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La burocrazia italiana è al centro di uno studio realizzato da un ricercatore della banca d’Italia. In particolare, il lavoro analizza l’effetto degli oneri burocratici sull’avvio di attività imprenditoriali nelle province italiane.

Negli ultimi anni un’ampia letteratura ha evidenziato l’impatto della regolazione amministrativa sull’attività economica. Le evidenze prodotte riguardano prevalentemente il confronto tra Stati, mentre sono meno esplorati gli effetti delle differenze regolamentari all’interno di un medesimo paese.

In questo studio si analizza il ruolo della regolazione locale sull’avvio di attività imprenditoriali, nella forma di società di capitali, nelle province italiane. Il lavoro si avvale dei dati di un’indagine svolta nel 2008/09 dalla Banca d’Italia sugli oneri amministrativi che gravano sull’attività d’impresa. In particolare, il lavoro verifica se l’avvio di società di capitali si differenzi tra settori e province a seconda della diversa incidenza degli oneri burocratici, in termini di tempi e costi delle procedure amministrative.

Per identificare il ruolo degli oneri burocratici, l’analisi empirica sfrutta la circostanza per cui una data regolamentazione avrà effetti di intensità maggiore nei settori ad elevato ingresso rispetto ad altri che sono, per caratteristiche tecnologiche intrinseche, meno dinamici. I risultati ottenuti evidenziano come tanto i costi quanto i tempi necessari per gli adempimenti burocratici deprimano l’ingresso sul mercato di nuove società di capitali.

Questi risultati non cambiano in modo rilevante tenendo conto di altre variabili territoriali che possono incidere sull’avvio di un’attività imprenditoriale (come il diverso grado di sviluppo economico, il livello di corruzione, nonché le misure di finanziarizzazione e di efficienza delle procedure burocratiche per la cessazione dell’attività).

La direzione delle riforme suggerita implicitamente dai risultati di questa analisi è stata intrapresa successivamente al periodo considerato nel lavoro. L’introduzione della c.d. “Comunicazione Unica”, riducendo il numero delle procedure burocratiche per l’avvio di un’impresa, ha portato a una minore durata delle medesime in tutte le aree territoriali, e in misura più intensa in quelle che presentavano oneri più elevati.

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