Confermata la patrimoniale sui conti di deposito

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Sembrava che i conti di deposito fossero esclusi dalla mini-patrimoniale prevista dal decreto “Salva-Italia”, che toccava la maggior parte degli investimenti finanziari (dai fondi di investimento alla assicurazioni sulla vita), ma l’ultima revisione del decreto inserirebbe esplicitamente i conti deposito tra le tipologie di investimenti interessati dalla patrimoniale: il bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela (che è lo strumento usato dal Governo per introdurre questa mini-patrimoniale) parla infatti ora di prodotti finanziari “ivi compresi i depositi bancari e postali anche se non rappresentati da certificati”.

Questo “superbollo” (che per ora è fonte di indiscrezioni di stampa, dato che il testo del decreto non è disponibile al momento in cui scriviamo) sarà pari allo 0,1% nel 2012 e salirà allo 0,15% nel 2013.

Non è ancora chiaro se sarà applicato solo sui nuovi conti di deposito, oppure anche su quelli già attivi.

A parte il “fastidio” che genera in molti l’idea di una patrimoniale, però, in realtà i danni non saranno gravi: infatti è bene sottolineare che, se è vero che ci sarà questo prelievo proporzionale al deposito, allo stesso tempo un conto deposito genera interessi ben più alti dello 0,1%.

Anche con questa nuova mini-patrimoniale, i conti deposito sono tassati meno del 2011, dato che la discesa dell’aliquota sugli interessi al 20% dal precedente 27% copre abbondantemente quello 0,1%.

Per dare un’idea, la riduzione dell’aliquota su ipotetico conto di deposito con un tasso del 2,5% vuol dire un tasso netto che sale da 1,825% a 2,000%, che vuol dire un “guadagno” dello 0,175%. Questo “guadagno” aumenta con l’aumentare del tasso di interesse lordo (se parliamo di un tasso del 4% lordo, il guadagno diventa dello 0,280%).

La domanda che nasce è quindi se non avesse senso tornare ad alzare la tassazione sugli interessi, cosa che avrebbe probabilmente avuto un effetto più equo (la patrimoniale fissa va a penalizzare maggiormente chi ha un tasso di interesse più basso). La nostra sensazione è che questa scelta sia stata fatta anche con lo scopo di non “sconfessare” un provvedimento appena introdotto, pur ottenendo un risultato sostanzialmente analogo.

Resta da capire se le banche decideranno di accollarsi questo nuovo bollo: si tratta di una eventualità che sicuramente alle banche converrebbe, a nostro parere, dato che farebbero una “bella figura” con il cliente, abituato ormai al “costo zero” dei conti deposito. E soprattutto il fatto che se da contratto è specificato che il bollo è carico della banca, è necessaria una variazione contrattuale per spostarne l’onere al cliente.

Non nasce neppure il problema, come qualcuno ha ipotizzato, di accollarsi l’onere del bollo solo “per i conti che non siano troppo bassi”, per accaparrarsi i clienti più “danarosi”: essendo una imposizione proporzionale al deposito, il costo per la banca di questo bollo su un conto che ha un deposito minimo sarebbe irrisorio: se prendiamo ad esempio un conto in cui fossero depositati 100€, il bollo sarebbe appena di 10 centesimi.

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