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Il tema della permanenza dell’Italia nell’euro torna di attualità dato che il Movimento 5 Stelle avrebbe tra i suoi propositi un referendum sull’euro. Chi segue questo blog probabilmente sa già che a nostro parere un’uscita dall’euro sarebbe un disastro per l’economia italiana, dato che il fatto che “si stesse meglio quando c’era la lira” ci sembra una pura illusione.

Ma del resto, crediamo anche che sia giusto che ciascuno faccia le proprie scelte, purché consapevoli. Quindi perché anziché “uscire dall’euro” non affianchiamo la lira (o come vogliamo chiamare la moneta locale) all’euro? Chi lo desidera, potrà essere pagato in lire e convertire i propri risparmi in lire. Chi preferisce l’euro, se li tiene in euro.

I negozi dovrebbero essere obbligati ad accettare le nuove lire, chiaramente senza però nessun vincolo di cambio con l’euro (altrimenti a cosa serve un’altra moneta se ha un cambio fisso?).

La nostra opinione è che ben pochi sceglierebbero di essere pagati in lire anziché in euro, potendo scegliere. Sappiamo tutti che la lira è destinata ad essere una moneta che si svaluterà e che avrà un inflazione più elevata. Può anche darsi che l’introduzione dell’euro non sia avvenuta in modo perfetto, ma accusare l’euro delle difficoltà economiche italiane è cercare un capro espiatorio comodo (non ci si dica che i ridotti investimenti in innovazione, o il mancato sostegno ai settori industriali emergenti sono fattori secondari).

Chi guadagnerebbe da un uscita dell’Italia dall’euro è chi riuscisse ad evitare un cambio dei propri capitali: se la nuova lira si svalutasse del 20%, chi mantenesse l’euro si troverebbe il 20% più ricco (o meglio, tutto quello che compra gli costerebbe il 20% in meno: il risultato è di fatto lo stesso). Ma ad evitare il cambio non sarebbero certo i ceti  bassi e medio-bassi della popolazione. Piuttosto, ci guadagnerebbero i ricchi che hanno i propri capitali all’estero, o che sono in grado di portarli all’estero.

Non sappiamo se ci sarà mai veramente un referendum sull’euro. Però in quel caso ricordate una cosa, quando voterete: la domanda a cui risponderete non è un quesito astratto, ma è semplicemente “volete essere pagati in lire anziché in euro?“. Poi fate la scelta che volete, ma ricordatevi che quello di cui si sta parlando è questo.

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