OAM: nessun aumento delle quote d’iscrizione 2015

L’OAM, Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, a margine del Comitato di Gestione svoltosi lo scorso 20 novembre annuncia che il contributo annuale d’iscrizione per le diverse tipologie di soggetti in Elenco e loro collaboratori non subirà variazioni per l’anno 2015.

Tale decisione rappresenta un fatto significativo tenendo conto che l’OAM è il primo organismo ad operare e vigilare nell’interesse pubblico senza contare, per la propria attività, sul denaro dei contribuenti. Gli introiti dell’OAM, infatti, si basano esclusivamente sui versamenti delle persone fisiche e giuridiche iscritte agli Elenchi.

L’Organismo è operativo da poco più di due anni e in questo periodo ha lavorato molto per dare piena attuazione alla riforma del settore e per innalzare il livello di qualità della professione e dei suoi operatori, che al 30 ottobre corrispondono a 9.487 iscritti così suddivisi:

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A questi vanno aggiunti 10.520 collaboratori di agenti persone giuridiche e società di mediazione.

Nel corso dei primi dieci mesi del 2014 l’Ufficio Elenchi dell’OAM ha concluso quasi 8.400 procedimenti, suddivisi tra iscrizioni, cancellazioni, variazioni e integrazioni dati. Una media che supera nettamente le 800 lavorazioni mensili, a dimostrazione che gli Elenchi non solo crescono nei numeri assoluti, ma le variazioni e i turnover al suo interno li rendono “vivi”.

Il Direttore Generale dell’OAM, Federico Luchetti, esprime la sua soddisfazione: “Il consolidamento della struttura dell’Organismo e l’estensione dei suoi poteri di Vigilanza in materia di Trasparenza hanno comportato investimenti significativi in persone, sistemi informatici, logistica. Per questo siamo particolarmente soddisfatti di essere riusciti, nonostante tale impegno finanziario, a mantenere invariate le quote”.

Gli obiettivi del 2015”, continua il Dott. Luchetti “sono l’ulteriore consolidamento del lavoro svolto sin qui per garantire maggior qualità alla professione e il contrasto al fenomeno dell’abusivismo nell’intermediazione del credito, con il contributo di tutti gli operatori del settore”.

Recensione: un conto corrente per protestati

La situazione economica nazionale e internazionale non è delle migliori e, spesso, a fare i conti con la crisi, ci sono le solite persone: operai, agricoltori, piccoli imprenditori. Donne e uomini che, nonostante il loro impegno, non riescono più a vivere bene e hanno bisogno di un aiuto finanziario. Qui interviene la GF Financial Service di Giorgio Fagà, una ditta torinese che si occupa di conti per le persone in difficoltà, le stesse che in passato, per colpa della crisi, hanno subito protesti e che non riescono più a operare con conti bancari cosiddetti “normali”. Sia che si tratta di persone fisiche sia di aziende protestate, la GF Financial Service di Giorgio Fagà sa come intervenire. L’azienda offre a queste categorie la possibilità di avere dei conti bancari dotati di home banking, carte prepagate con Iban, carte di debito e carte di credito, tutte con costi di gestione minimi. In alcuni casi e su richiesta specifica si possono aprire anche conti dotati di POS.
L’azienda GF Financial Service è pronta a sostenere gli interessi di quelle persone o aziende iscritte nell’elenco delle centrali del rischio, segnalate al CRIF o che figurano nelle banche dati delle banche come cattivi pagatori. In questi casi, il privato o l’azienda che risulta essere protestata dalle banche, non può più accedere a un normale conto corrente bancario. Per chi si trova in una di queste situazioni, ci sono due link che contengono le risposte ai loro problemi: per il Conto protestati e per i Conti per aziende protestate. Un semplice click è tutto potrà essere risolto.

Il secreto di Giorgio Fagà e del successo della sua impresa sta proprio nel suo passato. Infatti, l’imprenditore torinese era proprio una di quelle persone protestate per colpa di alcuni gravi errori subiti dagli organi competenti. Si è trovato in difficoltà e ha dovuto combattere per risalire. Ed è proprio da qui che è nata quest’idea di aiutare le persone in difficoltà, quelle che potrebbero fare tanto ma nessuno vuole dare loro una seconda opportunità.

Digital Magics ed Epic: nasce piattaforma di investimento per startup dedicata agli investitori dell’incubatore

Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), ed Epic SIM, private investment community che ha sviluppato un nuova e qualificata piattaforma digitale di finanziamento per le imprese, hanno firmato un accordo di partnership strategica perstrutturare le attività dei finanziatori delle aziende partecipate dall’incubatore.

Grazie a questa operazione e alla piattaforma di Epic, il venture incubator si dota di uno strumento innovativo per favorire i co-finanziamenti nelle startup incubate e lo sviluppo del Digital Magics Angel Network, che si apre anche a nuovi investitori professionali iscritti ad Epic. Lo scopo è quello di aumentare la liquidità dell’ecosistema di Digital Magics e di accelerare lo sviluppo delle startup e delle scaleup (imprese innovative che vivono una fase di crescita e di espansione) in vista delle loro exit (cessione di una società) e/o delle loro quotazioni in Borsa.

All’interno di www.epic.it verrà creata una sezione dedicata alle opportunità di investimento nelle partecipazioni di Digital Magics – Area51 – con i dossier delle startup. È un nuovo modello di finanziamento che offre standard elevati di trasparenza e analisi di approfondimenti e dossier, oltre a un forum per discutere e valutare le operazioni finanziarie, confrontandosi direttamente con le emittenti.

L’accesso all’area dedicata sulla piattaforma di Epic è riservato esclusivamente alle partecipate di Digital Magics e agli investitori  professionali (ai sensi del Regolamento Intermediari adottato con delibera Consob n.16190 del 29 ottobre 2007 e successivamente modificato e integrato) del Digital Magics Angel Network.

Il Digital Magics Angel Network è la rete dei partner che investono con Digital Magics in club deal a supporto delle startup e scaleup digitali incubate. Sono investitori privati, fondi istituzionali e partner industriali fra cui Atlante Seed (Gruppo Intesa Sanpaolo), Gruppo Banca Sella, Gruppo Bancario Credito Valtellinese (Creval), Tamburi Investment Partners, Gate14 Group, Gruppo Uvet, UniCredit e Nice. Il Network collabora anche alle attività di selezione e mentorship delle partecipate in corso di sviluppo o già sviluppate, fornendo il proprio know-how o partecipando a piani industriali di Open Innovation.

Fino a oggi il Digital Magics Angel Network ha investito oltre 4,7 milioni di Euro nelle startup e scaleup digitali dell’incubatore.

Enrico Gasperini, Fondatore e Presidente di Digital Magics, dichiara: “Questo accordo rappresenta un tassello molto importante nella strategia del nostro piano industriale per ampliare il ‘Digital Magics Angel Network’ e favorire le operazioni in equity nel nostro portafoglio. Ogni giorno coinvolgiamo nuovi imprenditori, business angel, venture capitalist ed aziende. Stiamo inoltre lanciando nuovi club locali di investitori: dopo quello di Napoli, sarà la volta di nuove città d’Italia per creare relazioni dirette nel territorio fra il mondo degli imprenditori e quello digitale. Per i nostri investitori la piattaforma di Epic è uno strumento finanziario innovativo che semplificherà le operazioni in equity nelle nostre startup digitali, sostenendone la crescita”.

Andrea Crovetto, Founder e CEO di Epic, ha dichiarato: “Stiamo facendo il possibile per offrire un’esperienza di investimento moderna per sostenere l’economia reale. Si può ben dire che l’accordo con Digital Magics ci fa accelerare in questa direzione: la nostra offerta agli investitori comprende ora, oltre a minibond e azioni di PMI già consolidate, anche l’equity delle startup”.

 

Sviluppo green e vuoto a rendere: la nuova economia dei giovani

La soluzione per sconfiggere la crisi? Darsi da fare. Ecco come Unicusano, la prima Università telematica in Italia, ha deciso di far fronte ad un periodo non proprio fiorente per l’economia nazionale, lanciando ogni mese nuove proposte. L’ultima iniziativa portata avanti dall’Ateneo dal nome “Adotta una piantina” è sicuramente tra le più innovative messe in circolo negli ultimi tempi.

Un modo per accrescere la sensibilità dei ragazzi alle tematiche ambientali e perché no, dar loro qualche nuova idea sugli sbocchi futuri. Il campo delle energie rinnovabili, in una società che deve prima o poi far i conti con la natura, è uno dei territori ancora parzialmente inesplorati che sicuramente offre interessanti opportunità di lavoro.

La unicusano, partendo dal suo campus universitario con sede a Roma, completamente immerso nel verde come i migliori college americani, ha cominciato una complessa opera di sensibilizzazione nei confronti della natura. Oltre al piacere estetico che si può ricavare dal passare il proprio tempo in vero e proprio parco naturale, Unicusano ha ben pensato di coniugare l’utile al dilettevole.

Ecco infatti che nella mensa per gli studenti, tutti i prodotti vegetali messi a disposizione provengono dall’orto dell’Ateneo. Una concreta svolta rispetto al passato sulla scorta della filosofia “chilometro zero”, atta a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera causate dal trasporto di prodotti alimentari su gomma.

Questo non deve essere solo uno stile di vita, ma deve diventare una materia su cui investire nel campo economico per il bene del nostro futuro. E’ infatti noto che le risorse naturali come petrolio o altro, sono destinate all’esaurimento, ecco perché è molto importante trovare dei sistemi alternativi che continuino a dare ossigeno alle nostre industrie ed economia.

Una missione più che una semplice scelta, il puntare seriamente sul settore green, visto che già ad oggi sono moltissimi i posti di lavoro nuovi che si sono creati da zero, proprio per fronteggiare questa esigenza. Un esempio lo è la Germania che, da molto tempo, adotta dei sistemi di “vuoto a rendere”. Questo processo fa in modo che il consumatore finale quando va al supermercato, compri l’acqua, per esempio, o la lattina di birra, pagando una piccola cauzione oltre al prezzo di vendita. Questa cauzione viene restituita all’acquirente quando riporta (negli appositi centri) la lattina vuota o il contenitore di plastica. Questo si traduce in posti di lavoro per la gestione del magazzino dei vuoti, e soprattutto vuol dire una notevole padronanza ecologica e sociale che viene innestata alla fonte di ogni processo: l’acquisto.

La grande attenzione verso la natura ha attratto numerosi studenti anche quest’anno che, avendo ben presente quello che sta accadendo al nostro ecosistema, cercano di formarsi in maniera adeguata per intraprendere uno stile di vita e un business improntato sulla green economy e, possibilmente, traendo spunto da altri paesi europei che in questo campo hanno ottenuto buonissimi risultati.

“YouCard Business” di Banco Popolare insignita di due prestigiosi riconoscimenti di settore

“YouCard Business”, la prima carta di debito e prepagata aziendale Visa emessa in Italia da Banco Popolare, a solo poco più di tre mesi dal suo lancio, vince due prestigiosi riconoscimenti del settore finanziario: l’MF Innovazione Award e l’Annual Prepaid Europe Awards.
L’MF Innovazione Award, giunto alla sua quindicesima edizione, è un premio ambito dedicato all’innovazione nei pagamenti e creato dal quotidiano economico-finanziario MF-Milano Finanza in collaborazione con Accenture. YouCard Business ha ottenuto il plauso della giuria per l’innovativa offerta messa a disposizione della clientela business del gruppo bancario.
YouCard Business ha ottenuto anche un riconoscimento internazionale grazie al premio “prepaid innovation of the year” ottenuto all’Annual Prepaid Europe Awards, evento che premia i migliori progetti europei realizzati per il mercato delle prepagate i cui vincitori sono stati resi noti nel corso del Prepaid Summit Europe 2014, la più importante convention europea dedicata al mercato delle prepagate.

“I prestigiosi riconoscimenti che YouCard Business sta ottenendo fra gli addetti ai lavori sono una grandissima gratificazione che premia l’impegno all’innovazione di Banco Popolare. Vogliamo essere punto di riferimento, anche sul mercato aziendale, con un prodotto differenziante che offre alle imprese non solo uno “strumento di pagamento” ma un vero e proprio “collaboratore in più”, afferma Andrea Mencarini, Responsabile Direzione Privati di Banco Popolare, che prosegue “YouCard Business, una carta che a pochissimi mesi dal lancio, sta avendo anche l’apprezzamento da parte delle nostre imprese clienti che se ne stanno dotando e stanno premiando il prodotto concretamente utilizzandolo”.

“I riconoscimenti ottenuti dall’innovativo prodotto Visa emesso da Banco Popolare e pensato per le aziende confermano l’impronta innovativa e distintiva di Visa che affianca i propri soci nello studiare le migliori proposizioni da offrire ai propri clienti con prodotti sempre più avanzati dal punto di vista tecnologico e con personalizzazione del servizio per la clientela che, siamo certi, otterranno rapidamente il favore del mercato” ha commentato Davide Steffanini, Direttore Generale Visa Europe in Italia.

Attraverso la funzione di debito e prepagata, “YouCard Business” oltre alla gestione delle spese aziendali quotidiane operative presso grandi catene retail, operatori di commercio al dettaglio e all’ingrosso, siti ecommerce, permette di agevolare i pagamenti dei collaboratori che hanno necessità di viaggiare, effettuare trasferte o che per diverse ragioni sono delegati a sostenere spese aziendali. Dal lato pagamenti, “YouCard Business” permette di effettuare transazioni per conto dell’ azienda presso milioni di esercizi commerciali che espongono il logo Visa, in Italia e nel mondo, e anche su Internet. Il controllo delle spese è assicurato dal portale “Vantaggio” messo a disposizione dal Banco Popolare all’azienda correntista. Il portale fornisce una vera e propria “plancia di comando” che l’azienda può utilizzare gestendo e profilando in tempo reale ogni carta in modo autonomo e funzionale per la propria impresa e con la massima flessibilità sia in termini di operatività giornaliera sia in termini di funzionamento temporale o di selettività delle categorie merceologiche per le spese. Il dipendente può utilizzare YouCard Business per qualsiasi tipo di acquisto, effettuato sia di persona, anche in modalità contactless, oppure tramite Internet, presso milioni di esercenti in tutto il mondo con la tranquillità del servizio SMS di notifica immediata.

 

“YouCard Business” – www.youcardbusiness.it – è la prima carta di debito Visa aziendale con funzionalità prepagata lanciata sul mercato italiano e Banco Popolare l’ha resa ancor più innovativa dotandola di un visual verticale che ben si adatta all’accettazione dei POS più all’avanguardia, compreso il nuovo mPOS “YouPos Mobile” lanciato da Banco Popolare.

L’Italia sta invecchiando… e anche le sue case

L’Italia è uno dei Paesi con la popolazione più anziana del mondo, e anche le nostre case lo dimostrano: il 36,6% delle abitazioni del nostro Paese (11,6 milioni di unità immobiliari) ha più di 40 anni di vita, con picchi del 42% in alcune grandi città. Questo è quanto emerge dall’ultima indagine dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), che ha evidenziato la crescita progressiva del numero di abitazioni che necessitano di interventi di manutenzione.

Se si considera, invece, come anno di riferimento il 1977 – anno cruciale per l’edilizia perché sono entrate in vigore le prime norme sull’efficienza energetica degli edifici – la percentuale di abitazioni costruite prima di questa data arriva al 58,4%: 18,5 milioni di immobili su tutto il territorio nazionale non sono stati progettati in un’ottica di risparmio energetico.

L’età avanzata del patrimonio lo rende quindi, oltre che obsoleto, anche particolarmente energivoro: un immobile che supera i 30 anni di età consuma in un anno, mediamente, dai 180 ai 200 Kwh/mq. Un fabbisogno enorme se si considera che un’abitazione in classe B, standard minimo per le nuove costruzioni, arriva a consumare in media tra i 30 e i 40 Kwh/mq all’anno.

«È ora di riqualificare il nostro patrimonio immobiliare – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it e per farlo bisogna limitare la costruzione di nuove abitazioni, puntando alla manutenzione di quelle già esistenti e invecchiate. In questo modo, si ridurranno il consumo del suolo, il fabbisogno energetico globale e la necessità di infrastrutture per la mobilità. Reinvestire sui quartieri obsoleti delle nostre città, infine, può rivelarsi la risposta migliore alla nuova domanda abitativa».  

A livello di regioni, è la Basilicata a contare il numero maggiore di abitazioni costruite prima del 1970: qui queste arrivano a rappresentare il 39,3% del totale. Al Sud si registra il patrimonio immobiliare più datato: in Sicilia, Campania e Abruzzo la percentuale di abitazioni con oltre 40 anni di età arriva a incidere del 38,3% sul totale; seguono Marche (38,2%) e Calabria (38,2%). In Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige la percentuale degli immobili che risalgono a prima del 1970 è la più bassa del Paese, rappresentando rispettivamente il 31,2% e il 31,3% del totale.

Guardando alle città, Potenza arriva ad avere il 42% del totale delle abitazioni risalenti a più di 40 anni fa. La segue Palermo, dove l’incidenza di questi immobili risulta al 41,3%. A contare il dato più basso è Rimini, dove ci si ferma al 32,2%. A Roma il livello è piuttosto elevato e arriva al 38,3%; più basso quello di Milano dove sul totale delle abitazioni, il 33,5% del totale risale a prima del 1970.

Effettuare lavori di ristrutturazione permetterebbe di evitare la svalutazione degli immobili: secondo i calcoli dell’Ufficio Studi, gli immobili ultraquarantenni non ristrutturati hanno un prezzo al metro quadro mediamente inferiore del 25% rispetto ad abitazioni realizzate a partire dal 2000. Le città capoluogo di regione in cui si registra la maggiore differenza di prezzo tra immobili ultraquarantenni (e allo stato originale) ed immobili nuovi sono Trieste e Torino: qui abitazioni di questo tipo costano, mediamente, circa il 30% in meno.

Oltre 5,3 milioni di Euro per l’exit di Prestiamoci: startup di Digital Magics

Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), ha avviato il processo della settima exit (cessione di una società). È previsto che Prestiamoci, l’unica startup italiana autorizzata come finanziaria da Banca d’Italia per la gestione di una piattaforma di prestiti fra privati su internet, si fonderà con TrustBuddy International AB: l’unica società di Peer-to-Peer Lending al mondo a essere quotata in Borsa.

Il valore dell’operazione, che prevede l’acquisto del 100% delle azioni di Agata S.p.A. (società che detiene e gestisce il marchio Prestiamoci),ammonta complessivamente a 5,3 Milioni di Euro: 1,5 Milioni saranno corrisposti per cassa e 3,8 Milioni in azioni di TrustBuddy.In aggiunta i soci di Prestiamoci riceveranno 10 milioni di opzioni di acquisto delle azioni di TrustBuddy.

TrustBuddy, fondata nel 2009 in Norvegia, è leader mondiale nel suo segmento e attiva sul mercato di 9 Paesi europei. Con oltre 300.000 utenti e sette sedi, TrustBuddy è la più grande piattaforma di intermediazione nella concessione di prestiti a breve termine e dal 2011 è l’unica società di social lending al mondo a essere quotata in Borsa a Stoccolma, sul NASDAQ OMX First North.

Mutui: torna a crescere l’erogato medio, +7% rispetto a sei mesi fa

Buoni segnali di ripresa arrivano, finalmente, nel mercato dei mutui casa: mentre la domanda di finanziamento è cresciuta sensibilmente per tutto il corso del 2014, nel corso degli ultimi 6 mesi è tornato a crescere anche l’importo medio erogato. Secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it e Facile.it nello scorso semestre il finanziamento medio concesso è ammontato a quasi 114.000 euro, il 7% in più rispetto alla rilevazione di aprile scorso.

I portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html) hanno analizzato le richieste e gli erogati di mutuo registrati nel periodo compreso tra maggio e ottobre 2014: i risultati offrono segnali incoraggianti anche nel confronto tra la cifra che si richiede e quella che poi si riesce effettivamente ad ottenere dalle banche. Se nella rilevazione precedente (aprile 2014) il divario era arrivato addirittura al 20%, adesso gli italiani alle prese con i finanziamenti per l’acquisto di casa puntano a 126.000 euro e ne ottengono solo l’11% in meno. Torniamo ad avvicinarci ai dati di ottobre 2013, in cui domanda ed importi erogati differivano dell’8%.

Torna a salire anche il loan to value, ossia la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile che si acquista. Mentre nella precedente rilevazione il LTV era sceso drasticamente al 44% – in buona parte per la forte presenza di surroghe, tornate in auge dopo un periodo di stallo grazie agli spread più bassi imposti dalle banche – nel semestre considerato questo sale al 49%, anche per una leggera contrazione (-3%) del valore medio degli immobili acquistati. Stabile rispetto a sei mesi fa tanto la durata del mutuo erogato (21 anni) quanto l’età media del mutuatario (41 anni).

Sul fronte della domanda, il tasso variabile resta il preferito: viene richiesto dal 59,4% di chi vorrebbe un finanziamento casa. Le domande di tasso fisso, di contro, si fermano al 31,5%, mentre quelle basate su un tasso misto sono solo il 9,1% del totale.

«L’alta percentuale di richieste di finanziamento a tasso variabile – spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’aziendaè destinata a crescere ulteriormente in fase di stipula del mutuo: gli ultimi dati sulla ripresa del mercato dei finanziamenti, divulgati negli scorsi giorni da Abi, hanno sottolineato come quasi l’80% delle nuove erogazioni complessive abbia come parametro di riferimento un tasso variabile. Segno che la maggiore pressione concorrenziale delle banche sta facilitando la vita dei cittadini che vogliono comprare casa, con tassi variabili molto vantaggiosi».

Un italiano su tre è titolare di un prodotto prepagato a marchio Visa

Il segmento prepagato targato Visa continua a crescere in Italia. A fine giugno 2014 il numero di carte prepagate emesse ha toccato i 14 milioni di unità in circolazione, con un incremento di 1,14 milioni di carte prepagate a marchio Visa rispetto alla fine del 2013, registrando una crescita dell’8,9%. L‘incremento di carte prepagate Visa sale a 1,63 milioni di unità in più rispetto al 30 giugno 2013 con una percentuale di crescita a doppia cifra, + 13,3%. Questo significa che circa un italiano su tre ha un prodotto prepagato Visa nel suo portafogli.

Il successo del comparto del prepagato nel nostro Paese è confermato anche dal numero di transazioni POS effettuate nel primo semestre del 2014 con carte prepagate Visa. Con 76 milioni di operazioni presso terminali POS, che hanno generato un incremento di transazioni anno su anno pari a 8 milioni di transazioni, il prepagato Visa cresce ancora a doppia cifra, +11,8% rispetto allo stesso periodo nel 2013.
La popolarità del prepagato è guidata dalla sua capacità unica e pratica di trovare una soluzione per qualsiasi esigenza di pagamento. Questo strumento democratizza i pagamenti elettronici, rendendoli fruibili a chi è non bancarizzato, fornisce un’alternativa trasparente e conveniente a contanti e assegni, sia per i governi che per le imprese, e soddisfa anche le esigenze dei consumatori bancarizzati che lo ritengono uno strumento di pagamento ideale per segmentare le spese, come viaggi e acquisti online.


I PRODOTTI PREPAGATI VISA SUPPORTANO L’INCLUSIONE FINANZIARIA
In mercati sviluppati, come in Italia, alte commissioni bancarie, mancanza di un reddito costante e la disponibilità di servizi finanziari alternativi a quelli bancari comportano sul nostro territorio la persistenza di una situazione di esclusione finanziaria. Senza necessità di avere un conto corrente bancario e senza controlli richiesti per la concessione del credito, le carte prepagate Visa consentono di supportare l’inclusione finanziaria e hanno il potenziale per portare gli elementi di sicurezza e comodità dei pagamenti elettronici ai milioni di consumatori italiani non bancarizzati.

 IL PREPAGATO VISA PER LE AZIENDE E IL SETTORE PUBBLICO

Il prepagato crea efficienza, trasparenza e soddisfazione dei dipendenti, che si tratti di sostituire benefit, buste paga, buoni pasto, rimborsi spese o rimborsi sanitari. Con una carta prepagata, le aziende – sia le piccole imprese, sia le grandi multinazionali – hanno una soluzione conveniente ed efficiente per sostituire gli ormai obsoleti pagamenti cartacei, permettendo loro di controllare in modo più efficace le spese dell’azienda e di fornire un’esperienza migliore e comoda ai propri dipendenti. Oltre alla somministrazione di benefit e compensi dei dipendenti, i prodotti prepagati Visa permettono anche altri pagamenti aziendali quali per esempio gli sconti dei clienti e i risarcimenti assicurativi, e aiutano anche a garantire una migliore conformità ai regolamenti aziendali oltre a ridurre le frodi e a soddisfare dipendenti e clienti. A differenza di contanti e assegni, il prepagato offre funzioni di controllo potenziate, completate da servizi di monitoraggio e di reportistica. Esso integra inoltre prodotti di debito e di credito ed è adatto per tutti i dipendenti – non c’è bisogno di estendere una linea di credito o di dare una carta di debito a un dipendente che per diversi fattori non potrebbe altrimenti beneficiare di un prodotto di credito o di debito. L’offerta prepagata Visa a supporto delle aziende è stata introdotta sul mercato italiano al termine dello scorso anno. Il successo della carta prepagata nel segmento della clientela privata ha incoraggiato Visa a studiare proposizioni prepagate anche per le imprese e i segnali di mercato indicano che questa tendenza positiva è pronta a replicarsi anche nelle carte prepagate aziendali Visa.

 

IL PREPAGATO VISA PIACE AI CONSUMATORI ITALIANI BANCARIZZATI

La crescita del prepagato Visa non è attribuita esclusivamente al soddisfacimento delle esigenze dei consumatori non bancarizzati. Il prepagato rimane un’alternativa intelligente ai contanti nonché un prodotto bancario ‘light’ complementare per i consumatori bancarizzati, offrendo loro praticamente un conto corrente in tasca. Inoltre, una maggiore attenzione sul bilancio e la sicurezza dei pagamenti, sia per i pagamenti online sia per quelli che si effettuano in viaggio, ha elevato la penetrazione del prepagato tra i consumatori bancarizzati che vogliono isolare parte dei loro fondi di spesa per un migliore controllo. Per i consumatori che cercano un’alternativa più sicura rispetto ai contanti e un’opzione più comoda rispetto ai traveller cheques, la carta prepagata soddisfa le esigenze di chi viaggia, per piacere o per lavoro. Inoltre, la tecnologia, l’innovazione e l’adozione, in particolare nella telefonia mobile, presentano opportunità senza precedenti per il prepagato.

 

IL PREPAGATO VISA COME FATTORE ABILITANTE DELLA TECNOLOGIA NEI PAGAMENTI

Oggi il prepagato è un facilitatore di pagamenti in mobilità, aiutando sempre più consumatori di tutto il mondo a usufruire degli enormi vantaggi dei pagamenti elettronici. La flessibilità del prodotto prepagato consente lo sviluppo di caratteristiche e benefici che possono soddisfare le esigenze degli utenti finali in quasi ogni situazione di pagamento. La prepagata, essendo anche meno dipendente da infrastrutture tradizionali, apre la porta all’innovazione e alla crescita. Gli emittenti, sia tradizionali che non, offrono programmi prepagati Visa innovativi con funzionalità avanzate che ne stanno stimolando l’adozione in Italia e in tutta Europa e rendono più facile e comoda la vita dei consumatori.

La musica è finita: le ex discoteche vanno in vendita sul web

Se negli anni ’80 e ‘90 andare in discoteca era un must, ora i tempi delle strobosfere sono solo il ricordo di un passato fuori moda e i locali che le ospitavano, spesso enormi, rimangono vuoti e finiscono in vendita sul web. Fra le pagine di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) è possibile trovare ex discoteche o sale da ballo offerte in ogni parte d’Italia.

I proprietari tendono a disfarsene per via dei costi ingenti, in termini di tasse e manutenzione, legati a queste strutture. In alcuni casi le cifre richieste arrivano a contare sei zeri: a Milano, ad esempio, si vende l’ex Zoe Club, discoteca storica per gli appassionati di musica metal e rock in Italia, per cui vengono richiesti 1.350.000 euro. E sempre per una somma milionaria viene venduta una ex discoteca di Ostuni, l’Albatros, locale cult della zona fin dagli anni ’80, ora in totale stato di abbandono. Molto probabilmente una richiesta di 1.200.000 euro può essere giustificata anche dalla fama della cittadina del Salento, meta preferita per le vacanze in Puglia.

Di annunci curiosi ce ne sono molti: a Bassano del Grappa si vende lo Shindi, una discoteca in auge fino agli anni 2000, ora usata come piano bar, costruita in una villa che a metà ‘800 ospitava un centro termale e ha ancora un pozzo di acque sulfuree funzionanti; in questo caso non è dato sapere il prezzo. O ancora, a Roma si vende l’ex Marron Glacè, un discoclub latinoamericano con decori alquanto particolari e retrò, sagome di ballerini e palme di plastica comprese.

Nelle località di mare non mancano quelle che un tempo erano il tempio delle nottate estive all’insegna delle luci psichedeliche e della musica dance: a Taggia, in Liguria, si vende una discoteca praticamente di fronte alla spiaggia, con tanto di vetrate sul mare, per cui si propone un’eventuale riconversione in gelateria. In Sicilia, a Giardini Naxos (ME), località rinomata per i suoi locali notturni e per le discoteche fra le più grandi dell’isola, si vende Il Sestante, locale ora aperto solo saltuariamente, ma un tempo luogo di ritrovo di molti appassionati della dance music.

A Ostia (RM) è in vendita quella che viene descritta come l’unica discoteca del posto, il Disco Krystall, ancora ben tenuta e completa di arredamenti: in questo caso si può acquistare la proprietà per 270.000 euro.

Accanto a questi locali, ancora in piedi e ben tenuti, ve ne sono altri che versano in stato di abbandono, ma che conservano piccoli segni di un passato musicale e danzante: è il caso, per esempio, di un capannone totalmente abbandonato in provincia di Sondrio, in vendita per 400.000 euro, che ha ancora intatto un sobrio bancone zebrato, un tempo postazione del DJ.

 

A quello delle discoteche sembra essere legato il destino dei night club, anch’essi passati di moda, forse per altri motivi: uno dei più noti di Milano, in zona Ripamonti, chiuso da circa un anno, ora è in vendita con arredi compresi per 329.000 euro; stesso destino per L’Etoile, night club e sala ballo a San Felice Circeo, in provincia di Latina, per il quale bastano 90.000 euro.

Coscienti del fatto che il loro vecchio uso difficilmente potrebbe suscitare l’interesse dei compratori, nella quasi totalità degli annunci si propongono nuove attività da poter intraprendere negli immobili che un tempo ospitavano i giovani danzanti: tra le diverse opportunità che chi mette in vendita le ex discoteche suggerisce ai possibili acquirenti, per invogliarli all’investimento, troviamo ristoranti, pub e addirittura parcheggi, depositi e supermercati.