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La soluzione per sconfiggere la crisi? Darsi da fare. Ecco come Unicusano, la prima Università telematica in Italia, ha deciso di far fronte ad un periodo non proprio fiorente per l’economia nazionale, lanciando ogni mese nuove proposte. L’ultima iniziativa portata avanti dall’Ateneo dal nome “Adotta una piantina” è sicuramente tra le più innovative messe in circolo negli ultimi tempi.

Un modo per accrescere la sensibilità dei ragazzi alle tematiche ambientali e perché no, dar loro qualche nuova idea sugli sbocchi futuri. Il campo delle energie rinnovabili, in una società che deve prima o poi far i conti con la natura, è uno dei territori ancora parzialmente inesplorati che sicuramente offre interessanti opportunità di lavoro.

La unicusano, partendo dal suo campus universitario con sede a Roma, completamente immerso nel verde come i migliori college americani, ha cominciato una complessa opera di sensibilizzazione nei confronti della natura. Oltre al piacere estetico che si può ricavare dal passare il proprio tempo in vero e proprio parco naturale, Unicusano ha ben pensato di coniugare l’utile al dilettevole.

Ecco infatti che nella mensa per gli studenti, tutti i prodotti vegetali messi a disposizione provengono dall’orto dell’Ateneo. Una concreta svolta rispetto al passato sulla scorta della filosofia “chilometro zero”, atta a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera causate dal trasporto di prodotti alimentari su gomma.

Questo non deve essere solo uno stile di vita, ma deve diventare una materia su cui investire nel campo economico per il bene del nostro futuro. E’ infatti noto che le risorse naturali come petrolio o altro, sono destinate all’esaurimento, ecco perché è molto importante trovare dei sistemi alternativi che continuino a dare ossigeno alle nostre industrie ed economia.

Una missione più che una semplice scelta, il puntare seriamente sul settore green, visto che già ad oggi sono moltissimi i posti di lavoro nuovi che si sono creati da zero, proprio per fronteggiare questa esigenza. Un esempio lo è la Germania che, da molto tempo, adotta dei sistemi di “vuoto a rendere”. Questo processo fa in modo che il consumatore finale quando va al supermercato, compri l’acqua, per esempio, o la lattina di birra, pagando una piccola cauzione oltre al prezzo di vendita. Questa cauzione viene restituita all’acquirente quando riporta (negli appositi centri) la lattina vuota o il contenitore di plastica. Questo si traduce in posti di lavoro per la gestione del magazzino dei vuoti, e soprattutto vuol dire una notevole padronanza ecologica e sociale che viene innestata alla fonte di ogni processo: l’acquisto.

La grande attenzione verso la natura ha attratto numerosi studenti anche quest’anno che, avendo ben presente quello che sta accadendo al nostro ecosistema, cercano di formarsi in maniera adeguata per intraprendere uno stile di vita e un business improntato sulla green economy e, possibilmente, traendo spunto da altri paesi europei che in questo campo hanno ottenuto buonissimi risultati.

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