1 Flares 1 Flares ×

Si sono fatte sentire forti le polemiche sulla proposta (bocciata) di risolvere la crisi economica di Cipro con un prelievo tra il 5 e il 10% dei depositi nei conti correnti. Come detto la proposta ha trovato una solida opposizione ed è stata bocciata.

La domanda che noi ci facciamo però è questa: se in alternativa si fosse ipotizzato di convertire i depositi in una nuova valuta locale, ci sarebbero state le stesse proteste?

Ma allora, ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse in che modo vedere sostituire i propri risparmi con qualcosa che vale il 20 o il 30% in meno (ma nel caso di Cipro potrebbe essere anche il 50%: questo vuol dire quando si parla di “svalutare una  moneta“) sia meglio che vederne “prelevato” il 5-10%. Tanto più che nel primo caso il taglio lo subiscono anche gli stipendi.

PS: Non stiamo dicendo che il prelievo dai conti correnti è una soluzione ideale. Stiamo dicendo che ci sono soluzioni peggiori.

Comments

  1. Ovviamente si, e, di nuovo, mi stupisco di come si possa sostenere il contrario:
    1: svalutando io NON sono più povero il giorno dopo, e l’eventuale inflazione è una PICCOLA parte dell’eventuale svalutazione
    2 . Non so quanta parte del PIL di Cipro venga da turismo o esportazioni ma quelle sarebbero enormemente aumentate.

    Piccola domanda finale: le banche sono soggetti privati che fanno gli interessi SOLO di Dirigenti e azionisti, non possono fallire, e non sono soggette a controlli, se guadagnano si intascano i guadagni se sbagliano paga lo stato, sempre!! È giusto questo?

  2. 1. Perché dici che svalutando non saresti più povero il giorno dopo? Tutto quello che compri in valuta diversa (cioè tutte le importazioni, cioè, tutto) ti costa di più immediatamente. Se vuoi ci metterà un paio di settimane per arrivare l’effetto al consumatore: ma perdere il 10% adesso è meglio che perdere il 30% fra due settimane? Non mi pare un granché come ragionamento.

    2. “Enormemente” è un po’ esagerato, dipende sempre da quanta parte del valore aggiunto viene fatto localmente. Se importi materie prime o componenti, l’effetto della svalutazione è solo sul costo degli stipendi (ma di fatto perché i lavoratori prendono meno). Mi pare qui si sottovaluti notevolmente l’effetto delle importazioni, che non sono una cosa marginale o trascurabile.

    3. E’ ovvio che il sistema di controllo sulle banche non ha funzionato (anche se bisogna mettersi d’accordo: devono essere affidabili o prestare soldi facilmente a chi ne ha bisogno? Non sempre tutti gli obiettivi sono facilmente conciliabili), ma bisogna evitare le soluzioni peggiori del male. Se il vagone è scomodo o affollato, la situazione non è buttarsi sotto il treno.

    4. Ho l’impressione che tu, come molti altri, sottovaluti in modo notevole la svalutazione e l’inflazione che si verificherebbe in un contesto del genere. Soprattutto perché si tratta di monete che nascerebbero esplicitamente per svalutarsi. Chi è che accetterebbe quelle monete? Chiunque può, cercherebbe di farsi pagare in valuta pregiata. Chi non può (cioè le fasce più basse della popolazione), si troverebbe in mano carta straccia. Sembra che si parli di poter svalutare la moneta di qualche punto percentuale, ma l’effetto sarebbe come minimo del 20-30%.

Comments are closed.