Quando arriverà il prossimo record per il prezzo dell’oro?

By | 03/16/2012
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Di Adrian Ash – BullionVault

Negli anni ’70, il prezzo dell’oro si è letteralmente impennato passando dai 35 agli 850 dollari l’oncia in meno di dieci anni: questo bull market è iniziato nel 1971, quando Nixon mise termine al gold standard.

Una crescita che vista da oggi,  col senno di poi, appare logica e quasi inevitabile, ma il cammino  non fu esattamente lineare e senza intoppi.

Dopo aver raggiunto il record di $70 all’oncia appena un anno dopo lo sganciamento dal dollaro, l’oro ha impiegato sei mesi per raggiungere e superare ulteriormente quel record. Sono serviti altri sei mesi per superare il record di luglio a $127, e poi altri 7 mesi per superare il record della primavera del 1974 a $179,50. Trascorsero poi tre anni per superare ancora il record a $195,25 all’oncia.

Mantenere il sangue freddo per non vendere non doveva essere cosa facile. Tanto più che gli investitori statunitensi avevano aperto le posizioni al massimo del mercato perché Gerard Ford (successore di Nixon) rese nuovamente legale l’acquisto d’oro l’ultimo giorno del 1974. In previsione di questo evento i dealer internazionali appena il giorno prima avevano spinto il prezzo al massimo di $195 all’oncia. Ciò significò che a metà del 1976, gli americani che avevano comprato oro inizialmente avevano una perdita del 45% al netto dei costi.

Nessuno avrebbe potuto dare per certo che al momento del picco finale ad inizio 1980, non solo avrebbero recuperato la perdita, ma ottenuto un profitto ulteriore del 355%. E nessuno avrebbe potuto prevedere che quel record sarebbe rimasto insuperato per quasi trent’anni.

Veniamo ai giorni nostri. Sei mesi fa l’oro ha toccato un prezzo che rimane il suo picco storico: $1895 all’oncia al London Fix del 5 settembre.

Quanto tempo ci sarà da attendere prima che il prezzo torni a quel livello, e lo superi?

Stando a quello che è accaduto fino ad oggi, la corsa dell’oro del 21°secolo ha preso respiri più ampi rispetto a quello di questo momento. Se si ignora il primo (che riportò il prezzo quasi al livello minimo ventennale, toccato nel 1999 a $253) si noterà che la media è di circa 11 mesi.

È evidente che più il record è alto, più è difficile superarlo. Il picco precedente a quest’ultimo (iniziato quando Bear Stearns è collassata) ha visto poi il prezzo dell’oro ridursi di un terzo per gli investitori americani. Il record successivo fu poi un incremento del 180% da quel minimo.

Rimane da chiedersi se il culmine di questo bull market sia già stato raggiunto.

Alla fine ci sarà una crisi tale che la politica dovrà cambiare direzione, e costringere la popolazione a una politica fiscale sostenibile” dichiara Dylan Grice, strategista di Société Générale nel report Popular Delusions.

Fino a quel momento, la tentazione di inflazionare rimarrà alta, e continueremo a sentire le razionalizzazioni matematiche degli economisti sul perché l’inflazione risolverà i problemi. Fino a quel momento l’outlook rimane favorevole all’oro. Prima o poi però l’opinione pubblica dovrà accettare la cura, che arriverà sotto la forma di una forte contrazione dell’economia, che sarà inevitabile. Quello sarà il momento di vendere il proprio oro.

Parole del genere rassicurano gli investitori, ma chi entra adesso di certo non può sapere (se non col senno di poi) se sta comprando durante un uptrend oppure ai massimi di mercato.

L’oro ha impiegato quasi 28 anni per recuperare il record massimo di gennaio 1980, a $850 all’oncia. Quei 28 anni sono stati il momento d’oro del mercato azionario USA, che in quel periodo raggiunse i livelli massimi dopo la crisi del ’29. Non sappiamo se la recessione che si sta abbattendo in Giappone dal 1989, anno dello scoppio della bolla immobiliare e dei mercati azionari, stia stabilendo adesso i livelli minimi storici dell’economia e se finirà nel 2017 (ovvero dopo 28 anni). Ma è certo che il bull trentennale dei Treasuries è destinato a lasciare un record che sarà difficile da intaccare quando i tassi di interesse cambieranno direzione ricominciando a crescere dal minimo storico in cui si trovano in questo momento.

Di Adrian Ash – BullionVault