CheBanca! spinge sul mobile payment e lancia WoW: il primo Wallet of Wallets in Italia

CheBanca! dopo il fortunato ingresso nel mondo degli investimenti e del risparmio gestito, rafforza la sua presenza nel mobile payment elancia WoW. Presentato ufficialmente oggi al Sia Expo 2014 l’ultimo nato in casa CheBanca! incarna perfettamente l’animainnovativa e digitale della banca retail del Gruppo Mediobanca.

È da un anno che lavoriamo a questo progetto – commenta Roberto Ferrari Direttore Generale CheBanca! – volevamo entrare nel settore dei pagamenti mobile ma senza replicare l’offerta esistente. Studiando il mercato ci siamo resi conto che il proliferare di borsellini elettronici costringeva il cliente a gestire molteplici strumenti di pagamento. Da qui l’intuizione di creare un wallet ‘democratico’ capace di contenerne altri e aperto a tutti, anche a chi non è cliente CheBanca!. 

Non appena abbiamo reso disponibile il prodotto sul sito, senza nemmeno comunicarlo, abbiamo registrato oltre 7000 download dell’App in una settimana. Un risultato più che incoraggiante”.

Scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, il WoW consente di creare un wallet disegnato per aggregare  il conto correnteCheBanca! ma anche tutte le carte credito, debito e prepagate dei circuiti Mastercard e Visa anche di chi non è correntistaCheBanca!.

Ma non è tutto: WoW può essere utilizzato anche per le bollette, i bollettini postali premarcati e bianchi, le ricariche telefoniche e i pagamenti peer-to-peer. L’applicazione è anche abbinata a una partnership con MasterPass, che ne consente l’utilizzo per fare acquisti dai siti di e-commerce abilitati.

Dal 23 ottobre sarà aperto anche a chi non è cliente CheBanca! o Paypal e dal 31 ottobre l’operatività di Wow si estenderà anche alcanone Rai, al bollo Aci, alle carte di trasporto degli operatori aderenti e al send money Paypal.

E le funzionalità di WoW continueranno ad arricchirsi  con l’obiettivo di coprire tutto lo spettro dei pagamenti: per il futuro infatti non si esclude l’apertura ai sistemi di pagamento Nfc.

Importanti business angel investono 500.000 € nella startup Growish

Un gruppo di importanti business angel ha sottoscritto un aumento di capitale di 500.000 Euro in Growish: la startup innovativa incubata da Digital Magics che offre il primo servizio in Italia di collective payment per raccogliere denaro tra amici sul web e acquistare un regalo.

 Gli investitori, che hanno aderito al round, hanno una comprovata esperienza e un importantetrack record della digital economy italiana e internazionale e sono: Anna Siccardi, Nader Sabbaghian, Antonino Pisana e Alessandro Rivetti. Anche il Fondatore Claudio Cubito ha incrementato il proprio investimento in questo round.

 Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), ha affiancato e continuerà a supportare Growish – startup del suo portfolio – nelle successive fasi di sviluppo. Alla conclusione dell’aumento di capitale Digital Magics deterrà il 43% del capitale sociale della società.

Il Digital Magics Angel Network è una rete di oltre 100 operatori privati, fondi istituzionali e partner industriali che supportano Digital Magics per la selezione, la mentorship e il co-investimento delle idee proposte e delle startup in corso di sviluppo e già sviluppate dall’incubatore.

Grazie alle nuove risorse, Growish punterà sulla crescita della società lanciando attività di marketing e rafforzando il proprio posizionamento sul mercato italiano – anche attraverso importanti partnership – e svilupperà l’applicazione mobile per smartphone e Tablet.

Growish potenzierà il team della startup con l’ingresso di nuovi componenti: due sviluppatori, un responsabile commerciale e un digital marketing specialist, che andranno ad aggiungersi a Claudio Cubito (47 anni, Co-Founder e CEO), ex AD di una multinazionale chimica e fondatore della filiale italiana di EMP l’e-commerce rock numero 1 in Europa, Domingo Sarmiento Lupo (27 anni, Co-Founder e CTO), ingegnere venezuelano esperto in digital management e Alessandro Martello (43 anni, Strategic Marketing & Sales), Contract Professor in Brand Management all’Università Cattolica ed ex Marketing Director & Innovation Manager di Henkel.

Growish permette ad amici, parenti e colleghi – che vivono in città, regioni e nazioni diverse – di condividere la spesa di un regalo di gruppo, versando ognuno la propria quota con un semplice click e in maniera sicura, grazie alla piattaforma tecnologica e di pagamento sviluppata. Creata la colletta, è possibile invitare altre persone tramite Facebook o via e-mail. Raggiunto l’importo desiderato, si può trasferire il denaro su un conto corrente bancario o acquistare giftcard e cofanetti regalo di aziende partner. Molti e-commerce stanno integrando il bottone “Paga con Growish” nei loro siti: in questo modo gli utenti potranno aprire una colletta per il prodotto desiderato, e raccolto l’importo totale, il regalo sarà spedito direttamente a casa.

Dieci consigli per conformarsi alle normative del sistema bancario

Giancarlo Soro, Country Operations Manager di Lexmark International in Italia

A seguito della crisi finanziaria, le autorità reagiscono con un flusso costante di nuovi regolamenti, di misure per favorirne l’adempimento e di sanzioni per chi non li rispetta.

Tra queste normative ricordiamo Basilea III, EMIR, MIFID 2, FATCA, AML, CFT e SEPA, ma ve ne saranno sicuramente altre nel prossimo futuro.

 

Un funzionario di banca ha recentemente dichiarato davanti al Congresso degli Stati Uniti, che le operazioni necessarie per conformarsi alle normative costano agli istituti circa € 37 miliardi all’anno, a livello globale.

 

Alcune delle più grandi banche considerano l’adeguamento ai regolamenti come complesso e infinito e, stabilendo una serie considerevole di requisiti legali e normativi, rende i CIO delle banche assolutamente favorevoli all’automatizzazione dei processi manuali (in ambiente bancario, sono la maggior parte).

 

Un’area che necessita un intervento urgente di automazione è quella dei Big Data. Se le banche riuscissero a trovare il modo di gestire grandi volumi di dati non strutturati (85%), documenti cartacei, archivi, processi disgiunti e workflow cartacei, sarebbe già un grande passo verso la giusta direzione.

 

Una soluzione potrebbe essere quella di modernizzare le strutture attraverso la sostituzione delle applicazioni di base. Questi processi però sono lunghi e rischiosi, non sempre economici o realizzabili, e spesso registrano ritardi e superamento dei costi previsti.

 

 

Cosa si può fare?

La soluzione ideale è in grado di salvaguardare gli investimenti e le strutture tecnologiche pre-esistenti. Ecco alcuni suggerimenti che alcune banche stanno già applicando all’interno dei loro istituti:

 

  • Strumenti sofisticatiche estraggono i datida documenti cartaceicon lo scopo diridurre i costi erendere i processipiù veloci, efficientie limitare gli errori;
  • Acquisizionemulticanalein filiale checonsente ai dipendentidi bancadi acquisire informazioniprovenienti dauna vasta gamma didispositivi e applicazioni;
  • Possibilità diinserimento deicontenuti acquisitidirettamente neisistemi di back-office (es. software CRM) conintervento manualeminimo, riducendo lanecessità diimmissione dati off-shore;
  • Processi automatizzatie strumentiintegrati perl’acquisizione, la distribuzione, il controlloela comunicazione delle informazioni;
  • Introduzione dicheck listintegratenelle soluzioni diworkflow pergarantire l’adempimento degli obblighidi documentazione e prevenireche vengano processate anche informazioni incomplete;
  • Possibilità di ricerca dati (conti correnti, finanziamenti, mutui, assicurazioni, carte) all’interno degli archivi bancari per costruireuna visione a 360 gradidelcliente;
  • Controlli nell’accessoalleinfrastrutture(che normalmente rappresenta un punto debole)per escludere i soggetti non autorizzatieproteggere i dati;
  • Controlli e indicazione temporale delle stampe per garantire la tracciabilità di chi ha accesso, quando e a quali dati;
  • Monitoraggio dello scambio via emaildi informazioni riservate(insider trading, manipolazione dei tassi, contenuti inappropriati,molestieemobbing);
  • Funzione di convalida dei dati che confronta i documenti con le informazioni detenute dalla banca, per assicurare la massima precisione.

 

Un partner fidato

Risolvere i problemi relativi ai dati è fondamentale nel percorso di conformità, richiede competenze in materia e una profonda comprensione di processi e criticità.

Le soluzioni in grado di soddisfare tutti questi requisiti potranno offrire solamente benefici limitati se il fornitore pecca di fiducia, credibilità, e non porta i risultati promessi. E’ fondamentale che il vendor sia in grado di offrire una tecnologia integrata e tutti i componenti necessari per creare una soluzione su misura con un approccio estremamente personalizzato.

Conclusioni

Mentre l’economia mondiale cerca di stabilizzarsi, occorre che tutti gli istituti si adoperino per garantire il massimo della conformità alle normative. Utilizzando soluzioni specializzate, le banche possono prolungare la vita dei loro sistemi attuali, risparmiando denaro attraverso processi snelli ed efficienti.

Sicurezza, integrità, coerenza dei dati, riduzione dell’intervento manuale, verifiche e controlli mirati, sono tutti elementi in grado di creare una strategia di conformità normativa per il futuro.

 

Zalando a Francoforte si fa valere 5 miliardi

Diciamoci la verità. Solo 5 o 6 anni fa, e parliamo già di un periodo di forte propensione al digitale di un po’ tutte le nostre abitudini di spesa, quanti di voi avrebbero scommesso  che un giorno con il pc avremmo anche potuto vestirci da capo a piedi? Pochissimi. Qualcuno per la verità ci aveva pensato ma c’era un limite che dagli analisti di allora veniva visto come insormontabile: il problema era della prova degli abiti, ovviamente non praticabile se si acquista online.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata ed anche le tendenze negli acquisti via web sono cambiate. Lo dimostra il boom dei primi e-commerce dedicati all’abbigliamento, dove chi vuole con un pc ed una carta di credito, può scegliere scarpe, abiti ed accessori per definire il proprio look in base alla moda del momento, rimanendo comodamente a casa, e lo dimostra anche l’ultima evoluzione di questa tendenza che è lo shopping mobile, ovvero l’acquisto online di vestiti e quant’altro direttamente da smartphone e tablet.

Ma tutto questo viene ampiamente e definitivamente certificato da quello che è stato l’incredibile successo della quotazione in borsa di quella azienda, la tedesca Zalando, che proprio dell’e-commerce di abbigliamento ha fatto il suo cavallo di battaglia.

Dopo essere cresciuta per cinque anni di seguito macinando bilanci che nelle ultime review hanno superato le 9 cifre, Zalando a partire dallo scorso 3 di ottobre è anche sbarcata in borsa. Si tratta di un passo coraggioso ma anche inevitabile per l’e-commerce tedesco che tramite la raccolta azionaria punta a consolidare il proprio capitale aprendosi ai mercati, e mettendo così in pancia quei soldi che serviranno a finanziare i futuri investimenti, uno step imprescindibile per una realtà che è già mondiale ma vuole continuare a crescere.

A tenere le fila dello sbarco in borsa di Zalando ci hanno pensato Deutsche Bank e Jp Morgan come i joint bookrunners mentre Morgan Stanley, Goldman Sachs e Credit Suisse stanno rivestendo il ruolo di  advisor dell’intera operazione.

Ebbene, sapete qual è la valutazione che gli stessi analisti che ieri storcevano il naso sull’e-commerce applicato all’abbigliamento oggi danno a Zalando? Si parla di 5 miliardi di euro. Per intendersi su quelli che sono i volumi in campo basti considerare che la raccolta nazionale della famosa IMU nel 2012 fu di “solo” 4 miliardi di euro, ovvero uno in meno di quello che Zalando vale da sola.

In realtà l’apertura di Zalando ai mercati era iniziata un po’ prima del 3 ottobre. Già a partire dal 18 settembre erano iniziati gli acquisti in Germania e in Lussemburgo da parte dei fondi di investimento, ed negli Stati Uniti da parte degli investitori istituzionali.

L’attuale proprietà di Zalando è in mano a diversi investitori; il 36% è detenuto dalla svedese Ab Kinnevik, il 17% da Global Founders , l’8% da  Dst Europe (8%) e l’altro 8% dalla Holtzbrinck Ventures.

Qual è stata la reazione della borsa all’arrivo di Zalando. Sulle prime il titolo si è assestato su un valore del 12% superiore a quello di lancio oscillando tra un controvalore per azione che è variato tra i 22 ed i 30 euro.

A commentare questi primi giorni di Zalando in borsa ci ha pensato Rubin Ritter membro del CDA dell’azienda tedesca. Secondo Ritter il debutto di Zalando in borsa è stato assolutamente positivo sia se lo si va a relazionare con il quadro macroeconomico globale sia per quello che è stato il percorso di crescita dell’azienda negli ultimi 6 anni. Ritter ha inoltre confermato come sia volontà dell’azienda utilizzare i ricavi della quotazione per investire in marketing ed in tecnologia. Un segnale che da il polso di come nel quartier generale di Berlino non ci adagi sugli allori ma si punti sempre alla prossima sfida da inseguire e vincere.

Mediobanca vola oltre i confini con l’obbligazione Mediobanca Dollaro

Ha esordito da opoco sul segmento EuroMOT del mercato telematico di Borsa Italiana la nuova obbligazione targata Mediobanca: Mediobanca Dollaro 3% 2014/2019.

L’Istituto di piazzetta Cuccia ha scelto di tornare sul MOT con un’obbligazione in Dollari Usa a tasso fisso. La cedola annua lorda riconosciuta ai possessori di Mediobanca Dollaro è del 3% (cedola annua netta 2,22%) e la durata dell’obbligazione di cinque anni (2014/2019).

L’acquisto e la vendita sul mercato, il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale avvengono nella valuta di emissione che è il Dollaro Usa. Le obbligazioni Mediobanca Dollaro 3% 2014/2019 sono quindi soggette al rischio di cambio, in quanto denominate in valuta diversa dall’Euro.

Poiché le obbligazioni Mediobanca Dollaro sono acquistate sul mercato, il rendimento effettivo annuo lordo dipenderà anche dal prezzo di acquisto delle stesse sul mercato.

Le obbligazioni Mediobanca Dollaro 3% 2014/2019 non potranno essere rimborsate anticipatamente. Standard&Poor’s ha assegnato alle obbligazioni Mediobanca Dollaro 3% 2014/2019 lo stesso rating assegnato all’Emittente Mediobanca, vale a dire BBB.

UniCredit e Visa Europe lanciano MyPay la carta di debito dedicata ai privati

UniCredit in collaborazione con Visa Europe lancia MyPay, la carta di debito dedicata ai privati abbinata a VPay, la piattaforma di debito paneuropea di Visa che permette prelievi e pagamenti in tutta Europa con la massima tranquillità. E’ un prodotto tra i più sicuri sul mercato, grazie alla tecnologia chip e PIN per le transazioni, e tra i più innovativi perché dotato di tecnologia contactless e predisposto i pagamenti attraverso gli smartphone.

 MyPay viene offerta ai consumatori con funzionalità e caratteristiche tecniche nuove rispetto alle tradizionali carte di debito presenti oggi sul mercato italiano a cominciare dai livelli di personalizzazione previsti per i titolari, gestibili anche online tramite il servizio di banca multicanale. Il cliente, infatti, potrà scegliere di personalizzare MyPay con due funzionalità opzionali: “Travel” che consente di accedere ai prelievi in tutto il mondo e amplia, in ambito assicurativo, le garanzie a beneficio del titolare e del suo nucleo familiare in viaggio; “Shopping Plus” che permette al titolare di MyPay di effettuare acquisti anche su Internet e di fruire di una copertura assicurativa fino al 100% del valore del bene acquistato e di un’estensione a 3 anni della garanzia.

Con la nuova carta di debito il titolare può beneficiare dell’assicurazione durante i prelievi agli sportelli automatici, utile in particolare per clientela non particolarmente a proprio agio con le operazioni bancarie automatizzate.

MyPay, grazie alla tecnologia contactless, permette di fare acquisti semplicemente avvicinando la carta al terminale di accettazione abilitato e per importi fino a 25 euro senza digitare il PIN.

Inoltre chi richiederà MyPay entro il 30 giugno 2015 ritirerà un nuovo apparato Telepass in agenzia e potrà beneficiare della riduzione del 50% sul canone Telepass Family, per sempre.

UniCredit in collaborazione con Visa lancerà inoltre, a breve, Always una carta di debito dedicata alle Piccole e Medie Imprese che consentirà di effettuare prelievi e pagamenti in tutto il mondo, anche online.

I design delle nuove carte si distinguono, infine, per una grafica ad orientamento verticale che sottolinea il nuovo corso di questa ultimissima generazione di carte di debito rispetto al passato.

MyPay è già disponibile presso tutte le agenzie UniCredit in Italia, mentre la commercializzazione di Always è prevista dal 3 novembre 2014.