€-coin tocca un valore positivo in settembre

In settembre €-coin è salito a 0,12 (da -0,04 in agosto), registrando il primo valore
positivo in due anni.

L’indicatore è stato sospinto dal rafforzamento della fiducia di famiglie e imprese e dal
rialzo dei corsi azionari ai quali si è contrapposta la debolezza dell’attività
manifatturiera e del commercio estero.

€-coin – sviluppato dalla Banca d’Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica
del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. €-coin esprime tale indicazione
in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più
erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). €-coin è
pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia e dal CEPR.

Le prossime date di pubblicazione di €-coin saranno martedì 29 ottobre e venerdì 29
novembre (da confermare).

Giovani e indebitati: il 16% dei prestiti chiesti da chi ha meno di 30 anni

Li chiamavano generazione 1.000 euro e adesso si scopre che, di quella cifra, buona parte viene usata per pagare i prestiti contratti prima ancora di aver compiuto 30 anni. Stando a un’indagine condotta dal comparatore Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) in collaborazione con Prestiti.it (www.prestiti.it), che ha preso in esame oltre 50.000 richieste di prestito personale presentate in Italia da gennaio a luglio 2013, i finanziamenti richiesti dagli under 30 rappresentano quasi il 16% delle domande di prestito personale (15,7%).

Woman showing empty pocket.

Non si deve però cadere in facili moralismi e credere che i giovani italiani che chiedono un prestito personale assomiglino più alla cicala che alla formica: in realtà, sembrano avere la testa sulle spalle e reagiscono come possono alla crisi economica che colpisce loro più di tutti.

La maggioranza vuole un finanziamento per comprare l’auto, ma usata (31,8% dei prestiti totali richiesti) o per avere liquidità con cui affrontare spese varie, magari impreviste (16,5%). Dato poi che comprare casa è sempre più difficile, molti scelgono di ristrutturare quella in cui abitano (magari con i genitori) e allora al terzo posto fra le finalità per cui i giovani si rivolgono a banche e finanziare ecco proprio la ristrutturazione di immobili (9,3%).

«Chi ha oggi meno di 30 anni – dichiara Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti dei due broker online – deve fare i conti con una situazione economica molto diversa rispetto a quella vissuta dai genitori. Per fortuna, però, le nuove generazioni hanno una maggiore consapevolezza delle possibilità offerte dal credito al consumo, inteso non come strumento per condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità, ma per vivere con maggiore serenità le spese da affrontare».

Il profilo tipo del richiedente under 30 corrisponde a quello di un uomo (75% delle domande), di 26 anni che mira ad ottenere un finanziamento pari a 9.650€. Lo stipendio medio di chi ha meno di 30 anni e vuole un prestito personale è pari a 1.470€ e la durata del piano di ammortamento che preferisce è pari a 55 rate, vale a dire 4 anni e 8 mesi.

Non sorprende che le regioni in cui, percentualmente, le richieste di prestito presentate dagli under 30 sono più alte siano anche quelle in cui trovare un impiego è più semplice. Così, se come detto a livello nazionale i finanziamenti ai giovani rappresentano il 15,7% del totale, in Lombardia diventano il 18,4%, in Veneto il 18,2%, in Trentino Alto Adige il 18,1% e in Piemonte il 17,1%.

Cessione del quinto: tutto ciò che bisogna sapere per estinguerlo anticipatamente

Normalmente, i finanziamenti come i prestiti personali con cessione del quinto dello stipendio, vengono richiesti da coloro che si trovano ad affrontare spese impreviste o comunque al di fuori della loro portata, in un ambito temporale molto stretto.

Ma così come ci si può trovare ad avere bisogno di un finanziamento, può accadere al contrario che una serie di entrate possano metterci nella condizione di estinguere anticipatamente il debito contratto.

Per chi fosse interessato a conoscere le modalità di accesso a questo tipo di finanziamenti si consiglia di dare un’occhiata su siti specializzati come questo, dove è possibile leggere la normativa in merito alla cessione del quinto; se invece siete interessati a sapere come funziona l’estinzione anticipata della restituzione del debito, eccovi alcune utili informazioni.

Il primo passo da compiere è ovviamente quello di fare richiesta di estinzione anticipata all’istituto finanziario che provvederà in prima battuta a fornirci un conteggio dettagliato dell’ammontare complessivo del debito restante: esso non è altro che la somma delle rate rimanenti, decurtata degli interessi non maturati, ed aumentata di una penale non superiore alla somma degli interessi non maturati, inferiore al 1% del debito non rimborsato quando l’estinzione avviene oltre un anno prima della scadenza naturale, ed inferiore allo 0.5% del debito residuo per estinzioni che avvengono meno di dodici mesi prima della loro scadenza naturale.

Le penali dovrebbero essere completamente assenti per i prestiti richiesti successivamente al Decreto Bersani del 2007, che ha definitivamente determinato l’illiceità di queste clausole vessatorie.

L’istituto può infine sommare al debito residuo eventuali costi di commissione e di gestione della pratica.

Ricevuta l’entità del debito, ed una volta saldato il totale attraverso un pagamento a favore dell’istituto di credito, quest’ultimo deve rilasciarci una “lettera liberatoria” che attesta l’estinzione del debito. Questo documento va subito inviato al proprio datore di lavoro affinché blocchi i pagamenti mensili tramite cessione del quinto. Nel caso dei pensionati questa richiesta va inviata direttamente all’INPS.

Va infine ricordato che, nel caso al finanziamento fossero associate assicurazioni sul rischio di decesso o di impiego del contraente, quest’ultimo ha diritto alla quota parte della polizza relativa al periodo di assicurazione “non goduto”, derivante dall’estinzione anticipata del debito.

Turnover cambi e derivati

Nel mese di aprile del 2013 la Banca d’Italia ha condotto la consueta indagine triennale sul volume delle transazioni effettuate dalle principali banche residenti sui mercati dei cambi e dei derivati OTC su valute e tassi di interesse.

Nell’aprile del 2013 il volume lordo complessivo delle negoziazioni in cambi e in derivati su valute riferito all’intero sistema è stato di 529 miliardi di dollari, 494 al netto della doppia contabilizzazione; nel 2010 tali valori erano rispettivamente pari a 708 e 682 miliardi di dollari. Il volume medio giornaliero degli scambi, considerati i 20 giorni lavorativi del mese di riferimento, è stimato in circa 25 miliardi di dollari (32 nel 2010). Aggiungendo al mercato dei cambi i derivati sui tassi d’interesse, il volume lordo mensile è stato di 1.089 miliardi di dollari, 994 al netto della doppia contabilizzazione (1.460 e 1.304 nel 2010). Il volume medio giornaliero degli scambi è sceso al di sotto dei 50 miliardi di dollari (62 nel 2010).

Banca d’Italia: Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012

L’indagine annuale svolta dalla Banca d’Italia sull’onerosità dei conti correnti delle famiglie raccoglie informazioni sui costi effettivamente sostenuti, riportati negli estratti conto di un campione di conti detenuti presso banche operanti in Italia (incluso BancoPosta).

La spesa media di gestione nel 2012 dei conti correnti inclusi nel campione si attesta a 103,8 euro, 4,1 euro in meno rispetto all’anno precedente e 6,7 in meno rispetto al 2010).

La flessione è dovuta alla combinazione di una riduzione delle spese fisse (57,3 per cento del totale) e del numero medio di operazioni (da 132,7 a 132,4). Si sono ridotti in particolare i canoni di base e le “altre spese fisse”.

Le spese variabili (28,3 per cento del totale) sono in crescita di 1,7 euro, in particolare le “altre spese variabili” e il costo medio dei bonifici; si sono invece ridotte le spese per prelievi presso ATM e le spese di scrittura.La crescita delle commissioni unitarie ha comportato un aumento del costo medio per operazione (al netto degli oneri su affidamenti e scoperti di conto corrente) da 1,5 a 1,8 euro.

L’ammontare delle spese fisse spiega gran parte della variabilità dei livelli dei costi osservata tra i correntisti; l’onerosità complessiva è positivamente correlata all’anzianità dei conti, oltre che al numero di operazioni.

A partire dal mese di ottobre 2012 sono entrate pienamente a regime le nuove disposizioni sulla remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti ed è stata definitivamente vietata la commissione di massimo scoperto; gli oneri corrisposti in caso di affidamenti e di scoperti di conto (esclusi gli interessi) sono pari a 14,7 euro, in diminuzione di 2,7 euro rispetto al 2011.