L’economia è una materia che non ha un grande rispetto per i desideri delle persone (Nikita Khrushchev)

La parola più vigliacca dell’economia: “attacco”

La parola più vigliacca dell’economia: “attacco”


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Il Corriere della Sera titola “Madrid e Milano sotto attacco: – 5%“. Come abbiamo già scritto in passato, “attacco” è una delle parole più fuori luogo quando si parla di finanza.

Per un sacco di motivi, il primo è che dimostra di voler scaricare la colpa su altri, come a dire “noi siamo a posto sono gli altri che ci aggrediscono”. Comprensibile volersi auto-assolvere, ma l’economia italiana non è al punto che è per caso, ma per anni (se non decenni) di cattiva gestione, e per una cultura in cui ciascuno guarda solo al suo possibile beneficio immediato.

Secondo, fa sembrare i “mercati” come un soggetto unico e unitario, con intenzioni precise. In parte (a causa delle distorsioni presenti) è vero, ma sopravvalutare l’intenzionalità dei mercati è un errore. Ma se volete, questo lo concediamo come errore veniale.

Terzo, e più importante, bisognerebbe usare gli stessi termini anche quando ci sono i rialzi: è comodo convincersi che quando i mercati finanziari vanno su è tutto ok, mentre quando vanno giù è colpa di “misteriosi cattivoni”. La speculazione, prima di tutto, è al rialzo: più che essere che “cose” di valore vengono ora sottovalutate, è che cose che valevano poco o niente erano clamorosamente sopravvalutate, e ora il valore “inesistente” è andato perso.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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