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L’ABI ha pubblicato il Rapporto di previsione AFO-Financial Outlook 2012-2014, che analizza il quadro congiunturale per l’economia europea nel prossimo biennio, con un occhio particolare alle banche.

Il quadro internazionale in deterioramento contribuisce ad appesantire l’andamento dell’economia italiana. Mentre i nodi trascurati dell’economia mondiale stanno venendo al pettine, la debole governance europea, con segnali contrastanti, scelte rinviate e decisioni non prontamente implementate, sta ponendo in seria discussione il futuro dell’euro. Per l’Italia il risultato  prevedibile è un -2% nel 2012, ancora in riduzione, anche se marginalmente, nel 2013, risalendo  di soli pochi decimi sopra lo zero nel 2014.

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I consumi delle famiglie si ridurranno: dopo la marcata contrazione prevista per l’anno in corso (-2%), la variazione dei consumi proseguirà la sua marcia in territorio negativo, anche se a un ritmo meno pronunciato. Per quanto riguarda il reddito disponibile, a causa di redditi da lavoro quasi  fermi e tassazione in aumento, dopo una riduzione pari al 3,5% per l’anno in corso, si stima una successiva contrazione dell’1,2% per il 2013 e dello 0,2% per il 2014.

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In questo contesto l’operatività delle banche continuerà ad essere sottoposta a notevoli tensioni. In particolare sotto il profilo della raccolta bancaria, che continua ad essere il principale canale di trasmissione della crisi sovrana all’attività delle banche. In quest’ottica l’intervento della Bce, con le due aste di rifinanziamento è risultato tempestivo e soprattutto efficace a colmare il gap tra livelli di raccolta e impieghi. Sotto altra prospettiva, ulteriori pressioni sull’attività bancaria verranno dalla recessione in corso, che agisce sul costo del credito: se il tasso di decadimento degli impieghi rimarrà stabilmente su livelli più elevati di 8 decimi di punto rispetto ai dati precrisi, il rapporto sofferenze/impieghi dovrebbe aumentare fino al 7,2% nel 2014, valore superiore di 1,8 p.p. rispetto al 2011.

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Il Return on Equity dell’attività bancaria dovrebbe segnare alla fine della previsione un livello del 3,5%, contenuto nel confronto storico. Piuttosto dinamico l’andamento del margine di interesse che dovrebbe garantire flussi di reddito per 4 mld di euro. Più complessa la dinamica degli altri ricavi che dopo una ulteriore riduzione attesa per quest’anno, in seguito dovrebbero generare flussi reddituali aggiuntivi per quasi 7 mld di euro. A limitare la crescita della redditività concorrerà principalmente l’alto volume di accantonamenti a protezione del rischio di credito; il controllo dei costi continuerà d’altra parte ad essere la leva principale a difesa della redditività. Grazie a tale opera di contenimento, e all’aumento dei ricavi, potrebbe determinarsi una significativa riduzione del cost income ratio, su un livello di poco inferiore al 58% a fine 2014.

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