Troppa confusione sui fondi di investimento

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I fondi di investimento hanno negli ultimi anni perso di attrattività, non solo per la crisi, ma anche per la scarsa trasparenza che spesso circonda questi strumenti finanziari.

Uno dei temi è anche quello delle classi di fondi, che in teoria dovrebbero permettere all’investitore di comprendere a prima vista le caratteristiche dell’investimento ma in realtà finiscono con il generare una grande confusione. Basti pensare che, secondo i dati Morningstar, in Italia sono vendute oltre 17 mila classi di fondi, contro 4.492 fondi. La grandissima parte di classi è “generata” dai gestori esteri (sono solo 812 le classi italiane, per motivi che vengono ricondotti al maggiore standardizzazione del canale di vendita — la banca — e una minore “ricerca dell’innovazione” in ambito finanziario). Tanto più che nel Regno Unito la nuova regolamentazione dei servizi finanziari ha spinto molti gestori a moltiplicare il numero di classi in cui è differenziato ciascun fondo.

Un fondo, infatti, può essere organizzato in più classi che hanno in comune il patrimonio e il gestore, ma che si distinguono per elementi quali commissioni, valuta di denominazione, copertura del rischio di cambio, soglie minime di investimento. E così si ha un proliferare ci codici che dovrebbero distinguere i fondi retail (destinati agli investitori privati) da quelli per gli investitori istituzionali, e così via. Il problema è che i codici usati non sono in alcun modo univoci, e possono avere significati totalmente diversi tra gestori diversi, o anche talvolta tra fondi diversi dello stesso gestore.

Morningstar ha recentemente lanciato una proposta per razionalizzare la codifica dei fondi (ad esempio,usare la “R” e la “I” per distingure “retail” da “istituzionali”, La “H” per l’hedging valutario, mentre le valute sarebbero identificate dalle tre lettere del codice ISO corrispondente). In questo modo, gli investitori (ma anche gli intermediari) avrebbero molta più semplicità nel comprendere la natura del prodotto finanziario che stanno esaminando e nel individuare alternative con cui confrontarlo.

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