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In questi giorni è in corso la campagna pubblicitaria delle obbligazioni Enel (che si possono prenotare dal 6 al 24 febbraio), e molti risparmiatori sono incuriositi ed attratti da questa opportunità, dato che viene sottolineata la solidità di Enel come azienda e dal fatto che il settore dell’energia si presenta comunque in crescita nei prossimi anni. Dunque conviene investire in obbligazioni Enel?

La prima cosa che è il caso di vedere è sicuramente il rendimento. Ci sono due tipi di obbligazioni previste nella proposta di Enel (In entrambi i casi l’investimento minimo di è 2.000 euro, incrementabile in multipli di 1.000 euro):

  • obbligazioni a tasso variabile,che offrono un rendimento indicizzato all’Euribor a 6 mesi, maggiorato di 310 punti base (o meglio, “almeno” 310 punti base: il prospetto specifica che “Il margine sarà non inferiore a 310 punti base(basis points) e sarà determinato in base ai prezzi di mercato delle obbligazioni di durata sostanzialmente similare emesse dall’Emittente e da Enel Finance International N.V., all’andamento delle adesioni all’Offerta relative al Prestito a Tasso Variabile e alle condizioni di mercato”). Al 10 febbraio, il tasso Euribor a 6 mesi era pari a 1,365%, che vuol dire quindi 4,465% lordo. Il pagamento degli interessi avviene semestralmente
  • obbligazioni a tasso fisso, che offrono un rendimento che sarà calcolato sommando il Margine di Rendimento Effettivo (anche in questo caso, almeno 310 punti base) al tasso mid swap a 6 anni. Il tasso mid swap (tasso determinato dal valore medio delle quotazioni dell’Interest Rate swap) era pari a 1,809% al 8 febbraio, che vorrebbe dunque dire un tasso pari al 4,909% lordo.

In entrambi i casi la tassazione è ora al 20% come per i conti correnti e i conti deposito, e quindi il confronto nasce abbastanza spontaneo. Se infatti fino all’anno scorso le obbligazioni erano favorite da una aliquota più ridotta (12,5% contro il 27%), che le rendeva “automaticamente” più convenienti rispetto ai conti deposito, ora questo vantaggio non c’è più.

Viene quindi da dire che i rendimenti offerti dalle obbligazioni non sono poi così “eccezionali”, dato che se andiamo a confrontare i rendimenti delle obbligazioni Enel con i rendimenti offerti dai conti depositi vincolati, si possono trovare conti deposito che permettono un rendimento maggiore. Ad esempio, Rendimax di Banca IFIS offre il 5,10% lordo sulle somme vincolate a due anni. Con una differenza ulteriore: i conti deposito sono tutelati (fino a 100.000 euro) dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, quindi offrendo una sicurezza maggiore per i risparmiatori. Anche se va detto che Enel ha un rating (A- da Standard&Poor’s) superiore a quello di molte banche italiane (la citata Banca IFIS, ad esempio, ha un rating BBB- per FItch), e superiore anche a quello dell’Italia (che come saprete è stata declassata BBB+).

Va aggiunto che le obbligazioni Enel hanno durata di 6 anni, ma possono essere eventualmente rivendute prima della scadenza: in questo caso, sarà determinante se si riuscirà a spuntare sul mercato un prezzo vicino a quello di rimborso. Molto spesso, il prezzo è inferiore, ma non è una regola, ed anzi obbligazioni di Enel con scadenza analoga vengono negoziate ad un prezzo superiore.

In generale, ci sembra opportuno ricordare che un investimento in obbligazioni dovrebbe impegnare solo una parte del proprio portafoglio di investimento, che comunque deve nel suo complesso riguardare solo le somme che effettivamente sono “investibili”, cioè che non dovranno essere impegnate a breve in altre spese.

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