I bilanci delle famiglie italiane

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La Banca d’Italia ha pubblicato il supplemento al bollettino statistico dedicato ai bilanci delle famiglie italiane. Ecco quelli che sono i principali risultati della ricerca:

  • Nel 2010 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi  sociali, è risultato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Il reddito equivalente, una misura  che tiene conto della dimensione e della composizione del nucleo familiare, si è attestato sui  18.914 mila euro per individuo, un valore inferiore, in termini reali, dello 0,6 per cento a quello osservato con l’indagine sul 2008. La disuguaglianza del reddito equivalente, misurata in base all’indice di Gini, è pari a 0,33, invariata rispetto alla scorsa indagine.
  • Il reddito da lavoro dipendente ricevuto in media da ciascun percettore è risultato pari a 16.559 euro, pressoché lo stesso livello in termini reali rispetto al 2008 (-0,3 per cento). Quello da lavoro indipendente è risultato di 20.202 euro,  con una diminuzione del 2,3 per cento. Il  reddito da trasferimenti è stato di 10.672 euro, in calo del 3,4 per cento.
  • La quota di individui poveri, convenzionalmente identificati da un reddito equivalente inferiore  alla metà della mediana, è risultata pari al 14,4 per cento, in aumento di un punto percentuale  rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri.
  • Nel 2010 il 29,8 per cento delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le  spese, il 10,5 per cento le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7 per cento  segnalava una situazione intermedia. Rispetto alle precedenti rilevazioni emerge una tendenza  all’aumento dei giudizi di difficoltà.
  • La ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti  di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle  passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano di 163.875 euro. Il 10  per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare
    totale (44,3 per cento nel 2008). La concentrazione della ricchezza, misurata in base all’indice di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61).
  • La percentuale di famiglie indebitate è pari al 27,7 per cento. L’indebitamento, come in passato, risulta più diffuso tra le famiglie  a reddito medio-alto, con capofamiglia di età  inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono  costituite in larga parte da mutui per l’acquisto e per la ristrutturazione di immobili.
  • La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30 per cento del reddito, riguarda l’11,1 per cento dei nuclei indebitati e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Il fenomeno appare stabile rispetto al passato.

 

Ci sembra opportuno sottolineare due aspetti, per agevolare la comprensione dei dati:

  • L’indagine è stata svolta nel 2011, ed i dati si riferiscono al 2010, quindi rappresentano una situazione di oltre 12 mesi fa.
  • La definizione di povertà è convenzionale (reddito equivalente inferiore alla metà della mediana, cioè minore di 9.457 per individuo componente del nucleo familiare) è quindi non rappresenta del tutto una “effettiva” povertà, se la intendiamo come “difficoltà sistematica ad arrivare a fine mese”, che potrebbe riguardare un numero inferiore o superiore di famiglie (le famiglie sembrano essere per la seconda ipotesi)

Anticipiamo comunque che torneremo sull’argomento, dato che la pubblicazione è ricca di dati e spunti interessanti.

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