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Che in questa congiuntura economica sia importante contenere le spese è cosa nota. Che i “tagli” non debbano (o almeno, non dovrebbero) diminuire la qualità dei servizi erogati e le prospettive di crescita lo è altrettanto.

Due esigenze apparentemente inconciliabili, ma fino ad un certo punto, perché ci sono una serie di possibili incrementi di efficienza che potrebbero portare a benefici non trascurabili. In un convegno svoltosi nei giorni scorsi il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini ha spiegato come “Il pieno sviluppo della fatturazione elettronica significa più efficienza e sicurezza, ma soprattutto minori costi per le imprese e il Paese. Anche per questo è importante favorire la diffusione di questo strumento che, se adottato in modo capillare, può far risparmiare 3 miliardi alla sola Pubblica Amministrazione e altrettanto ai suoi fornitori”.

Un importo di tutto rispetto, pari a quello di una piccola finanziaria. Solo che, nonostante già la Finanziaria 2008 abbia introdotto norme in tema di obbligatorietà della fattura elettronica per i fornitori che operano con amministrazioni ed enti pubblici, manca ancora l’emanazione del secondo Decreto Attuativo che fornirà le indicazioni definitive sui tempi e le modalità tecniche per lo scambio di fatture elettroniche tra imprese e Pubbliche Amministrazioni Centrali. Una carenza che è importante colmare al più presto.

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