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Se si guarda bene ci sono solo due tipi di asset su cui si può investire: quelli “a rischio” e quelli “sicuri” (mentre la liquidità può essere vista come un investimento sicuro a brevissimo termine). La divisione non è netta: si potrebbe dire che le azioni sono rischiose e le obbligazioni “sicure”, ma ad esempio le obbligazioni che hanno un rating basso rientrano decisamente tra gli investimenti a rischio. Inoltre un investimento potrebbe passare da una categoria all’altra: per continuare l’esempio, immaginiamo alle obbligazioni di una società che inizia ad avere difficoltà e per le quali viene tagliato il rating. Proprio questa mobilità mette spesso in difficoltà i risparmiatori, e per certi versi è uno dei fattori che ha contribuito alla crisi finanziaria.

La prima e fondamentale scelta di investimento è come suddividere il capitale tra asset “a rischio” e asset “sicuri”: come avrete capito, la suddivisione deve essere basata sul rischio reale e non solo su categorizzazioni generiche, altrimenti è facile trovarsi sovraesposti al rischio.

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