Sesto rapporto sulla stabilità finanziaria, novembre 2013

1 Flares 1 Flares ×

La Banca d’Italia ha pubblicato il Sesto Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, di novembre 2013. Ecco alcuni elementi salienti.

La crescita mondiale resta moderata – La crescita dell’economia mondiale è ancora moderata e connotata da andamenti eterogenei tra le varie aree. Sulle economie emergenti pesano condizioni finanziarie meno favorevoli rispetto al passato e, in qualche caso, squilibri macroeconomici accumulati nella fase di rapida crescita. In alcuni grandi paesi avanzati permangono incertezze sul futuro corso delle politiche di bilancio.

 

In Europa i rischi per la stabilità finanziaria si attenuano ma rimangono significativi – Nell’area dell’euro, dove si profila la ripresa ciclica, il rischio principale resta il riavviarsi di una spirale negativa tra fragilità dell’economia, crisi dei debiti sovrani e vulnerabilità delle banche. I mercati finanziari sono ancora segmentati; migliora, ma rimane discontinuo, l’accesso ai mercati della raccolta all’ingrosso da parte degli intermediari. La qualità del credito peggiora, non solo nei paesi più colpiti dalla crisi.

 

In Italia ci sono segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico – In Italia i sondaggi tra le imprese indicano un arresto del calo dell’attività produttiva, ma la dispersione delle opinioni è ampia e le prospettive restano incerte. Prosegue il miglioramento dei conti con l’estero, anche grazie alla tenuta delle esportazioni. Nel settore immobiliare il numero di compravendite si è stabilizzato, ma la discesa dei prezzi delle abitazioni prosegue, pur attenuandosi. Sul mercato dei titoli di Stato le condizioni di liquidità sono migliorate e i rendimenti sono scesi. I non residenti hanno continuato a effettuare acquisti netti. Va proseguito il consolidamento dei conti pubblici, per contenere i premi per il rischio sui titoli di Stato e assicurare condizioni creditizie favorevoli alla ripresa.

 

Resta solida la condizione finanziaria delle famiglie – Malgrado la flessione del reddito disponibile, la condizione finanziaria delle famiglie indebitate rimane nel complesso solida. I bassi tassi di interesse e i provvedimenti a sostegno dei mutuatari contribuiscono a contenere l’onere del servizio del debito; la quota di nuclei familiari finanziariamente vulnerabili non è cresciuta; resterebbe stabile anche nel prossimo anno.

 

Prosegue il calo della redditività delle imprese – La redditività delle imprese è in diminuzione per il protrarsi della recessione. L’incidenza delle aziende finanziariamente fragili (con un peso elevato degli oneri finanziari sul MOL) è aumentata. L’elevata incertezza circa i tempi e l’intensità della ripresa economica, e le difficili condizioni di accesso al credito (in particolare per le piccole e medie imprese) rimangono fonti di rischio.

 

Il credito continua a flettere – Prosegue la contrazione del credito. Vi contribuiscono sia la debolezza della domanda sia l’intonazione restrittiva dell’offerta di finanziamenti da parte delle banche, a sua volta connessa soprattutto con la crescente rischiosità delle imprese. Con il miglioramento della congiuntura la flessione del credito si attenuerebbe nel corso del 2014. È aumentato il ricorso al mercato obbligazionario da parte delle grandi aziende.

 

È in via di realizzazione il primo stadio dell’Unione bancaria europea – Sta iniziando l’esercizio di valutazione complessiva (comprehensive assessment) della situazione delle maggiori banche dell’area del-l’euro, nell’ambito del meccanismo unico di vigilanza bancaria a livello europeo. L’esercizio, a cui parteciperanno 15 grandi e medi istituti italiani, può portare benefici significativi al nostro sistema bancario: esso renderà i bilanci bancari più trasparenti e confrontabili tra paesi, contribuendo a ridurre la frammentazione dei mercati finanziari e a migliorare le condizioni di raccolta.

 

La qualità del credito risente della recessione… Il principale problema delle banche italiane è rappresentato dall’aumento dei prestiti deteriorati dovuto alla prolungata recessione, concentrato nei crediti alle imprese. Dati preliminari indicano che nel terzo trimestre di quest’anno l’incidenza del flusso di nuove sofferenze sul complesso dei prestiti avrebbe cessato di crescere; scenderebbe gradualmente nel 2014, pur rimanendo elevata. In prospettiva, occorrerà ridurre la consistenza dei crediti deteriorati. Il comprehensive assessment, dissipando l’incertezza sulla qualità dei bilanci bancari, dovrebbe favorire la ripresa del mercato delle cartolarizzazioni.

 

…e incide sulla redditività delle banche; i tassi di copertura sono stabili – La redditività operativa delle banche è in larga parte assorbita dalle perdite su crediti. Per il sistema nel suo complesso, il risultato di gestione sarebbe in grado di far fronte alle perdite su crediti sia quest’anno sia nel 2014. I tassi di copertura (misurati dal rapporto tra le rettifiche di valore su crediti e le partite deteriorate) si mantengono stabili; prosegue l’azione di controllo sull’adeguatezza delle rettifiche da parte della Vigilanza.

 

L’esposizione delle banche in titoli pubblici si è ridotta nel terzo trimestre – Gli acquisti di titoli pubblici italiani da parte delle nostre banche si sono intensificati dalla fine del 2011. Vi ha contribuito l’ampliarsi del differenziale tra i rendimenti unitari (al netto del rischio) degli investimenti in titoli e quelli dei prestiti. Nel terzo trimestre del 2013 si sono registrate vendite nette di titoli, in concomitanza con i segnali di ripresa dell’economia e con l’attenuarsi delle tensioni sui mercati della raccolta all’ingrosso.

 

La raccolta bancaria flette; il funding gap è sceso a valori contenuti – La provvista delle banche è in contrazione dalla primavera scorsa, riflettendo il graduale rimborso dei finanziamenti dell’Eurosistema e, più di recente, il lieve calo della raccolta al dettaglio, dovuto in parte alle politiche commerciali delle banche. Anche la raccolta netta sui mercati all’ingrosso rimane negativa, ma si registra una ripresa dei collocamenti, agevolata dal calo del premio per il rischio sui titoli di Stato italiani. Il funding gap è sceso a valori contenuti nel confronto storico.

 

La posizione patrimoniale delle banche continua a rafforzarsi – Il rafforzamento della posizione patrimoniale delle banche è proseguito senza il ricorso a fondi pubblici; dall’avvio della crisi il sostegno statale alle banche italiane – effettuato unicamente sotto forma di prestiti – è stato assai contenuto sia in valore assoluto sia nel confronto internazionale. Gli esercizi condotti dalla Banca d’Italia e dal Fondo monetario internazionale confermano che il sistema bancario italiano non presenta nel suo complesso forti necessità di ricapitalizzazione, anche in condizioni di stress. La leva finanziaria è contenuta nel confronto con le altre banche europee.

 

La situazione delle assicurazioni è solida – La posizione patrimoniale delle imprese assicurative rimane solida. Proseguono l’aumento della raccolta premi e la riduzione del rischio di liquidità. La redditività è soddisfacente. Dato l’elevato ammontare di titoli di Stato in portafoglio, le compagnie rimangono sensibili a un eventuale riacutizzarsi delle tensioni sul fronte del debito sovrano.

 

Sui mercati monetari le tensioni dei mesi estivi sono rientrate – Le condizioni di liquidità dei mercati finanziari italiani si sono riallineate a quelle prevalenti prima della crisi. Le tensioni sui tassi a brevissimo termine osservate in giugno e luglio sono rientrate all’inizio di agosto.