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Una ricerca economica condotta da Antonio Scalia e Benjamin Sahel analizza un tema finora poco esplorato: le dinamiche di gestione degli investimenti delle riserve valutarie della BCE. Lo studio è interessante perché offre degli spunti interessanti in generale sulla gestione del portafoglio, oltre a ricavare degli spunti per il miglioramento della gestione specifica.

Il lavoro effettua il primo studio sugli investimenti delle riserve valutarie in dollari e in yen della BCE, i quali sono affidati ai gestori di portafoglio presso le banche centrali nazionali dell’Eurosistema. Nel contempo, si sviluppa anche l’analisi di un “torneo di gestione”  tra portafogli obbligazionari, complementare agli studi esistenti sui tornei tra i fondi comuni azionari nel settore privato.

Nuova è inoltre l’analisi empirica degli effetti sull’impegno dei gestori della pubblicazione di una graduatoria dei loro risultati.

L’investimento delle riserve valutarie della BCE, pari a circa 40 miliardi di euro alla fine del 2010, è orientato agli obiettivi primari di liquidità e sicurezza e si è rivelato efficiente sotto il profilo del rendimento. Nella media degli anni dal 1999 al 2010, infatti, i portafogli benchmark strategici per i dollari e gli yen fissati dal Consiglio Direttivo della BCE hanno conseguito rendimenti superiori a quelli di strategie alternative statiche di investimento in titoli governativi. La gestione attiva dei portafogli, che si svolge nel rispetto di determinati parametri di rischio, ha a sua volta ottenuto un rendimento annuale superiore, in media, a quello dei benchmark di 13 punti base per i dollari e 3 punti base per gli yen, al netto dei costi di transazione.

Il “torneo delle riserve” della BCE è caratterizzato da una quasi totale assenza di incentivi monetari e dal fatto che i gestori che conseguono la migliore performance annuale ricevono una ricompensa di natura reputazionale. Il lavoro mostra l’esistenza del fenomeno di aggiustamento del rischio (risk-shifting) collegato con la posizione in classifica conseguita nel corso dell’anno: i gestori nelle posizioni più basse aumentano il rischio del proprio portafoglio nel secondo semestre, analogamente a quanto fanno i gestori dei fondi comuni. Coloro che si sono collocati in posizione bassa nella classifica dell’anno precedente tendono invece a ridurre il rischio. Nel caso dei dollari, l’aggiustamento del rischio è ridotto o annullato qualora i gestori abbiano conseguito un rendimento superiore a quello del benchmark. I gestori degli yen che si trovano nelle posizioni basse mostrano anche una tendenza ad accrescere il proprio impegno, effettuando un numero maggiore di operazioni.

Poiché i gestori delle riserve hanno un vantaggio comparato rispetto al benchmark su un orizzonte mensile, si  illustrano possibili cambiamenti alle regole di punteggio per la graduatoria di gestione, al fine di meglio allineare gli incentivi dei gestori con le preferenze della BCE.

In particolare, si potrebbe prevedere un aumento della ricompensa per l’impegno e la performance mediante l’uso di una funzione di punteggio convessa rispetto alla posizione in graduatoria e collegata con i risultati mensili, anziché con quello annuale […]

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