Le fluttuazioni economiche e la loro trasmissione attraverso il commercio estero e i legami domestici

0 Flares 0 Flares ×

Gran parte delle difficoltà economiche dell’Italia derivano oggi dalle difficoltà globali, che si ripercuotono sul Paese in primo luogo attraverso una riduzione della domanda estera di prodotti e servizi, e l’elevato debito pubblico crea preoccupazioni sulla capacità dell’Italia di affrontare una situazione di crisi di questo tipo.

Verrebbe da pensare, però, che a subire maggiormente gli effetti di queste fluttuazioni economiche dovrebbero essere principalmente le regioni maggiormente orientate al commercio con l’estero, in cui le esportazioni rappresentano una importante percentuale del PIL. Regioni la cui economia è maggiormente basata sulla domanda interna (quali le regioni meridionali) dovrebbero apparentemente subire conseguenze minori da una riduzione globale dell’export.

In realtà, così non è, e se finora a questa conclusione si giungeva principalmente tramite una valutazione empirica, una recente ricerca ha approfondito il tema tramite strumenti statistici, evidenziando che i legami tra le diverse regioni sono più forti di quanto spesso ritenuto. A costituire questo legame, probabilmente, non c’è solo la domanda delle imprese, volta a soddisfare l’export, ma anche quella degli abitanti della regione (che tendono a ridurre la loro domanda se vedono ridursi le loro prospettive di reddito), ma anche i lavoratori emigrati da una regione all’altra (che tendono a ridurre i loro consumi per gli stessi motivi).

I risultati ottenuti mostrano che:

1) Gli shock locali hanno effetti significativi sia sul prodotto sia sulle esportazioni delle altre regioni. In particolare, gli shock al PIL, che nel modello riflettono le variazioni della domanda interna per consumi e investimenti, si propagano anche alle regioni molto distanti. Gli shock locali all’export, interpretabili come variazioni della competitività delle produzioni locali sui mercati internazionali, appaiono invece esercitare un’influenza più contenuta sulle economie delle altre regioni.

2) Gli shock globali – come, ad esempio, la caduta del commercio internazionale – incidono su una regione sia direttamente, perché ne riducono le esportazioni, sia indirettamente, perché diminuiscono le vendite sul mercato nazionale, a causa della contrazione della domanda di input intermedi e di beni di consumo da parte delle altre regioni che deriva dallo shock esterno. La somma dei due effetti risulta di entità elevata, sufficiente a spiegare il forte calo del PIL recentemente registrato anche nelle regioni meno orientate alle esportazioni, in seguito alla caduta del commercio internazionale.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]