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L’area research di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approfondito le dinamiche del mercato degli orologi di lusso, che spesso erano utilizzati (come i gioielli e le opere d’arte) come bene rifugio da parte di chi voleva proteggere il proprio capitale dai rischi del mercato. Una scelta di investimento che non appartiene solamente ai “ricchi” come qualcuno sembra pensare: pensate a quanti nonni hanno “convertito” una parte dei propri risparmi nel secondo dopoguerra in beni di questo tipo, da passare a figli e nipoti dandogli qualcosa che “mantenesse il valore”.

Il mercato degli orologi di lusso si caratterizza come il segmento più remunerativo all’interno della “luxury industry”, con aste che mostrano un trend rialzista e tassi di crescita estremamente elevati: l’indice MPS Fine Watches Market Index è cresciuto del +87% negli ultimi 6 anni e del +31,2% solamente nell’ultimo anno. L’unico anno di eccezione al trend è stato il 2009, ma la crisi sarebbe stata determinata soprattutto dalla volontà di collezionisti e dealers di non vendere i pezzi più pregiati, più che ad una svalutazione del prezzo degli stessi.

L’incertezza degli ultimi mesi sembra però pesare: se il MPS Fine Watches Market Value Index degli ultimi tre anni (periodo settembre 2009 – settembre 2012) segna un notevole +111,1% (superando ampiamente  anche i MPS Jewels Market Value Index, +66,8%, e il MPS Art Market Value Index, +36,5%), nell’ultimo anno (settembre 2011- settembre 2012), la performance del MPS Fine Watches Market Value Index ha assunto segno negativo (-8,3%), pur segnando però un +1,4% se si guarda solo al I semestre 2012.

Come in altri settori legati al lusso ed ai beni rifugio, emerge come l’offerta sia  divenuta sempre più selezionata a seguito della crisi finanziaria internazionale, con la quota di lotti di fascia alta (oltre 100.000 dollari) che è praticamente raddoppiata passando dal 1% del I semestre 2009 all’8,6% del I semestre 2012.

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