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Il 2012 si prospetta come un anno difficile, che probabilmente vedrà l’Italia in recessione, con un recupero solo nel 2013. Ci sembra interessante proporre uno  “zoom” su quelle che sono le prospettive per il settore bancario: infatti, la capacità o meno delle banche di supportare le aziende sarà fondamentale per quella che sarà l’evoluzione dell’economia, dato che senza un adeguato supporto anche le imprese “in salute” ma con problemi di liquidità possono finire in serie difficoltà.

In un contesto di elevate turbolenze finanziarie e di preoccupante evoluzione del ciclo economico, il settore bancario dovrà gestire i rischi emergenti cercando di difendere il flusso di credito all’economia, gestire la politica di funding. In questo sentiero stretto, l’operatività bancaria verrà ulteriormente condizionata dalle sempre più pressanti esigenze regolamentari in tema di patrimonializzazione. In base all’analisi previsionale il CoreTier1 ratio dovrebbe aumentare al 9,3% nel 2013, valore più elevato di quanto stimato in precedenza, nonostante il peggioramento della redditività: ciò per la tensione sulle politiche di bilancio delle banche per ottemperare le sempre più pressanti richieste dell’Autorità di vigilanza in tema di rafforzamento patrimoniale.

Negli ultimi mesi di forte tensione finanziaria costante è stato l’impegno delle banche italiane a erogare sufficienti risorse all’economia. Considerando il credito complessivo a famiglie e imprese, a ottobre il tasso di crescita annuale dei finanziamenti si collocava sopra ai 5,5 p.p., sostanzialmente stabile rispetto ai mesi precedenti. Ciò non ha potuto evitare un irrigidimento delle condizioni creditizie, in quanto le banche italiane, accanto alle tensioni per le difficoltà economiche, si trovano ad affrontare le tensioni finanziarie conseguenti alla crisi del debito sovrano del nostro paese.

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In un tale contesto, il Return on Equity (Roe) del settore bancario quest’anno dovrebbe segnare con lo 0,3% un nuovo minimo storico. Negli anni successivi si prevede una lieve ripresa non in grado di colmare il gap di redditività rispetto ai livelli pre-crisi: al 2013 il Roe si collocherà al 3%. La redditività delle banche deve inoltre fare i conti con le pressioni della crisi finanziaria: nel triennio di previsione il valore degli accantonamenti sarà pari a 54 mld di Euro.

Dopo un’ulteriore contrazione attesa per quest’anno, il margine di intermediazione dovrebbe avere un incremento intorno al 4% nel biennio finale di previsione, risultato non sufficiente a recuperare le perdite reddituali: al 2013 il flusso complessivo di ricavi netti del settore bancario risulterà inferiore di 8 mld di Euro rispetto ai valori pre-crisi.

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