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È cosa nota che ad aggravare la situazione delle imprese italiane contribuiscono i lunghi tempi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, con pagamenti che non è raro arrivino ad essere effettuati a 180 giorni, o tempi ancora più lunghi. È chiaro che situazioni di questo tipo possono arrivare a mettere in ginocchio le imprese creditrici, prosciugandone la liquidità. Non sono purtroppo rare le imprese che entrano in crisi proprio per motivi come questo. Le cose però potrebbero molto presto cambiare in modo radicale. La direttiva 2011/7/EU dell’Unione Europea infatti è in via di recepimento (esiste già un disegno di legge), e prevede, dal 2013, che i pagamenti della Pubblica Amministrazione debbano essere effettuati entro 30 giorni dal ricevimento della fattura. In casi particolari si potrà arrivare al massimo a 60 giorni. La logica è ben sintetizzata nel considerando numero 23 della direttiva:

(23) Di regola, le pubbliche amministrazioni godono di flussi di entrate più certi, prevedibili e continui rispetto alle imprese. Molte pubbliche amministrazioni possono inoltre ottenere finanziamenti a condizioni più interessanti rispetto alle imprese. Allo stesso tempo, per raggiungere i loro obiettivi, le pubbliche amministrazioni dipendono meno delle imprese dall’instaurazione di relazioni commerciali stabili. Lunghi periodi di pagamento e ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni per merci e servizi determinano costi ingiustificati per le imprese. Di conseguenza per le transazioni commerciali relative alla fornitura di merci o servizi da parte di imprese alle pubbliche amministrazioni è opportuno introdurre norme specifiche che prevedano, in particolare, periodi di pagamento di norma non superiori a trenta giorni di calendario, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purché ciò sia obiettivamente giustificato alla luce della particolare natura o delle caratteristiche del contratto, e in ogni caso non superiori a sessanta giorni di calendario.

Ma la direttiva non regola solo i pagamenti della Pubblica amministrazione. Anche i ritardi nei pagamenti tra imprese possono penalizzare i creditori. E per questo motivo, la direttiva prevede che i pagamenti tra imprese dovranno essere effettuati al massimo a 60 giorni dal ricevimento della fattura. In questo caso è consentita maggiore flessibilità, dando alle imprese la possibilità di concordare tempi diversi, ma questa eventualità deve essere appunto concordata, e non frutto della “pressione” del debitore sul creditore.

(13) Di conseguenza, si dovrebbe provvedere a limitare, di regola, i termini di pagamento previsti dai contratti tra imprese a un massimo di sessanta giorni di calendario. Tuttavia, ci possono essere circostanze in cui le imprese richiedono periodi di pagamento più lunghi, ad esempio quando le imprese intendono concedere credito commerciale ai propri clienti. Si dovrebbe quindi mantenere la possibilità per le parti di concordare espressamente periodi di pagamento superiori a sessanta giorni di calendario, a condizione, tuttavia, che tale proroga non sia gravemente iniqua per il creditore.

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