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Ieri si sono svolte in tutta Europa manifestazioni contro “l’austerità”: i tagli alla spesa pubblica stanno infatti mettendo in difficoltà molti settori. Disagio comprensibile, quindi: ma la domanda che bisogna farsi è “quali sono le alternative all’austerità”?

Oltre a dire che sarebbe bello che non ci fossero i tagli e che fossero distribuiti più soldi a tutti, bisognerebbe anche spiegare da dove si pensa di tirare fuori le risorse, altrimenti diventa un discorso inutile: buono per sfogarsi, forse, ma non certo per risolvere i problemi.

E’ inevitabile che la spesa pubblica vada contenuta, ed è inevitabili che voci di spesa massive come le pensioni e l’istruzione ne risentano: il problema italiano semmai è che i tagli vengono sempre fatti “a pioggia”, tagliando i “meritevoli” come gli “spreconi”. Invece bisognerebbe entrare nel merito delle spese, e giudicare se siano utili o meno: se una spesa non è utile, dimezzarla è comunque troppo poco, se invece è utile, tagliarla è un danno. Il fatto è che per entrare nel merito non basta l’autorità, ma serve anche l’autorevolezza: e in Italia è molto diffusa l’autorità, ma manca l’autorevolezza. Il che vuol dire che chi suggerisce tagli, li suggerisce in modo che le sue scelte siano meno contestabili possibile, e non le migliori possibile.

Un’altro aspetto che ci piacerebbe comprendere meglio delle proteste di ieri sono le proteste contro le banche. Sì, lo sappiamo, le banche hanno “causato” la crisi, ma l’hanno creata perché prestavano troppo facilmente denaro a chi non era in grado di restituirlo. Lasciando da parte il fatto che quelli che hanno vissuto oltre le proprie possibilità dovrebbero essere considerati almeno complici, la domanda è “cosa si vorrebbe dalle banche?”. Dovrebbero chiudere, e non concedere più mutui e prestiti? Dovrebbero prestare soldi più facilmente, e incrementare l’instabilità del sistema economico finanziario?

Per chiudere: è inutile lamentarsi dei tagli e dire che hanno portato ad una contrazione dell’economia, se non si considera anche cosa sarebbe successo se non fossero stati fatti i tagli. La scelta non è se andare in pensione un po’ più tardi e con un p0′ meno soldi oppure andare in pensione come prime: la scelta è se andare in pensione un po’ più tardi e con un p0′ meno soldi oppure non andarci affatto.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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