0 Flares 0 Flares ×

Secondo l’ultimo report dell’area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, il mercato dell’arte ha avuto un vero e proprio boom nel primo semestre del 2012. Si tratta di una performance dovuta anche al fatto che molti investitori sembrano puntare all’arte come bene rifugio, per sfuggire alla volatilità delle borse. Collegato a questo dato c’è la “sparizione” della fascia meda del mercato: a “tirare” (molto) sono solo le opere di fascia alta.

Ecco alcuni dei dati evidenziati dall’Art Market Report:

  • Mercato della pittura: i risultati consuntivi del I semestre 2012 mostrano numerosi fattori positivi e un ritrovato clima di fiducia dopo la fase di assestamento degli ultimi 3 anni, come testimonia l’andamento di MPS Global Painting Index in progresso del +23,8 % rispetto all’ anno precedente. Il mercato tuttavia resta ancora lontano dal picco del 2008, ma la ripresa sembra oggi sostenuta e solida nei segmenti a maggior capitalizzazione: MPS Art Pre-war Index (+17,8% su anno precedente) e Mps Art Post war Index (+ 75,7% su anno precedente) sulla scia dei nuovi record mondiali di questo semestre.
  • La ripartizione del fatturato per aree geografiche riconsegna agli Stati Uniti il ruolo di mercato leader d’eccellenza nel panel di aste considerato (con una quota internazionale del 47,3%). Londra mantiene sostanzialmente immutata la quota del proprio fatturato (40%), la zona Euro, dopo l’inaspettato exploit dell’anno scorso, ritorna a livelli più congrui alla dimensione sempre più marginale del mercato (3,8%). Nonostante il Mps Asian Global Index mostri un arretramento su anno precedente del -9%, continua il grande fervore nel mercato asiatico: il calo anno su anno dell’indice risente da una parte della scelta dei collezionisti asiatici e russi di comprare attivamente su altre piazze, dall’altra dell’ottima performance registrata dall’indice nel I semestre dello scorso anno.
  • Il Mps Art Post War Index rappresenta il comparto maggiormente interessato dalla ripresa, con una variazione rispetto al I semestre 2011 del +75,7%, galvanizzato dai nuovi record prices stabiliti dagli artisti più storicizzati e da un’offerta ricca di opere di assoluta qualità.
  • Nei cataloghi di arte contemporanea, infatti, è sempre più predominante la presenza di opere appartenenti ad una fascia alta (circa il 37% dei lotti battuti), mentre è in grossa contrazione la fascia media. Netto il divario tra i lotti venduti di fascia alta in USA e in UK (rispettivamente 40,1% e 35,8%) rispetto all’Europa (20,5%).
  • Diminuisce l’importanza della piazza italiana ma l’arte italiana aumenta il suo appeal nella scena internazionale. Le settimane di aste milanesi di questo maggio hanno confermato gli eccezionali risultati delle Italian Sales dell’ottobre scorso: i grandi maestri italiani del XX secolo stanno sempre più incontrando i favori della raffinata clientela del collezionismo internazionale e vengono comprati sia per fini collezionistici sia per fini speculativi di lungo periodo, in quanto oggi reputati dal mercato veri e propri beni rifugio.
  • Tra i nuovi mercati emergenti, oltre a Dubai, si segnala anche il Brasile che (al pari del Messico) si candida come futura potenziale sede d’asta internazionale, grazie ad una sempre più vasta platea di compratori danarosi e competenti già molto attivi nelle aste di New York e nelle più importanti fiere internazionali.
  • Nel comparto delle “arti minori” il segmento Jewels mostra i tassi di crescita più interessanti, con un progresso del 154,7% negli ultimi  6 anni (I semestre 2012 rispetto al I semestre 2006), seguito dai vini pregiati (+130,6%), cresce anche il MPS Global Arti Minori Index (+108,6% rispetto al 2006). Il MPS Antiquities Index (+91,2% su 2006) e il MPS Sculpture & Design Index (+57,7% su 2006) invece, seppur positivi, sono inferiori all’indice di sintesi. Negativo solo il MPS Photographs Index (-8,3%).
  • L’analisi della performance di MPS Art Market Value Index degli ultimi tre anni (periodo luglio 2009  – luglio 2012) mostra un rendimento complessivo positivo (+78,6%), superato dal solo MPS Jewels Market Value Index (+86,9%), e superiore al rendimento espresso dagli altri indici considerati: S&P 500 +46,8% e FTSE Mib -31,9%.
  • Spostando l’attenzione al I semestre 2012, il Mps Jewels Market Value Index e il Mps Jewels Market Value Index contrastano il clima di incertezza presente ancora sui mercati internazionali con una performance più che positiva per il primo (+12,5%) e una variazione “flat” per il secondo (-1,6%). S&P500 ancora sugli scudi (+8,6%), negativo il Ftse Mib (-9,9%).

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]