Bollettino Economico n. 74, ottobre 2013

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La Banca d’Italia ha pubblicato l’edizione di ottobre del Bollettino economico.

L’espansione globale prosegue, ma senza rafforzarsi – L’espansione dell’attività economica globale prosegue, ma risente di una perdita di slancio delle economie emergenti. Le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso dagli organismi internazionali, anche se negli ultimi mesi sembra essersi arrestato il rallentamento dell’economia cinese. Resta un rischio per l’economia globale l’incertezza sulle scelte immediate di finanza pubblica negli Stati Uniti, dopo la mancata approvazione del bilancio federale e la conseguente interruzione di molti servizi ritenuti non essenziali (shutdown).

 

Nell’area dell’euro sono emersi segnali di ripresa – Nell’area dell’euro il prodotto è tornato a crescere nel secondo trimestre di quest’anno, dopo sei cali consecutivi. Gli indicatori congiunturali più recenti prefigurano una prosecuzione della ripresa, a ritmi moderati, nella seconda parte del 2013. I segnali sono però ancora incerti.

 

Le condizioni sui mercati finanziari sono distese, ma con rendimenti in rialzo – Nei mesi estivi le condizioni sui mercati finanziari internazionali e dell’area dell’euro si sono mantenute nel complesso distese, pur in un contesto di elevata volatilità. L’incertezza sulla prosecuzione dello stimolo monetario negli Stati Uniti ha però innescato un rialzo dei tassi di interesse a lungo termine a livello globale, interrottosi in settembre, anche a seguito delle decisioni della Riserva federale.

 

Sono emersi primi segnali favorevoli per l’economia italiana – Negli ultimi mesi, anche in virtù del miglioramento del ciclo economico europeo, sono emersi per l’economia italiana alcuni segnali qualitativi positivi. Il giudizio delle imprese sulle condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a quelli precedenti la crisi dell’estate del 2011, sia nell’industria sia nei servizi. Il calo della produzione industriale è proseguito in luglio e, in misura minore, in agosto; nel trimestre estivo il ritmo di caduta del PIL dovrebbe essersi pressoché annullato. Si profila, in linea con il quadro prefigurato nel Bollettino economico dello scorso luglio, la possibilità di un’inversione di tendenza dell’attività economica entro la fine dell’anno, cui la ripresa degli investimenti fornirebbe un contributo significativo.

 

Il rafforzamento della fiducia di imprese e famiglie è necessario per la ripresa – L’attività economica sta finora beneficiando del buon andamento delle esporta-zioni. Un sostegno alla domanda interna, dalla quale dipende in larga parte il consolidarsi della ripresa, potrebbe essere fornito dal graduale rafforzamento nella fiducia di famiglie e imprese. Circa metà delle imprese partecipanti ai nostri sondaggi ritiene di aver superato la fase peggiore o si attende un solido miglioramento a breve. Resta comunque elevata la dispersione delle opinioni e la cautela sull’imminenza di una svolta ciclica, indicando che le prospettive rimangono fragili.

 

Il pagamento dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione sostiene la liquidità delle imprese – Nei nostri sondaggi circa un terzo delle imprese che vantano crediti commerciali pregressi nei confronti delle Amministrazioni pubbliche riferisce di aver ricevuto pagamenti di importo non trascurabile e dichiara l’intenzione di destinare le somme a ridurre passività con fornitori e dipendenti, a diminuire l’indebitamento bancario e a finanziare nuovi investimenti. Il pagamento dei debiti commerciali sembra essersi associato a un miglioramento delle prospettive delle imprese che li hanno ricevuti.

 

Si attenua il calo dell’occupazione – La caduta dell’occupazione, intensa nel primo trimestre di quest’anno, si è attenuata nel secondo. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12,0 per cento nel secondo trimestre, aumentando in misura più contenuta rispetto a quelli precedenti.

 

L’inflazione resta bassa – In settembre l’inflazione è scesa allo 0,9 per cento sui dodici mesi, un livello molto basso nel confronto storico; le pressioni dal lato dei costi restano deboli. L’aumento dell’IVA entrato in vigore all’inizio di ottobre eserciterebbe una temporanea spinta al rialzo dell’indice dei prezzi al consumo pari, nell’ipotesi di traslazione totale, a meno di mezzo punto percentuale.

 

Le condizioni del credito sono ancora tese – Le tensioni sull’offerta di prestiti

restano un freno alla ripresa. La flessione dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie è proseguita; qualche segnale di attenuazione delle difficoltà di accesso al credito è riportato dalle imprese nei sondaggi, ma l’offerta di prestiti, che continua a risentire del peggioramento del rischio di credito dovuto al prolungarsi della recessione, è destinata a migliorare solo gradualmente.

 

La raccolta al dettaglio delle banche resta solida; migliora la patrimonializzazione – La congiuntura economica sfavorevole continua a incidere negativamente sulla qualità degli attivi bancari e contiene la redditività degli intermediari. Tuttavia cresce la raccolta al dettaglio; la posizione patrimoniale è migliorata nel primo semestre. La tenuta del sistema bancario italiano e la sua capacità di fronteggiare scenari macroeconomici avversi è stata confermata dal Financial Sector Assessment Program del Fondo monetario internazionale. La BCE sta per avviare la valutazione (comprehensive assessment) delle condizioni delle banche che, con l’entrata in funzione del meccanismo unico di supervisione, saranno vigilate in forma accentrata.

 

Va colta l’occasione offerta dal quadro congiunturale – È essenziale non disperdere le opportunità offerte dal miglioramento del quadro congiunturale dell’area dell’euro e dai primi segnali di stabilizzazione in Italia. Le politiche di sostegno alla liquidità delle imprese stanno avendo effetti favorevoli. L’impegno a promuovere la crescita nell’ambito di un disegno riformatore coerente e sistematico e il rispetto scrupoloso degli obiettivi di bilancio rimangono elementi cruciali per sciogliere i nodi che soffocano la capacità competitiva dell’economia italiana. Il rafforzamento dell’assetto istituzionale europeo, di cui l’Unione bancaria è una tappa fondamentale, dovrà anch’esso contribuire al raggiungimento di condizioni più distese sui mercati finanziari nell’area dell’euro e nel nostro paese, concorrendo a interrompere la spirale negativa tra rischio sovrano e banche.