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Le agenzie di rating sono tornate al centro dell’attenzione dopo la retata della Guardia di Finanza presso la sede di Standard&Poors di Milano perché “avrebbero manipolato il mercato con giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti”.

Premesso che ovviamente la magistratura ha tutto il diritto di approfondire quello che ritiene opportuno, ci sembra il caso di sottolineare come il rischio sia quello di cercare un facile capro espiatorio, ma poco significativo: in altre parole, non si può dare la colpa del fatto che l’economia italiana va male alle agenzie di rating perché dicono che l’economia italiana va male. Tanto per fare un paragone con la cronaca,  come dire che se una nave affonda la colpa è della capitaneria di porto che dice che la nave è in difficoltà, perché bisognava invece fare come il capitano e l’equipaggio che diceva che non c’erano problemi o al massimo un piccolo black-out.

Le agenzie di rating hanno spesso operato in conflitto di interessi, ma bisogna essere consapevoli che il loro interesse è stato tipicamente quello di sopravvalutare i titoli, per favorirne la vendita (spesso anche perché chi li paga per la valutazione è chi emette i titoli), più che sottovalutarli. Non dimentichiamo che si guadagna molto di più speculando al rialzo che al ribasso, ma sempre speculazione è, e la causa della crisi attuale è proprio la sopravvalutazione avutasi negli anni precedenti.

 

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Non concordo con questa frase:

    “Non dimentichiamo che si guadagna molto di più speculando al rialzo che al ribasso, ”

    Non vedo differenze, si tratta solo di definire la leva da usare, ma poco importa se sto scommettendo al rialzo o al ribasso (short sell).

    jack

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