Chi guadagnerebbe dall’uscita dall’Euro?

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Il tema dell’uscita dall’euro è un tema caldo, e ci sembra giusto approfondire ancora l’argomento, affrontandolo in modo un po’ meno semplificato. Per quanto ovviamente ciascuno possa avere le proprie opinioni, è importante capire una cosa: “uscire dall’euro” non vuol dire riportare i prezzi a quando c’era la lira. 

L’uscita dall’euro serve per svalutare la moneta: il che concretamente vuol dire che i vostri risparmi e i vostri stipendi varrebbero meno. Ora, secondo chi propone (con cognizione di causa) l’uscita dall’euro, questo effetto sarebbe compensato dal vantaggio che i prodotti italiani sarebbero più competitivi sui mercati internazionali, quindi le imprese potrebbero produrre di più, ed assumere di più. Se tutto va bene, l’aumento di occupazione sosterrebbero la domanda interna, e si potrebbe creare un circolo virtuoso che può più che compensare la iniziale svalutazione. 

Uscire dallˊeuro non vuol dire pagare prezzi in lire. Vuol dire ricevere gli stipendi in lire. E pagare prezzi in euro.Ma attenzione: non si tratta di un effetto istantaneo. Non è che domani si esce dall’euro e dopodomani la crescita economica riparte. Inevitabilmente il primo impatto è molto pesante. Appunto perché il primo impatto è quello della svalutazione, non della crescita.

Svalutare la moneta vuol dire infatti che tutti i prodotti importati costerebbero di più. Dai computer alle magliette “made in China”. Inoltre (e questo è uno dei motivi per cui noi non sosteniamo l’uscita dall’euro), anche materie prime e semilavorati costerebbero di più. Già questo, a nostro parere potrebbe fare perdere molti dei potenziali vantaggi.

Ci sono poi dei fattori che possiamo definire “finanziari” che dovrebbero essere tenuti in considerazione. Emettendo debiti in una valuta che può essere facilmente svalutata, il tasso di interesse che si va a pagare è molto più elevato. I tassi di interesse sui Titoli di Stato con la lira negli anni ’90 erano oltre il 10%: il che vuol dire miliardi di spesa pubblica in più. Non solo, in questo caso parliamo di un’uscita dall’euro che dichiaratamente serve per svalutare la moneta: è ovvio che qualunque investitore presterà i suoi soldi solo ad un tasso che includa la svalutazione attesa. Quindi se i mercati si aspettano che la nuova lira si svaluti del 20%, non avrebbero motivo a prestarci soldi ad un tasso che non includa anche tale svalutazione.

Ovviamente si può dire che si può cercare di rinegoziare il debito: ed in effetti non avrebbe molto senso uscire dall’euro senza anche una rinegoziazione del debito (un default insomma). Si può chiaramente fare, ma tenete presente che una volta che ci si è dimostrati dei debitori inaffidabili, è molto difficile farsi prestare ancora soldi. Quindi la domanda è: siamo sicuri che poi riusciamo a gestire i conti pubblici senza dovere ricorrere ad ulteriori prestiti? Già, perché si parla tanto dell’Italia che si piega ai mercati come se fossero dei dittatori, ma non sono i mercati che impongono il loro volere, ma noi che abbiamo disperatamente bisogno dei loro soldi. C’è una piccola differenza.

Non escludiamo a priori che le cose possano andare bene (o anche meglio di adesso) se si tornasse alla lira: ma non è vero che quando c’era la lira tutto era rose e fiori (qui ne parlavamo in tempi non sospetti), anzi.

Quindi si può discutere a lungo, ma una cosa secondo noi deve essere chiara: quando si parla di uscire dall’euro, non si parla di fare tornare i prezzi a quando c’era la lira, mantenendo gli stipendi attuali. Si parla di essere pagati in lire, e di mantenere i prezzi attuali (almeno per i prodotti importati o che hanno una elevata percentuale di componenti/materie prime importate).

A beneficiare dell’uscita dall’euro sarebbero invece immediatamente coloro che hanno i propri capitali all’estero, per i quali l’Italia diventerebbe immediatamente “poco costosa”. Ma non si tratta certo delle fasce basse e medio basse della popolazione: sarebbero invece i ricchi a diventare più ricchi, ed i poveri a diventare più poveri. Anche se da quel che avevamo capito l’obiettivo dichiarato non era questo.