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Ha fatto molto discutere la “retata” dell’Agenzia delle Entrate a Cortina, tra chi la giudica una doverosa lotta all’evasione fiscale, e chi invece la considera una pura operazione mediatica. Pur condividendo il fatto che, come abbiamo sempre sostenuto, è fondamentale contrastare l’evasione fiscale, qualche dubbio su come è stata condotta e interpretata l’iniziativa sorge abbastanza facilmente se si guarda alla cosa in modo un po’ distaccato.

Innanzi tutto, suscita qualche perplessità il fatto che l’Agenzia delle Entrate diffonda dei dati su controlli che non sono “definitivi”: non sono stati individuati evasori, sono “solo” stati effettuati delle potenziali incongruenze da approfondire, che possono benissimo avere altre spiegazioni. Che l’Agenzia delle Entrate rilasci un comunicato in cui di fatto lascia intuire una “condanna” a priori, non ci sembra corretto. Più “serio” sarebbe stato comunicare a tempo debito (fra una settimana, o un mese, o sei) l’esito effettivo e definitivo dei controlli. Dicevamo delle “altre spiegazioni”, e dell’interpretazione mediatica che è stata fatta dei dati diffusi.

Il dato che ha avuto più risonanza è stato quello dei controlli sulle “auto di lusso di grossa cilindrata”, dove su 133 intestate a persone fisiche, “42 appartengono a cittadini che dichiarano 30.000 euro lordi di reddito”.A noi francamente sembra un dato completamente demagogico, più da caccia alle streghe che altro. Supponiamo, innanzi tutto, che un’auto di lusso sia un SUV da 60.000 euro. Rispetto ai 30.000 euro di reddito chiaramente sembra un po’ difficile da affrontare come acquisto. Oppure no?

  • Teoricamente, uno potrebbe avere la passione per le auto di lusso, risparmiare per tutta una vita pur avendo uno stipendio medio (non diteci comunque che 30.000 euro è uno stipendio “da fame”, come abbiamo trovato scritto da qualche parte), e poi comprarsela, magari usata, spendendo cifre ben diverse (una Porsche Cayenne usata di una decina d’anni si può acquistare con 10.000 Euro). Il fatto che uno possegga un bene di lusso non significa automaticamente che uno è ricco o guadagna tanto.
  • Reddito e ricchezza non sono la stessa cosa. Perché uno possa permettersi importanti spese non serve necessariamente che abbia un reddito elevato. Basta che abbia abbastanza ricchezza messa da parte. Se uno ha ricevuto qualche anno fa una grossa eredità, oppure ha venduto un immobile, può poi benissimo decidere di impiegare quei soldi per l’acquisto di un bene di lusso.
  • Per ultimo, i dati guardavano semplicemente il reddito del singolo intestatario, e qui ancora una volta torniamo a dire che 30.000 euro non sono pochi. Quant’è il reddito del nucleo familiare? Non è difficile supporre che una parte dei SUV siano magari intestati alla moglie, che magari è lei quella che guadagna 30.000 euro lordi. Il marito quanto guadagna? Altri 30.000? Già a questo punto parliamo di un nucleo familiare che ha un reddito lordo di 60.000 euro…

Ci sembrava importante fare questa riflessione perché abbiamo la sensazione che si stia creando un clima di caccia alle streghe, e a nostro parere c’è il rischio concreto che la gente inizi “ad avere paura di spendere”, che in questo momento è l’ultima cosa di cui l’economia ha bisogno. Tornando al tema dell’evasione fiscale, e delle auto di lusso, c’è un dato molto più interessante che però ha avuto meno attenzione. A parte le 133 intestate a privati, ce n’erano altre 118 intestate ad imprese. Magari sarebbe da concentrare l’attenzione su questo dato: cosa ci facevano tutte quelle auto aziendali a Cortina? Nulla da dire sul fatto che un’impresa decida di dotarsi di un’auto di lusso (e non c’entra il fatto che sia in pareggio o perdita, come qualcuno ha suggerito: se è gestita male, l’impresa alla fine chiude, punto), purché sia utilizzata per scopi aziendali.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

 

Comments

  1. Nel articolo non si parla però degli incassi al %300 in più rispetto agli anni precedenti(e tutti sanno cosa vuol dire) . Il ragionamento è… Ci deve essere la guardia di finanza fuori perche vengano fatturate tutte le cose? Se è così allora ben vengano controlli così in tutta italia, non ci vedo niente di male, solo chi ha qualcosa da nascondere ha paura della finanza e si può lamentare dei controlli. Trovo vergognoso che si lamentino dei controlli quasi a giustificare l’evasione. Se la polizia mi ferma per strada con la macchina, devo far vedere che sono in regola, e non lamentarmi perche mi hanno fermato. La questione mediatica può anche essere criticabile, ma mai farla passare come difesa dell’illegalità, e meno ancora come scusa dietro la quale non affrontare i veri problemi.

  2. Nell’articolo non si parlava degli incassi perché parlavamo della cosa a cui molti hanno dato più evidenza, che non era la cosa più rilevante. Infatti dicevamo delle auto “aziendali”, che avrebbero dovuto avere più attenzione, e tu citi giustamente anche gli incassi.

    I veri problemi si affrontano con i fatti, secondo me, e non sparando nel mucchio con annunci. Sarebbe ad esempio da ripensare come sono fatti i controlli, dato che al momento sono ben poco efficienti, come noti anche tu.

  3. Il problema quando si ha il megafono è quello di parlare un pò troppo facilmente.
    E’ un problema del web e dei blog.
    Chiedo moderazione e prego scendere dal pulpito.
    Le auto di lusso non sono quelle che costano 60000euro ma sopra 100000euro.
    I 30000euro sono lordi, togli tassa e spese per la famiglia, e magari un mutuo, dubito fortemente che qualcuno possa permettere una macchina così e soprattutto mantenersela. Forse non è uno stipendio da fame ma sicuramente non è da riccone.
    Inoltre se 133 erano intestate a privati, e ce n’erano altre 118 intestate ad imprese dubito che possano essere state intestate tutte alle mogli, visto le statistiche italiane che parlano del rapporto donne e lavoro ma soprattutto donne e imprenditoria.
    Credo invece che ci voglia una seria riflessione non solo sulle auto aziendali ma anche sull’evasione ed elusione.

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