Conto Arancio, fine di un’epoca: ora il bollo è a carico del cliente

7 Flares 7 Flares ×

Si tratta, per molti versi, di una vera e propria fine di un’epoca per i conti di deposito: Conto Arancio, il conto che ha introdotto l’idea del conto “zero spese” infatti cambia regime e l’imposta di bollo sarà ora a carico del cliente, e non più della banca. La comunicazione sta giungendo in questi giorni a tutti i clienti.

La motivazione sta nella natura della nuova imposta di bollo sui conti di deposito, che avevamo definito una “mini-patrimoniale“, dato che la tassazione è infatti proporzionale al capitale depositato: per il 2012, l’importo è pari allo 0,1% del deposito (con minimo 34,20€ e max 1.200€, dal 2103 in poi l’importo sarà pari allo 0,15% con minimo 34,20% e senza limite massimo.

Mentre in precedenza questi costi erano a carico della banca, ora ING Direct li ha trasferiti a carico del cliente: si tratta in realtà di un costo relativamente marginale (soprattutto se consideriamo che è stato contemporaneamente ridotta l’aliquota fiscale sugli interessi dal 27% al 20%), ma è un fatto notevole a livello “simbolico”.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

4 pensieri su “Conto Arancio, fine di un’epoca: ora il bollo è a carico del cliente”

  1. La comunicazione mi è arrivata giusto ieri…ma non è molto chiara, ci sono due frasi che se non sbaglio dicono concetti opposti, cioè che se recedi dal contratto nella prima sezione specificano che la banca ti farà comunque pagare l’imposta di bollo, nella riga successiva dice che hai diritto all’applicazione delle condizioni precedenti, quindi con imposta di bollo a carico di ING DIRECT! Mi sfugge qualcosa? Eccovi la mail:
    “Modifiche: la voce: “Imposta di bollo a carico di ING DIRECT” e’ sostituita con la voce: “Imposta di bollo a carico del Cliente” ed e’ cosi’ integrata: “In caso di prelievo (anche a fronte dell’esercizio della facolta’ di recesso dal rapporto), la Banca e’ legittimata a trattenere la somma tempo per tempo necessaria a far fronte agli oneri connessi al pagamento dell’imposta di bollo”.
    Termini: Ai sensi dell’art. 118 del TUB, qualora non concordi con la modifica sopra descritta, hai facolta’ di recedere dal rapporto entro due mesi dalla comunicazione, senza spese e avendo diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.”

  2. Quello che dicono è che, per legge, se non gli sta bene uno può recedere dal contratto e chiudere il conto. In questo caso, per il periodo fin cui il conto viene chiuso, si applicano le condizioni precedenti.

    Nella prima parte fanno riferimento alla “normale” chiusura del conto, al di fuori del rifiuto delle nuove condizioni contrattuali.

I commenti sono chiusi.