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Abbiamo spesso sottolineato come, a nostro parere, una parte delle cause della crisi sia da ricercare nella “ignoranza finanziaria” dei cittadini. Anche i discorsi sull’eccessivo potere delle banche partono spesso da presupposti errati: le banche hanno potere solo nelle misura in cui si dipende da loro, e si dipende da loro nella misura in cui si ricorre (fino all’eccesso) a mutui e prestiti. Ovviamente non è che le banche siano esenti da critiche ma non si può neppure ignorare il , girare attorno al problema che molte famiglie e molte imprese probabilmente “vivono oltre le loro possibilità”, ad esempio acquistando una casa più costosa di quello che si possono permettere le prime, o rifiutando testardamente l’ingresso di capitale di altri soci e ricorrendo esclusivamente ai prestiti le seconde.

I dati delle ricerche del Consorzio Pattichiari conferma che lo scenario non è positivo:

La crisi finanziaria poi ha reso più profonde le incongruenze tra il profilo di investimento e le decisioni finanziarie rendendo evidenti le contraddizioni determinate da un alto tasso di inconsapevolezza e da una bassa competenza economica di base.

A riprova di quanto detto, l’Indagine sui bilanci delle famiglie che la Banca d’Italia svolge periodicamente, testimonia come circa un terzo della popolazione non sappia fare operazioni abbastanza complesse, come calcolare le variazioni del proprio potere di acquisto, e abbia difficoltà anche con quelle più semplici, come leggere un estratto conto bancario o valutare il rischio di tasso di interesse tra due differenti soluzioni di prestito.

Pattichiari cerca di coinvolgere i giovani per una maggiore consapevolezza su che cos’è la finanza (che per la cronaca riguarda la gestione del rischio e lo spostamento delle risorse nel tempo, a fronte di una diminuzione del 16% di studenti che la ritenevano connessa solamente alle banche ed ai loro servizi, nella bella definizione data:  

Aumenta poi notevolmente la consapevolezza del ruolo della finanza nella propria vita: cresce del 46% il numero di studenti che attribuisce in via prioritaria alla finanza la funzione per la gestione del rischio e lo spostamento delle risorse nel tempo, a fronte di una diminuzione del 16% di studenti che la ritenevano connessa solamente alle banche ed ai loro servizi […]

Occorre però che anche gli adulti si impegnino di più per migliorare le proprie conoscenze della finanza, dato che se è vero che i soldi sono sempre più un problema per molte famiglie, è anche vero che è difficile risolvere un problema che non si comprende. Tanto più che spesso è sufficiente una maggiore consapevolezza delle proprie scelte per evitare di finire in guai grossi, o anche solo per impedire che qualcuno possa approfittare della poca conoscenza della materia che si ha.

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