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Ci prendiamo in anticipo, in vista delle prossime elezioni (che comunque rischiano di essere tra non molti mesi), per sottolineare un aspetto importante nella selezione dei candidati.

Il PD si è conquistato molta visibilità con le primarie per la scelta del candidato premier. Adesso però sono in molti a pensare che se invece di Bersani ci fosse stato Renzi, il risultato delle elezioni politiche potrebbe essere stato diverso.

Ma Bersani è quello che ha vinto le primarie, non dovrebbe essere quindi il candidato migliore possibile? In realtà no, perché (uscendo ora dal caso specifico: si tratta di un’osservazione che vale per ogni schieramento) fare scegliere al proprio “nucleo duro” il candidato non è detto sia la cosa migliore. Perché il punto non è convincere chi già ti vota a votarti, ma piuttosto conquistare gli indecisi. Capire chi sia il candidato preferito degli iscritti è interessante ma non assicura la vittoria, perché questa si conquista convincendo gli indecisi. 

E  gli indecisi per definizione non hanno le stesse preferenze dei “decisi”: anzi, potrebbero essere allontanati da una scelta di un candidato troppo “tradizionale” oppure troppo “duro e puro”. Che però sono spesso quelli preferiti dagli iscritti.

 

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