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C’è una tendenza radicata in molti italiani a considerare gli altri in malafede, ancora di più quando sono parti che dovrebbero essere indipendenti e prendono decisioni che non piacciono.

Volendo scomodare il calcio, secondo un indagine dell’Osservatorio sul tifo di Demos-coop, il 55% dei tifosi, quando gli arbitri sbagliano, è convinto che siano in malafede. Ma l’atteggiamento non si applica solo allo sport: anche quando si parla di qualunque altro soggetto, compresa l’economia, la dietrologia si spreca.

La questione è che molte cose si spiegano perfettamente anche senza necessità di “teorie del complotto”, che servono più che altro a liberarsi la coscienza e scaricare la colpa sugli altri. Qualcuno ha detto: “Se volete vedere in faccia i responsabili della crisi, prendete uno specchio”. Una frase che però nessuno vuole sentirsi dire, ma certo è che se ognuno iniziasse a prendersi le proprie responsabilità probabilmente la soluzione sarebbe più facile da trovare.

Perché è vero che negli ultimi anni ad esempio i politici (di tutti gli schieramenti) hanno fatto molte promesse che non potevano mantenere, ma questo è perché i cittadini hanno voluto farsi fare quelle promesse.

Il problema di fondo, con un altro aforisma è che “Se hai trovato una soluzione semplice ad un problema molto complesso, forse non hai capito il problema”. E l’economia è una cosa molto, molto complessa, dove ci sono mille necessità contrastanti e risorse limitate. Rendersi innanzi tutto conto che la coperta è corta sarebbe intanto utile a analizzare meglio la situazione.

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