Indice di Benessere Finanziario delle famiglie: dopo l’estate un segnale di ripresa

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Il comfort finanziario percepito dalle famiglie italiane mostra in autunno un segnale di ripresa, dopo il minimo storico toccato la scorsa primavera. L’ultima rilevazione dell’Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT arriva infatti a 41,2 punti, in leggera risalita rispetto ai 40,8 punti dello scorso trimestre.

L’Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT, lo ricordiamo, è l’indicatore sintetico che misura il benessere (o comfort) percepito in relazione alle sei dimensioni della finanza personale (risparmio, reddito, bollette e spese, investimenti, debito a lungo termine e a breve termine), su una scala da 0 a 100, dove 100 = massimo comfort,  50 = medio comfort e 0= massimo disagio.

La dimensione più positiva è quella relativa agli investimenti che mostra un miglioramento, risalendo da 54,2 punti a 55,3, un dato coerente con la relativa stabilità dei mercati finanziari della scorsa estate. Si conferma ai minimi storici invece la dimensione del risparmio, a quota 37,8 punti, sostanzialmente stabile rispetto alla scorsa primavera.

La preoccupazione sul fronte dei risparmi si lega alle dimensioni del livello di reddito e del pagamento delle bollette, sostanzialmente ferme ai minimi registrati negli oltre due anni di rilevazione dell’IBF (rispettivamente a quota 42 e 43,5).

In diminuzione, invece, la soddisfazione sull’indebitamento a lungo termine, corrispondente ai mutui, che perde 2,5 punti passando da un IBF di 39,3 della scorsa primavera agli attuali 36,8 e raggiunge il minimo storico nei due anni di rilevazione dell’Indice.

Questo dato trova riscontro anche nell’ultima Indagine Internazionale ING su Mutui e Case, condotta a livello europeo su oltre 10.000 risparmiatori, secondo la quale il 46% degli italiani trova difficile pagare la rata mensile di mutuo o affitto, seconda percentuale più alta d’Europa dopo la Spagna. Inoltre l’indagine vede un aumento degli italiani che si aspettano un calo dei prezzi delle abitazioni nel prossimo futuro (il 37,8% se lo aspetta, rispetto al 27% media europea e al 30% dello scorso anno).

“L’attuale livello dell’IBF – commenta Paolo Pizzoli, Senior Economist ING – corrisponde a una moderata insoddisfazione degli italiani verso la propria situazione finanziaria ed è coerente all’attuale contesto economico, caratterizzato da difficoltà sul fronte del mercato del lavoro, alto tasso di disoccupazione in primis, e da un’economia che sta iniziando solo ora a prospettare qualche segno di lieve miglioramento”.