Il prezzo dell’oro? Inaspettatamente forte

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Di Adrian Ash – BullionVault

Di frequente, ultimamente, i giornali danno spazio a notizie relative al calo del prezzo dell’oro. Ma ad un’analisi più attenta, dal nostro punto di vista, evidenzia al contrario come  il prezzo dell’oro sia stato sorprendentemente forte nel 2012, quantomeno fino ad oggi.

Ci sono alcune considerazioni da fare. Prima di tutto diamo un’occhiata al mercato dei futures. I contratti futures di solito non implicano la consegna fisica, però contribuiscono a determinare i prezzi del fisico sul breve termine. Questo perché il prezzo dell’oro per consegna futura ovviamente influenza le decisioni di oggi sul prezzo.

Il prezzo dei futures, deciso dagli hedge funds e subito dagli investitori privati, è una scommessa fatta con soldi presti in prestito. Il credito quindi è un elemento fondamentale. Come accadde dopo il collasso di Lehman, il credito è sparito dagli orizzonti degli investitori dalla scorsa estate, il momento dell’ultimo picco nel prezzo dell’oro.

Vediamo poi cosa accade ad uno dei fattori chiave per l’acquisto di oro fisico: gli acquirenti privati in India. Oramai superati dalla Cina come acquisitori netti, i privati in India comprano poco durante questo periodo dell’anno (non ci sono festività importanti, e la stagione che segue il raccolto, propizia per i matrimoni e durante la quale si celebra la festività del Diwali, arriverà tra 4 mesi). Sia detto che la politica portata avanti da Nuova Delhi nel 2012, finalizzata a scoraggiare le importazioni d’oro, in combinazione con il record del prezzo dell’oro in termini di rupie causato dall’indebolimento della valuta indiana, hanno ridotto del 30% questo mercato, che è considerato un supporto fondamentale per la domanda globale.

È un impatto enorme per il mercato dell’oro fisico, che è ancora basato a Londra, più di 80 anni dopo l’abbandono dello standard aureo da parte della Gran Bretagna. La domanda di investimento fisico da parte delle grandi istituzioni ha chiaramente avuto anche essa un calo.

Il grafico indica il turnover quotidiano medio delle bullion banks di Londra relativamente agli scambi effettuati tra di loro. Per avere il totale indicativo del volume di scambio mondiale si moltiplichino le cifre per 5.

Come si nota, il volume in termini di valore è ridotto di un terzo rispetto al picco della scorsa estate. Eppure il prezzo dell’oro ha perso soltanto l’11% di media mensile. È possibile che il gap verrà chiuso. Alcuni trader speculativi nel mercato dei futures e delle opzioni lo ritengono probabile, e pensano che accadrà perché i prezzi cadranno ancora.
Si noti la linea rossa nel primo grafico. I trader speculativi non hanno manutenuto una posizione short sull’oro così importante da quando il prezzo era a circa $400 all’oncia. Eppure, considerati questi 3 fattori fondamentali che lo stanno influenzando negativamente, il prezzo sta resistendo bene. Chi vende si rifiuta di abbassare ulteriormente il prezzo, e i nuovi acquirenti sono ancora disposti a pagare prezzi storicamente alti per acquisire oro.

Fortunamente per chi ha ancora interesse a comprare, l’oro, un mix unico che mette al sicuro sia in caso di inflazione che di default, è al momento più conveniente di quanto lo fosse 12 mesi fa.