€-coin segna un lieve peggioramento in giugno

In giugno €-coin ha subito una lieve flessione, la seconda consecutiva, a -0,18% da -0,15 in maggio.

 Il risultato è ascrivibile alle tensioni registrate sui mercati finanziari, solo in parte controbilanciate dai segnali più favorevoli giunti dalle inchieste qualitative presso famiglie e imprese e dalla produzione industriale in aprile.
 €-coin – sviluppato dalla Banca d’Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. €-coin esprime tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). €-coin è pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia e dal CEPR.

 

Giugno 2012 -0,17
Luglio 2012 -0,24
Agosto 2012 -0,33
Settembre 2012 -0,32
Ottobre 2012 -0,29
Novembre 2012 -0,29
Dicembre 2012 -0,27
Gennaio 2013 -0,23
Febbraio 2013 -0,20
Marzo 2013 -0,12
Aprile 2013 -0,10
Maggio 2013 -0,15
Giugno 2013 -0,18

 

Ricerca studia gli effetti dei contratti di programma

Una ricerca ha approfondito gli effetti dei Contratti di Programma, strumenti che hanno lo scopo di incentivare investimenti industriali nelle aree in ritardo di sviluppo, per valutarle l’efficacia.

 

Il lavoro valuta l’efficacia dei Contratti di Programma nei comuni meridionali italiani.Tali strumenti, istituiti nel 1986 nell’ambito dell’Intervento Straordinario nel Mezzogiorno, sono accordi tra l’Amministrazione centrale dello Stato e aziende private (grandi imprese, gruppi di imprese e consorzi di piccole e medie imprese) finalizzati ad incentivare investimenti industriali nelle aree in ritardo di sviluppo. L’accordo prevede che il finanziamento pubblico sia condizionato all’approvazione di un piano industriale con cui vengono fissati degli obiettivi, principalmente in termini occupazionali. 

I Contratti di Programma hanno rappresentato una delle principali misure con finalità di riequilibrio territoriale. Al 2010 i comuni meridionali interessati dall’intervento erano pari a 413; a partire dall’istituzione
dello strumento, a quella data i fondi pubblici nel complesso trasferiti per iniziative industriali localizzate nel Meridione risultavano pari a circa 6 miliardi di euro. 
L’analisi suggerisce che l’efficacia dei Contratti di Programma sarebbe risultata complessivamente modesta nel promuovere investimenti e occupazione.

Nei comuni interessati da un Contratto di Programma, in particolare, vi è evidenza di un modesto effetto positivo sulla crescita del numero di stabilimenti e degli occupati nel settore industriale e dei servizi privati non finanziari. Questo effetto, tuttavia, sarebbe avvenuto per lo più a discapito delle aree
confinanti: l’intervento sembra infatti avere indotto un trasferimento dell’attività economica dalle aree limitrofe non interessate da tali misure verso quelle in cui era localizzata un’iniziativa imprenditoriale agevolata.

I risultati indicano, infine, che
l’efficacia dell’inizativa è risultata modesta
sia per i Contratti di Programma che miravano
a incentivare l’insediamento nel Meridione di
grandi imprese o gruppi industriali, sia per
quelli che intendevano favorire forme di
imprenditoria locale e finanziavano consorzi
di piccole e medie imprese già presenti sul
territorio.

Le aree a maggiore presenza di criminalità organizzata ricevono più fondi pubblici

Farà probabilmente discutere una ricerca pubblicata dalla Banca d’Italia (per quanto è bene sottolineare che questi studi non ne rappresentano l’opinione, ma solo “il contributo al dibattito scientifico da parte degli autori) che evidenzia come le aree a maggiore  presenza di criminalità organizzata ricevono più fondi pubblici.

Il lavoro valuta empiricamente l’ipotesi che territori caratterizzati dalla presenza di criminalità organizzata ricevano, a parità di altre condizioni, maggiori incentivi pubblici alle imprese.

L’analisi si concentra sui Comuni di una regione italiana con una diffusa presenza della criminalità organizzata nel periodo 2004-09. Sulla base di dati dettagliati sui crimini commessi a livello comunale, si assume che i Comuni con presenza di criminalità organizzata siano quelli il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose oppure quelli per i quali nel periodo in esame si è avuto almeno un reato, un fatto di rilevanza investigativa o un provvedimento, tutti riconducibili all’art. 416-bis del Codice penale associazione di tipo mafioso).

L’ammontare di incentivi alle imprese è misurato dai fondi erogati sulla base della legge 488/92, uno dei principali strumenti di politica industriale volti al riequilibrio territoriale. I risultati indicano che, tenuto conto di altre possibili determinanti dell’accesso ai fondi (come il grado di sviluppo economico, la specializzazione settoriale e la dotazione di capitale sociale), territori comunali caratterizzati dalla presenza di criminalità organizzata hanno una probabilità significativamente più elevata di ricevere gli incentivi e
ottengono un maggiore ammontare di contributi per addetto.

I risultati appaiono robusti rispetto a diverse specificazioni. L’effetto della criminalità organizzata sui fondi erogati alle imprese potrebbe segnalare forme di corruzione e cattiva allocazione della spesa pubblica o, al contrario, la volontà delle autorità di contrastare la presenza della criminalità organizzata attraverso la spesa pubblica per investimenti produttivi. Ulteriori evidenze contenute nel lavoro, tuttavia, suggeriscono una maggiore verosimiglianza della prima ipotesi.