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L’agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sull’Argentina, abbassandolo di ben cinque gradini, da B a CC, aggiungendo che è “probabile” un default sui pagamenti.

La notizia non è una sorpresa perché la condizione economica dell’Argentina attualmente è tutt’altro che rosea, con l’economia in forte recessione, caratterizzata da alta inflazione, e valuta debole, cui si somma una carenza di infrastrutture.

Le difficoltà dell’economia argentina non sorprendono ed erano note a molti analisti che avevano giudicato a suo tempo una strada pericolosa quella del default nel 2002. Il concetto di fondo è semplice: se il proprio programma è non ripagare i debiti, la conseguenza diretta è che nessuno è disposto a fare prestiti.

Infatti gli investitori sono poi “fuggiti” dall’Argentina, in seguito al default: qualcuno probabilmente storcerà il naso immaginando paffuti investitori vendicativi e speculatori, ma quello stesso qualcuno non accetterebbe mai di acquistare bond argentini (anzi, forse considererebbe truffaldina la banca che glie li proponesse).

La conseguenza è quindi che lo stato non ha più capacità di indebitarsi, che da un lato può essere positivo perché evita del tutto situazioni patologiche, dall’altro però impedisce anche investimenti (come quelli in infrastrutture).

Dall’altro lato, la debolezza dell’economia e la mancanza di afflussi di capitali rende la valuta debole, che può essere un beneficio per le esportazioni ma rende la vita molto difficile ai consumatori, che soffrono anche di una elevata inflazione.

Insomma, l’Argentina non se la cava per nulla bene, al contrario di quel che (con ignoranza) sembrava pensare qualcuno che suggeriva di “seguire l’esempio dell’Argentina” per risolvere i problemi dell’economia italiana.

Purtroppo, il fatto che una medicina non piaccia non vuol dire che si stia bene. Si parla spesso “di dittatura dello spread” e della finanza: in realtà è vero, queste cose esistono. Ma non perché questi siano degli invasori, ma perché si ha bisogno di loro. Si può certamente vivere in un mondo senza la “dittatura della finanza”, ma come primo passo iniziale bisognerebbe prima smettere di chiedere prestiti e mutui.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Per come la sapevo io il problema attuale dell’argentina è che sta mantenendo artificialmente il cambio del peso fisso col dollaro, non che non trova finanziatori. Un po’ come sta facendo l’Italia col “marco”

  2. Beh, che importanti studi legali americani stiano facendo la guerra da anni all’Argentina su rimborsi non dovuti (e guardacaso i tribunali americani, e sottolineo americani) dopo lo sganciamento dal dollaro, è innegabile: non è spculazione da avvoltoi questa? Il problema dell’Argentina non può essere di certo la sua moneta.

  3. E’ da quanto esiste il mondo che i Paesi escono da situazioni insostenibili ripudiando i propri debiti.
    In certi casi prima lo si fa meglio è (non per i debitori naturalmente).
    Ragazzi, con questo articolo avete preso un granchio!

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