso le regioni dove la crescita è più forte: l’Africa (4,9%), l’Asia (4,7%) e il Medio Oriente (3,8%), muniti di tutti gli strumenti per difendersi contro il rischio di mancati pagamenti.

 

  • I consumi in USA, Regno Unito e Germania andranno leggermente meglio, ma raggiungeranno appena i livelli del 2008. Inoltre, in un contesto di deflazione mondiale, il volume del commercio globale è al di sotto della media a lungo termine.
  • L’aumento dei tassi determinato dalla politica della FED americana per il 2015 dovrebbe avere un impatto limitato sul resto del mondo, ma rappresenta sempre un maggiore rischio di cambiamento per le imprese che esportano verso i paesi emergenti con un grosso deficit di conto corrente (come il Brasile, l’India, il Sud Africa e la Turchia).
  • Guardando più lontano, Euler Hermes evidenzia un aumento del rischio geopolitico, in quanto più del 40% della popolazione mondiale andrà al voto nel 2015 e le politiche pubbliche tendono a privilegiare un maggiore interventismo.

 

2015: fine della recessione in Italia?

 La crescita dovrebbe rimanere molto debole nel 2015 dopo tre anni di recessione. Le esportazioni rimarranno il driver della crescita del Paese  espandendosi ad un ritmo più sostenuto rispetto al 2014   (+ 2% nel 2015),  aiutate da un euro più basso, ma le opportunità potrebbero essere limitate a causa della  debole competitività internazionale. In aumento l’indice di fiducia delle imprese e delle famiglie che farà ritornare in terreno positivo l’indicatore dei consumi.  La crisi finanziaria sul fronte del credito rimane grave anche se nel 2015 dovrebbe stabilizzarsi grazie anche alle recenti misure varate dalla BCE.

“Gli imprenditori italiani stanno facendo del loro meglio per migliorare lo stato di salute finanziario delle proprie aziende nonostante l’ambiente economico sfavorevole e la recessione in atto. Nel 2014, purtroppo, si registrerà un nuovo record per le insolvenze aziendali  con oltre 15.600 casi, ottavo anno consecutivo di crescita. Con un PIL in lieve crescita nel 2015 (+0,3%) e un atteso allentamento del credit crunch, le insolvenze dovrebbero iniziare a decelerare (-2%). Un effetto duraturo del rallentamento dell’indicatore sarebbe la prova che il nostro Paese abbia intrapreso la strada della ripresa” – ha dichiarato Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi mediterranei, Medio Oriente e Africa.

infografica - insolvency

EO-Infographic_Business_Insolvency_Forecast2015-Nov14