Che cos’è la Cessione del Quinto dello Stipendio?

La “cessione del quinto”, di cui spesso si sente parlare, è una particolare tipologia di prestito che si caratterizza per il rimborso che viene effettuato tramite rate costanti trattenute direttamente nella busta paga, che possono raggiungere al massimo un quinto dello stipendio netto (da cui il nome).

Una ulteriore caratteristica della cessione del quinto è quella di essere un prestito non finalizzato:non collegato cioè ad un impiego specifico (come può essere un finanziamento per l’acquisto a rate di un’auto o di un elettrodomestico) e quindi permette a chi lo richiede di impiegare la somma come meglio si desidera.

Il rimborso della cessione del quinto, come abbiamo già accennato, avviene tramite trattenuta diretta sulla busta paga effettuata dal datore di lavoro. Si tratta una soluzione che è favorevole non solo per i creditori (l’insolvenza volontaria del debitore è praticamente impossibile, dato che una volta dato il proprio consenso alla trattenuta in busta paga, il cedente non può più revocare il pagamento finché il debito non è saldato), ma da un certo punto di vista anche per i debitori: uno dei rischi dei prestiti è talvolta quello di impiegare le somme ricevute per acquisti “ordinari” per i quali il reddito è insufficiente. Si tratta di uno scenario che però ha come effetto collaterale il rischio di non essere in grado di rimborsare il prestito, spesso a causa del fatto che chi lo ha richiesto ha poco chiaro il valore della rata e le modalità di rimborso. Nel caso della cessione del quinto, la chiarezza per il debitore è spesso molto maggiore.

L’importo massimo di questo tipo di prestito può arrivare anche a somme relativamente elevate (verificando su alcuni siti di informazioni sulla cessione del quinto si può vedere che si può arrivare anche a importi di 50.000 euro), e la durata massima consentita del rimborso è di 120 mesi (10 anni). L’importo ottenibile dipende dai requisiti del richiedente, anche se va detto che in molti casi anche chi ha avuto una storia creditizia non perfetta può accedere a questo tipo di prestiti per la loro natura di prestiti garantiti.

Oltre a essere richiesti per nuovi acquisti o investimenti, i prestiti cessione del quinto vengono spesso utilizzati come consolidamento di più prestiti esistenti, che vengono così consolidati in un’unica rata (tipicamente meno elevata della somma delle altre, grazie alle economie di scala sui costi di gestione e al tasso uniformato).

Cresce l’offerta di CheBanca!: al via Risparmio Gestito

CheBanca! – la banca retail del Gruppo Mediobanca – lancia Risparmio Gestito e prosegue nel suo percorso di crescita e di “innovazione”  in perfetta sintonia con quanto delineato nel piano industriale del Gruppo a giugno 2013.

“Il lancio del risparmio gestito è il coronamento di un anno estremamente positivo per CheBanca! – commenta Gian Luca Sichel amministratore delegato di CheBanca! – un anno di grande crescita. Lo dimostrano i numeri – abbiamo superato il mezzo milione di clienti, quasi raddoppiato il numero di conti correnti e toccato il miliardo di raccolta amministrata –  e i progetti realizzati: il conto corrente web, l’introduzione della Firma Elettronica Avanzata, la nuova App, il lancio della piattaforma di shopping online. Con il Risparmio Gestito andiamo a completare la nostra offerta e poniamo un altro importante tassello nello sviluppo della banca.”

Tre le caratteristiche distintive della nuova offerta:

  • ACCESSIBILITÀ: i clienti possono scegliere liberamente fra 1800 fondi delle più importanti case di investimento.
  • TRASPARENZA E CONVENIENZA: un unico costo di gestione, nessun costo di sottoscrizione, uscita o switch.
  • SEMPLICITÀ: per guidare i clienti meno esperti, CheBanca! mette a disposizione sul sito e sull’homebanking numerosi tool.

“i clienti oggi ricercano soluzioni di risparmio flessibili, comprensibili e trasparenti.” – commenta Roberto Ferrari direttore generale di CheBanca! – da noi è possibile trovare risposta a questi bisogni. Il cliente è libero di scegliere l’approccio che gli è più congeniale:accedere in autonomia ad un’ampia scelta di fondi oppure farsi aiutare dai tool dedicati sul sito o recarsi in filiale. Con un unico costo, quello di gestione. La nostra ambizione, come sempre, è di rappresentare una via diversa, creare un’offerta e un servizio che sul mercato ancora non esiste. Fedeli al nostro DNA: essere semplici, diretti ed efficienti”.

“Google Tax”: un grave autogol per l’economia italiana

L’idea della “Google Tax” può essere buona, di per sé: chi genera profitti in Italia deve essere tassato secondo le regole italiane. Ma come spesso capita nel nostro paese, l’applicazione pratica di un concetto in teoria condivisibile è fatta in modo pessimo, con soluzioni che sono peggiori del male.

Il problema centrale è che la legge, per tassare Google ed Amazon, va a vietare di acquistare beni o servizi online da chi non è titolare di una partita IVA italiana.  Un divieto che non si applicherà certo solo alle multinazionali, ma anche e soprattutto agli italiani. C’è un libro che sulla versione italiana di Amazon non trovate ma c’è nello store americano? Se lo comprate commettete un reato. Giusto per fare l’esempio più facile e comprensibile.

Il secondo problema è a chi si applica l’obbligo: la norma parla di “siti accessibili dall’Italia”, ma pe rfare un esempio anche amazon.fr è accessibile dall’Italia. O l’intento è che agli Italiani venga vietato di visitare siti stranieri non autorizzati?

Terzo e forse anche più importante: cosa fa pensare che norme analoghe non vengano applicate dall’estero verso le aziende italiane? Alla faccia dell'”agenda digitale” che doveva spingere le PMI ad utilizzare la rete per proporre anche all’estero i propri servizi e prodotti, specie le eccellenze del Made in Italy. L’internazionalizzazione diventerebbe ingestibile per le realtà medio piccole.

Ultimo, ma non ultimo: più di qualcuno ha osservato che Google paga le tasse in Irlanda per un motivo ben specifico, e cioè che l’Irlanda, all’interno dell’Unione Europea, è stata incoraggiata ad attuare politiche fiscali “leggere” per attirare investimenti in quanto area economicamente svantaggiata. Sicuramente è un fatto che può (e deve) essere ridiscusso oggi con la crisi economica. Ma allo stato attuale è esattamente paragonabile alle agevolazioni fiscali per gli investimenti nel sud italia, che allora a questo punto dovrebbero essere eliminate per lo stesso principio.

 

Guadagnare con le opzioni binarie con l’analisi tecnica

Se vuoi ottenere dei guadagni concreti dall’investimento in opzioni binarie devi prima di tutto avere una strategia di trading che possa offrirti la possibilità di ottenere dei segnali di entrata a mercato semplici e allo stesso tempo efficaci. Una strategia di trading in opzioni binarie si basa essenzialmente sulle probabilità a favore, ossia, sulle probabilità che un dato evento possa portare ad un movimento di prezzo sfruttabile. In questa breve guida ci occupiamo di quei movimenti che per loro natura portano nella misura più probabile ad un movimento di prezzo di tipo direzionale, o meglio ad una tendenza di brevissimo periodo.

Per comprendere le opportunità di trading che si “nascondono” nei mercati dobbiamo utilizzare gli strumenti che ci vengono in aiuto dall’analisi tecnica dei mercati finanziari. Uno degli strumenti che possiamo utilizzare per ottenere buoni risultati è la teoria delle trend line. Una trend line è una retta che unisce i punti di massimo, in caso di tendenza ribassista, ed i punti di minimo, nel caso di tendenza rialzista. Quando il prezzo rompe la sua trend line, allora vi sono buone probabilità che ci si trovi in una inversione di tendenza, ossia, ci si trovi proprio nella fase di passaggio tra una tendenza ed un altra di senso opposto.

STRATEGIA

Per effettuare la strategia abbiamo bisogno semplicemente di impostare il time frame del nostro grafico a 30 minuti, in questo modo potremmo osservare le tendenze di breve periodo che si vengono a formare durante la giornata. Una volta individuato l’asset o gli asset che presentano una tendenza, tracciamo le trend line opportune ed attendiamo che il prezzo le infranga.

Quando ciò accade dobbiamo attendere che la sessione successiva di chiuda effettivamente aldilà della tendenza, in questo modo evitiamo i falsi segnali ed aumentiamo le nostre probabilità a favore.

grafico

 

La scadenza dell’opzione binaria scelta dovrà essere di 1 ora:

Se siamo in presenza di una inversione rialzista, allora acquisteremo opzioni binarie di tipo Call.

Se siamo in presenza di una inversione ribassista, allora acquisteremo opzioni binari di tipo Put.

Per altre strategie sulle opzioni binarie vai al sito: opzionebinaria.eu