Rilancio dell’Italia: Partiamo dalla ripresa dei consumi [guest post]

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Da oltre quattro anni, toccati dalla crisi degli USA, tutti i Paesi europei sono stati contagiati e sono rimasti inceppati in una gravissima crisi economica e finanziaria (sotto molti aspetti simile a quella avvenuta nel 1929). L’Italia è stata ripetutamente accusata da capi di Stato europei, in particolare dal Cancelliere tedesco Merkel e dal Capo del Governo francese Sarkozy. Questi, che si erano permessi di sfiduciare l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, oggi sono anch’essi molto preoccupati perchè la loro situazione finanziaria è stata negli ultimi mesi nascosta, non tenendo conto della crisi in cui sarebbe entrato il loro sistema economico finanziario. Lo spread è una prova lampante: ha colpito i titoli del loro debito pubblico al punto che in Germania circa il 40% dell’ultima emissione di titoli di Stato non è stato sottoscritto.

Le vicende riguardanti le ultime settimane li conosciamo tutti: Napolitano ha scelto il senatore Monti per la formazione e guida di un nuovo Governo. Da quello che abbiamo appreso ultimamente, l’orientamento è di assicurare nuove entrate soprattutto con l‘estensione dell’applicazione dell’ ICI sulla prima casa, sostenuta dalla revisione delle rendite catastali, con l’introduzione di una patrimoniale con un prelievo strutturale sui patrimoni di oltre un milione di euro, con la “sacrosanta” lotta all’ evasione, con lo smobilizzo di immobili di proprietà dello stato, con la riduzione dei costi della politica, con interventi mirati sulle pensioni.

Per quanto riguarda l’applicazione dell’ ICI sulla prima casa sarebbe opportuno prevedere un tetto di non imponibilità per i meno abbienti. Deve essere priorità assoluta attuare una coraggiosa politica di rilancio del paese, formata dal risanamento dei conti pubblici e dai provvedimenti per la crescita centrati sulla ripresa della domanda interna. Difficilmente ci sarà crescita, se i consumi interni non verranno rilanciati, proprio per questo si dovrebbero attuare misure che diano ossigeno al potere d’ acquisto delle famiglie. Esistono utili riforme a costo zero: le aperture dei negozi la domenica, norme che agevolano l’avvio al lavoro dei giovani, il part-time flessibile, ma soprattutto meno burocrazia che mortifica e scoraggia la nascita di nuove idee e imprese.

 

Fabio Nicolosi,
Articolista di finanziarie.cerkalo.it