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Il 2013 si presenta come un anno incerto per l’economia e la finanza. Gli analisti si stanno concentrando soprattutto sull’economia e la finanza USA, dato che anche se a livello di “motore” economico gli Stati Uniti stanno venendo sempre più sostituiti dalla Cina, resta il fatto che è quello americano il mercato che viene sempre ancora guardato come riferimento.

  1. Molti si aspettano che anche gli USA introducano una tassa sulle transazioni finanziarie,  sulla scia di quanto sta avvenendo lentamente in Europa con la Tobin Tax, specie allo scopo di limitare il trading automatizzato.
  2. Allo stesso tempo, molti analisti si aspettano che questa tassa sulle transazioni sia strutturata in modo da esentare importanti soggetti (come i market maker e chi opera in futures). Il che non solo rischia di rendere la tassa inutile, ma di introdurre nuove distorsioni nei mercati finanziari.
  3. Un altra “delusione” attesa riguarda la “dark liquidity”, cioè la liquidità raccolta dagli intermediari finanziari al di fuori dei mercati regolamentati: la SEC da tempo vuole introdurre regole per una maggiore trasparenza su questo genere di operazioni, in quanto può impattare in modo non trascurabile sui mercati e sulla finanza globale. Molti però dubitano che le regolamentazioni saranno efficaci.
  4. Anziché ridursi, il trading automatizzato (o High-Frequency Trading, HFT) si svilupperà ancora e diverrà sempre più invasivo della finanza “normale”: c’è chi scommette che potrebbero venire alla luce degli scandali nel 2013 in relazione a legami ed interferenze fin troppo strette.
  5. Per quanto riguarda l’andamento dei mercati finanziari, Tom Lee (Equity Stategist di JP Morgan) si attende un 2013 a due facce: nella prima parte dell’anno si attende un andamento negativo, a causa delle incertezze economico-politiche in Europa e negli USA. Incertezze che però dovrebbero dipanarsi nella seconda parte dell’anno, ed unirsi ad una ripresa degli acquisti di beni durevoli, che potrebbe rilanciare in modo significativo la domanda.

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