Banca centrale e governo in un modello di attacchi speculativi

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Uno studio condotto da Giuseppe Cappelletti (Banca d’Italia) e Lucia Esposito (Banca d’Italia) presenta un modello teorico per studiare come la politica monetaria e la politica fiscale possono fronteggiare il rischio di un attacco speculativo.

Il lavoro impiega un modello teorico, nel quale le decisioni di politica monetaria e politica di bilancio influenzano i fondamentali dell’economia e sono osservabili dagli investitori, per analizzare le condizioni in cui può verificarsi un attacco speculativo sul debito pubblico.

Lo studio si inserisce nel filone di letteratura che analizza come le politiche economiche possono fronteggiare il rischio di un attacco speculativo. Nei modelli sin qui sviluppati è presente la sola autorità di politica monetaria.

In questo lavoro viene invece considerata anche l’interazione tra quest’ultima e l’autorità di politica fiscale. Gli investitori, osservando le decisioni di politica monetaria e fiscale, ottengono informazioni sullo stato dell’economia.

La banca centrale, variando il tasso d’interesse, modifica non solo il costo opportunità per gli investitori di effettuare un attacco speculativo ma anche il costo del servizio del debito, e di conseguenza, il suo livello e la sua sostenibilità. Il debito riflette, altresì, le decisioni del governo in merito alla politica fiscale e in particolare al livello dell’avanzo primario. L’analisi mostra che il modello è caratterizzato da equilibri multipli che si differenziano per la probabilità con cui può avvenire un attacco speculativo. La probabilità di successo di un attacco speculativo è minore laddove si realizzi un’azione simultanea delle politiche fiscale e monetaria: il governo persegue un

miglior saldo dei conti pubblici e la banca centrale fissa un tasso di policy più elevato.